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Toyota Hilux 2026: un pick-up leggendario che ora guarda (anche) all’elettrico

Dalla versione Mild-Hybrid alla nuova variante BEV, abbiamo guidato la nona generazione del pick-up Toyota tra strada e off-road in Bulgaria.

Quasi sessant’anni di storia e oltre 27 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo. Bastano queste cifre per capire che, quando si parla di Toyota Hilux, non si fa riferimento a un veicolo qualsiasi. Una reputazione costruita nel tempo come uno dei pick-up più robusti e indistruttibili di sempre, messa alla prova persino da Top Gear, protagonista di una delle sfide più celebri della storia del programma, da cui l’Hilux uscì da assoluto (anche se ammaccatissimo) vincitore.

E con l’arrivo della nona generazione, Hilux cerca di restare fedele alla tradizione di robustezza e affidabilità che l’ha reso celebre, abbracciando allo stesso tempo la strategia multi-tecnologica di Toyota, grazie all’introduzione per la prima volta nella sua storia di una versione completamente elettrica.

Novità e fedeltà alla propria essenza che abbiamo potuto vedere e guidare tra le strade e mulattiere che circondano Pravets, piccolo paesino incastonato nel cuore più verde della Bulgaria. In parole povere, lo scenario ideale per mettere alla prova le capacità del nuovo Hilux.

Design

A livello di dimensioni, la nuova Hilux mantiene pressoché inalterata la lunghezza rispetto al modello precedente: nella configurazione a doppia cabina (unica disponibile in gamma) misura infatti 5,32 m dal muso alla coda. La nona generazione del pick-up Toyota cresce invece nelle altre proporzioni, guadagnando 6 cm in altezza (1,87 m) e 4 cm in larghezza (1,89 m): misure che ne enfatizzano il carattere robusto e la presenza scenica.

L’evoluzione più evidente riguarda il frontale, completamente ridisegnato. I nuovi gruppi ottici, più sottili e affilati rispetto alla precedente generazione, sono collegati da una fascia nera che incornicia il logo Toyota e sovrastano calandra con motivo a nido d’ape, chiusa nella variante elettrica.

Completano il restyling i nuovi dettagli del paraurti, i gruppi ottici posteriori ridisegnati e i cerchi in lega da 17″ o 18″. Non manca, inoltre, una particolare attenzione alla praticità d’uso quotidiana: le nuove pedane laterali e la soglia del cassone riprogettata rendono più agevole l’accesso all’area di carico, aspetto particolarmente apprezzabile per chi utilizza il veicolo anche come strumento di lavoro.

Interni

Ancora più radicale è stato il restyling che gli ingegneri Toyota hanno deciso di compiere sugli interni del nuovo Hilux. I cinque posti (comodi) offerti dalla doppia cabina, beneficiano infatti di nuovi materiali che nei sedili anteriori adottano imbottiture più generose e, nelle versioni più ricche, sono dotati di regolazione elettrica, contribuendo a migliorare il comfort durante i lunghi trasferimenti così come nell’utilizzo quotidiano.

Passando al lato tecnologico al centro della plancia trova posto un sistema di infotainment con display da 9″ o 12,3″, a seconda dell’allestimento, entrambi compatibili con i servizi Toyota Smart Connect. A completare la dotazione ci pensa poi un quadro strumenti digitale, disponibile con schermo da 7″ o 12,3″, decisamente più ampio rispetto al precedente display da 4,2″.

Dal punto di vista dell’ergonomia, Hilux conferma la propria vocazione pratica. Tasche portaoggetti, vani ricavati nell’abitacolo e le maniglie integrate nei montanti anteriori e mediani facilitano la vita a bordo, soprattutto durante la guida in fuoristrada.

Ridisegnato anche il volante, caratterizzato da un design più massiccio e da una disposizione intuitiva dei comandi: sulla razza sinistra trovano posto le funzioni dedicate all’infotainment, su quella destra sono concentrati i sistemi di assistenza alla guida mentre in basso abbiamo i comandi auto.

Motore

Pur introducendo un’assoluta novità per questo modello, la gamma di propulsori del nuovo Toyota Hilux si basa sull’assoluta semplicità. L’offerta si articola infatti su due soluzioni distinte: da un lato il tradizionale diesel elettrificato con tecnologia mild hybrid a 48 Volt, dall’altro la nuova variante completamente elettrica.

La versione MHEV abbina il noto quattro cilindri turbodiesel da 2,8 litri a un moto-generatore a 48 Volt, per una potenza complessiva di 208 CV. Le capacità operative rimangono sostanzialmente invariate rispetto alla precedente generazione, con oltre 1.000 kg di portata utile e una capacità di traino fino a 3.500 kg.

L’elettrificazione leggera consente però di migliorare l’efficienza complessiva del veicolo. Grazie anche a una gestione più efficace della frenata rigenerativa nelle fasi di rilascio dell’acceleratore, Toyota dichiara una riduzione delle emissioni e dei consumi nell’ordine del 5% rispetto al modello precedente e che ora si attestano attorno ai 9,7-10,0 l/100 km.

La vera novità è però rappresentata dall’Hilux BEV, che entra per la prima volta a far parte della gamma del pick-up giapponese. La versione elettrica è equipaggiata con un motore sincrono a magneti permanenti da 196 CV (144 kW), alimentato da una batteria agli ioni di litio da 59,2 kWh integrata direttamente nel telaio, soluzione che permette di preservare la capacità di carico e la spaziosità dell’abitacolo.

