Il business travel italiano continua a mostrare segnali di solidità nonostante un contesto internazionale sempre più complesso. Nei primi cinque mesi del 2026 il valore complessivo dei viaggi d’affari ha registrato una crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando la resilienza di un settore che resta strettamente legato all’andamento dell’economia e degli scambi commerciali.
A evidenziarlo sono i dati del Business Travel Trend (BTT), l’indice elaborato da Uvet GBT in collaborazione con il Centro Studi Promotor, che fotografa mensilmente l’evoluzione del mercato italiano dei viaggi d’affari.
Crescono trasferte e spesa media
Tra gennaio e maggio 2026 il Valore Globale del business travel ha raggiunto quota 114, in aumento rispetto al 108 registrato nello stesso periodo del 2025. A sostenere questa crescita sono stati sia l’incremento del numero delle transazioni, salito da 102 a 105, sia l’aumento della spesa media per viaggio, passata da 106 a 108.
I dati suggeriscono che le aziende continuano a investire nella mobilità professionale, mantenendo elevata la necessità di incontri commerciali, attività operative e relazioni con clienti e fornitori, nonostante la crescente diffusione degli strumenti digitali per il lavoro a distanza.
Maggio rallenta dopo un inizio d’anno positivo per il business travel
Se il bilancio dei primi cinque mesi rimane positivo, il mese di maggio mostra però segnali di rallentamento che meritano attenzione.
L’indice del Valore Globale si è attestato a 97, in netta flessione rispetto al dato di aprile, quando aveva raggiunto quota 137. Anche il numero delle transazioni ha evidenziato una contrazione, fermandosi a 90, mentre la spesa media ha mantenuto una dinamica più favorevole attestandosi a 108.
Secondo gli analisti, a pesare sul mercato sono state soprattutto le crescenti tensioni geopolitiche internazionali e il clima di incertezza macroeconomica che ha caratterizzato le ultime settimane, inducendo molte aziende a rinviare o ridimensionare alcune trasferte.
Trasporto aereo: meno viaggi, ma costi più elevati
Nel comparto aereo emerge una dinamica ormai consolidata negli ultimi mesi: diminuisce il volume delle trasferte, ma cresce il costo medio sostenuto dalle aziende.
A maggio il Travel Value del trasporto aereo si è attestato a 100, mentre il numero delle transazioni è sceso a 93. La spesa media, invece, è salita a 108, registrando un incremento significativo rispetto al mese precedente.
Un segnale che riflette sia il mantenimento di tariffe elevate sia la tendenza delle aziende a privilegiare viaggi ritenuti strategici rispetto a quelli considerati meno indispensabili.
Hotel: frenata dopo mesi di crescita
Anche il settore alberghiero ha mostrato un rallentamento.
L’indice relativo al valore dei soggiorni si è fermato a 96, mentre le transazioni hanno registrato quota 88. In diminuzione anche la spesa media, che si è attestata a 108.
Dopo i forti recuperi osservati negli ultimi anni, il comparto sembra attraversare una fase di normalizzazione, pur mantenendo livelli superiori a quelli registrati prima della pandemia.
Treni e noleggio auto seguono la stessa tendenza
Nel trasporto ferroviario il Travel Value è risultato pari a 95, con un numero di transazioni fermo a 90. La spesa media ha invece mantenuto un andamento positivo, raggiungendo quota 105.
Situazione analoga per il noleggio auto, che registra una diminuzione sia del valore complessivo sia del numero delle operazioni, mentre la spesa media continua a mostrare una moderata crescita.
Il dato conferma come le aziende stiano privilegiando una gestione più selettiva delle trasferte, concentrando le risorse sui viaggi a maggiore valore aggiunto.
Il business travel resta il termometro dell’economia
Il Business Travel Trend viene considerato dagli operatori uno degli indicatori più significativi dello stato di salute dell’economia reale. Le trasferte aziendali rappresentano infatti un elemento strettamente collegato agli investimenti, alle attività commerciali e ai processi di internazionalizzazione delle imprese.
Il risultato positivo dei primi cinque mesi del 2026 evidenzia una domanda ancora robusta, ma il rallentamento osservato a maggio suggerisce prudenza per i prossimi mesi. Molto dipenderà dall’evoluzione dello scenario geopolitico internazionale, dall’andamento dell’inflazione e dalle prospettive di crescita economica in Europa.
Per il momento, il settore continua a viaggiare sopra i livelli del 2025, confermando il ruolo centrale della mobilità professionale nelle strategie delle imprese italiane.













