Il nuovo Decreto Omologazioni firmato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 9 giugno 2026 rappresenta una delle più importanti riforme degli ultimi anni nel settore del controllo elettronico della velocità. Il provvedimento introduce infatti un quadro normativo unitario che disciplina in maniera dettagliata omologazione, verifiche tecniche, tarature e controlli di conformità dei dispositivi utilizzati per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.
L’obiettivo è garantire maggiore certezza giuridica, uniformità tecnica e trasparenza lungo l’intero ciclo di vita degli strumenti impiegati dagli enti e dagli organi di polizia stradale.
Un nuovo sistema basato sull’omologazione
Uno degli aspetti centrali del decreto riguarda il ruolo dell’omologazione del prototipo. Il Ministero sarà chiamato a verificare la conformità tecnica dei dispositivi e, in caso di esito positivo, a rilasciare il relativo decreto di omologazione.
Il principio adottato è quello già consolidato in altri settori tecnologici: viene omologato il prototipo e non ogni singolo esemplare prodotto. Sarà quindi il produttore a dover garantire che tutti i dispositivi immessi sul mercato siano perfettamente conformi alla configurazione approvata dal Ministero.
Particolare attenzione viene dedicata anche alle modifiche successive all’omologazione. A seconda della rilevanza tecnica delle componenti interessate, il decreto distingue tra nuova omologazione, estensione dell’omologazione o semplice comunicazione ministeriale, introducendo procedure differenziate che consentono di gestire l’evoluzione tecnologica senza compromettere l’affidabilità delle misurazioni.
Tarature e verifiche: controlli per tutta la vita dell’apparato
Il decreto rafforza inoltre il sistema di controlli successivi all’installazione.
Le verifiche periodiche e le operazioni di taratura diventano elementi essenziali per garantire che il dispositivo mantenga nel tempo i requisiti di precisione e affidabilità richiesti dalla normativa.
Particolarmente significativa è la previsione secondo cui un apparato che non superi positivamente i controlli previsti non potrà essere utilizzato fino al completo ripristino delle condizioni di conformità e all’esecuzione di nuove verifiche con esito favorevole.
Per gli enti proprietari delle strade e per le amministrazioni utilizzatrici ciò significa una maggiore attenzione alla gestione documentale e alla programmazione delle attività di manutenzione e controllo.
ISO 9001 e controlli di conformità
Tra le novità più rilevanti figura anche il ruolo attribuito alla certificazione ISO 9001.
Il legislatore ha infatti previsto un sistema differenziato di controlli di conformità che tiene conto dell’organizzazione e dei processi aziendali del produttore. La certificazione diventa quindi uno degli elementi che incidono sulla frequenza e sulle modalità delle verifiche necessarie a garantire la corrispondenza tra gli esemplari prodotti e il prototipo omologato.
La finalità è costruire una filiera di produzione e controllo maggiormente tracciabile, nella quale ogni soggetto coinvolto assuma precise responsabilità.
Privacy e tutela dei dati raccolti
Un capitolo importante del decreto riguarda la gestione delle immagini e delle informazioni registrate dagli apparati.
Le nuove disposizioni introducono requisiti tecnici specifici per assicurare integrità, sicurezza e tracciabilità dei dati utilizzati nei procedimenti sanzionatori. Particolare attenzione viene riservata alle riprese frontali effettuate in modalità automatica, per le quali sono previste soluzioni tecniche finalizzate alla tutela della privacy delle persone presenti all’interno del veicolo.
Il provvedimento cerca quindi di conciliare l’efficacia dell’attività di controllo con il rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali.
La delicata fase transitoria
Grande interesse è rivolto anche alle disposizioni transitorie, chiamate a disciplinare il passaggio dal precedente sistema di approvazione al nuovo modello fondato sull’omologazione.
Il decreto introduce meccanismi di raccordo per gli apparati già installati e per i procedimenti amministrativi ancora in corso, evitando possibili interruzioni operative e offrendo agli enti un percorso di adeguamento graduale.
Per molte amministrazioni sarà fondamentale effettuare una ricognizione degli strumenti attualmente in uso, verificando documentazione tecnica, stato delle tarature e conformità ai nuovi requisiti previsti dal decreto.