Proprio la batteria rappresenta però anche il principale limite della versione a zero emissioni. L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP combinato si ferma a 257 km, un valore destinato a ridursi ulteriormente in condizioni di utilizzo gravose o in off-road.

Per questo motivo, almeno allo stato attuale, la variante elettrica appare meno adatta a un impiego generalista o come veicolo da lunga percorrenza. Il suo habitat ideale sembra essere rappresentato da contesti operativi ben definiti, nei quali i tragitti giornalieri sono prevedibili e le esigenze di ricarica facilmente programmabili. È il caso, ad esempio, di aeroporti, parchi naturali, aziende agricole o grandi complessi industriali, realtà nelle quali la necessità di ridurre le emissioni locali si accompagna a percorrenze contenute e prestabilite.

Come si guida il nuovo Toyota Hilux?

Nonostante il passare degli anni e delle generazioni, Toyota Hilux continua a confermare la propria vocazione naturale per il fuoristrada. È lontano dall’asfalto, infatti, che il pick-up giapponese riesce ancora a esprimere al meglio le sue qualità, dimostrandosi un alleato affidabile anche sui percorsi più impegnativi.

Tra le principali novità della nona generazione figura l’introduzione del servosterzo elettrico (EPS), una soluzione che contribuisce a rendere la guida più precisa e leggera. Nonostante una massa che guarda da vicino le due tonnellate e mezzo, l’Hilux restituisce una sensazione di agilità sorprendente e una buona reattività sui diversi tipi di terreno, interpretando efficacemente il concetto di “Tough & Agile” con cui Toyota ha accompagnato il lancio del modello.

A supportare le sue capacità fuoristradistiche interviene anche il sistema Multi-Terrain Select (MTS), che sulla versione mild hybrid mette a disposizione diverse modalità di guida dedicate ai vari fondi a bassa aderenza, tra cui sabbia, fango, neve profonda e roccia, oltre alla modalità automatica. Il sistema gestisce i parametri della trazione integrale adattando la risposta del veicolo alle condizioni del terreno.

Una soluzione che abbiamo potuto mettere alla prova sui percorsi sterrati attorno a Pravets, tra mulattiere, tratti fangosi e sezioni più rocciose. In queste condizioni l’Hilux si è dimostrato capace di assorbire le asperità del terreno e affrontare gli ostacoli con grande disinvoltura. Una forte conferma della reputazione costruita in quasi sessant’anni di carriera.

Su strada emergono invece alcuni compromessi tipici della categoria. Lo sterzo privilegia la facilità di controllo in offroad più che la precisione sull’asfalto e il quattro cilindri diesel della versione mild hybrid, pur garantendo una buona disponibilità di coppia, risulta piuttosto presente dal punto di vista acustico, soprattutto nelle fasi di maggiore richiesta di potenza.

Più silenziosa e fluida la variante elettrica, che ha saputo sorprendere anche per le proprie capacità in fuoristrada. Oltre alle modalità già disponibili sulla versione MHEV, l’Hilux BEV introduce infatti la funzione Mogul. Quest’ultima è stata studiata per affrontare i passaggi più accidentati e migliorare la motricità sui terreni più difficili.

Resta però il limite principale della versione a batteria: l’autonomia. Se i 257 km dichiarati nel ciclo WLTP possono risultare sufficienti in ambiti operativi ben definiti, l’utilizzo in offroad più impegnativi, che richiedono una maggiore erogazione di potenza, porta inevitabilmente a una riduzione significativa della percorrenza disponibile. Un aspetto che conferma come la variante elettrica sia oggi più adatta a impieghi specifici e programmati che a un utilizzo universale.

Quanto costa il nuovo Toyota Hilux?

Modello Motore Potenza Batteria Autonomia Prezzo
(chiavi in mano)
Toyota Hilux MHEV Mild-Hybrid turbodiesel
da 48V
208 CV 4,3 Ahr 51.608 €
Toyota Hilux MHEV “Icon” Mild-Hybrid turbodiesel
da 48V
208 CV 4,3 Ahr 59.294 €
Toyota Hilux MHEV “Premium” Mild-Hybrid turbodiesel
da 48V
208 CV 4,3 Ahr 62.222 €
Toyota Hilux MHEV “Invincible” Mild-Hybrid turbodiesel
da 48V
208 CV 4,3 Ahr 66.248 €
Toyota Hilux BEV “Icon” Full-electric 196 CV 59,2 kWh 257 km 71.860 €
Toyota Hilux BEV “Premium” Full-electric 196 CV 59,2 kWh 257 km 75.520 €

Per il mondo fleet, il nuovo Toyota Hilux è disponibile attraverso Kinto One con formule di noleggio a lungo termine dedicate. La proposta prevede un canone mensile di 499 euro (IVA esclusa) per la versione Mild Hybrid e di 569 euro (IVA esclusa) per la variante BEV.

Entrambe le formule si basano su un contratto di 48 mesi e 60.000 km, a fronte di un anticipo di 7.500 euro (+ IVA). Nel canone sono inclusi i principali servizi dedicati alla gestione del veicolo, tra cui copertura Kasko, RCA e servizi assicurativi F&I, assistenza stradale, oltre agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

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