Flotte al caldo, flotte in pensione
Forse mai come quest’anno, con un giugno iniziato in modo rovente, si ha la sensazione che ci attenda davvero una lunga estate calda. L’espressione mi riporta ai tempi dell’adolescenza, quando riecheggiava nel ritornello di una canzone dei Black Hills, gruppo nato tra i banchi di un liceo monzese e composto da amici che, in due casi, hanno poi trovato ruolo nella musica italiana.
Oggi, però, l’estate calda è meno divertente e romantica. Troppo calda per chi, superati gli “anta”, fatica a convivere con temperature sempre più africane. E rischia di esser poco gradevole, sul lavoro, anche per molti fleet manager chiamati a fare i conti con le novità fiscali nel decreto Omnibus, approvato in via preliminare dal Governo. Mentre scriviamo mancano ancora i dettagli applicativi, ma la direzione è chiara: spingere verso un ulteriore rinnovo del circolante, intervenendo proprio sul comparto che più di ogni altro contribuisce allo svecchiamento dell’auto italiana.
Che lo si consideri un intervento corretto o meno, una misura ambientale oppure una scelta orientata al gettito, il risultato è evidente. Da un lato si sostiene il mercato del nuovo, dall’altro si modificano gli equilibri di molti. Chi contava di valorizzare ancora per qualche anno vetture diesel e benzina ben messe, si trova ora a rifare i conti. È vero che lo stesso provvedimento interviene anche su una delle questioni più controverse, quella dei veicoli in fringe benefit rimasti sospesi tra regole vecchie e nuove, superando le criticità legate al cosiddetto “valore normale”. Ma il correttivo non basta a rassicurare tutti.
Restano interrogativi sui costi, sulla gestione dell’usato e sulla prevedibilità fiscale necessaria per pianificare investimenti di lungo periodo. Le flotte hanno bisogno di stabilità. Possono adattarsi a nuove tecnologie e mobilità, ma faticano quando le regole cambiano di frequente. Non a caso, nei Paesi che stanno accelerando maggiormente il rinnovo dei parchi aziendali, la fiscalità viene utilizzata all’interno di percorsi chiari e programmati. Anche fuori dall’Europa, le flotte sono considerate uno strumento di politica industriale oltre che ambientale. È un punto che merita riflessione: se le flotte rappresentano un laboratorio che anticipa le evoluzioni, ogni intervento normativo dovrebbe valutarne attentamente gli effetti, lungo l’intera filiera.
Non a caso, in questo numero dedichiamo il Focus al mercato dell’usato, sempre più strategico. Accanto trovate le consuete rubriche, l’analisi dei trend industriali, le prove su strada di modelli con spina e senza ed alcuni spunti raccolti durante eventi dedicati al fleet management, anche esteri. Pur tra sfide e sudore, il settore continua a guardare avanti. Con l’augurio, per tutti, di Buone Ferie estive.
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