Il Gruppo Uvet allarga la propria offerta tecnologica con una nuova società dedicata: Optimus Travel Intelligence. Non è uno spin-off qualunque, ma il punto di arrivo di un percorso avviato oltre vent’anni fa dal gruppo milanese per portare più valore agli attori del business travel, e insieme il primo grande banco di prova della strategia tecnologica affidata a Damiano Sabatino, entrato in Uvet nel 2024 come Chief Operations Officer dopo una lunga carriera in Travelport.
Optimus T.I. nasce con un mandato preciso: aiutare agenzie di viaggio, network e operatori turistici a fare il salto verso il modello Travel Retail, in cui dati, automazione e integrazione dei sistemi diventano leve di competitività quotidiana e non solo parole d’ordine da convegno. È, di fatto, il modo in cui il gruppo mette a fattore comune per il mercato le competenze verticali sviluppate internamente in oltre vent’anni di attività nel travel.
Un’unica piattaforma per contenuti, sistemi e workflow
La proposta di Optimus si regge su quattro pilastri. Il primo è una piattaforma unica capace di integrare contenuti tradizionali, offerte NDC (New Distribution Capability) e servizi di compagnie aeree, hotel e fornitori di trasporto terrestre in un solo ambiente di lavoro.
Il secondo è l’apertura architetturale: i sistemi di back-office, le piattaforme CRM e le soluzioni di pagamento delle agenzie devono poter dialogare senza le ridondanze operative che oggi appesantiscono il lavoro quotidiano degli agenti.
Il terzo pilastro è l’automazione dei workflow ripetitivi, per liberare tempo da dedicare a consulenza e relazione con il cliente.
Il quarto è la business intelligence: trasformare i dati di prenotazione in informazioni utili a leggere i comportamenti d’acquisto, monitorare le performance e prendere decisioni più informate.
L’accordo con Travelport
Il portafoglio prodotti di Optimus si costruisce sull’accordo strategico con Travelport, tra i principali fornitori mondiali di infrastrutture per i viaggi: Optimus ne cura la commercializzazione e il supporto presso un target selezionato di agenzie italiane. Ne fanno parte Travelport Smartpoint, la piattaforma che permette agli agenti di costruire itinerari personalizzati — voli, hotel, noleggio auto, treno — in un unico ambiente di prenotazione con accesso ai contenuti NDC, e AlterEgo, il GDS semplificato sviluppato da Optimus e integrato con la tecnologia Travelport+, che copre l’intero ciclo di vita della prenotazione: dai dati passeggero all’emissione dei biglietti, fino a cambi, rimborsi, cancellazioni e servizi accessori per voli di linea, low cost e treno (Trenitalia e Italo).
A completare l’offerta, servizi di digital marketing, automazione dei workflow e consulenza strategica per accompagnare le imprese turistiche nella trasformazione digitale.
Non è un progetto pensato solo per il mercato italiano: Optimus lavora anche su iniziative comuni con altre country, distribuendo piattaforme di terze parti là dove serve rafforzare le partnership locali e portare novità concrete ai clienti TMC sul fronte dello sviluppo prodotto.

«La tecnologia deve potenziare il talento, non sostituirlo»
«Con Optimus Travel Intelligence portiamo in Italia una visione del turismo in cui la tecnologia valorizza e potenzia il talento umano», ha dichiarato Luca Patanè, presidente di Optimus Travel Intelligence e del Gruppo Uvet. «Il nostro obiettivo è fornire alle agenzie di viaggio le competenze, le piattaforme e i servizi necessari per affrontare con successo la trasformazione del mercato. La tecnologia deve rendere il loro lavoro più semplice, rapido ed efficace, rafforzando ciò che fa davvero la differenza: la consulenza, l’esperienza e la relazione con il cliente».
Un principio che Patanè ribadisce da tempo nella conduzione del gruppo, e che trova in Sabatino l’interlocutore tecnico chiamato a tradurlo in prodotto. Per il COO di Uvet, nella gestione dei viaggi la tecnologia è ciò che permette di reggere la complessità senza scaricarla sull’agente. Optimus mette in campo diverse soluzioni GDS semplificate, e Travelport+ risponde proprio a questa esigenza: assorbire la complessità tecnologica al posto delle piccole agenzie, che possono così concentrarsi sul cliente invece che sull’interfaccia. L’obiettivo dichiarato è costruire prodotti di eccellenza spiegati con chiarezza, senza il gergo di acronimi che spesso allontana chi lavora in agenzia dal capire davvero cosa sta usando — mettendo a frutto, in questo, anche la proiezione internazionale del gruppo Uvet. Ne deriva un’esperienza più fluida, tempi più corti, maggiore precisione nel servizio al cliente finale. Un elemento che Optimus rivendica come proprio: sviluppare integrazioni e piattaforme con tecnologia interna, non semplicemente rivendere soluzioni terze — un posizionamento che punta a farne un interlocutore diverso dai classici distributori di prodotti altrui, in un momento in cui il segmento delle piccole agenzie di business travel sta guadagnando peso sul territorio.
L’intelligenza artificiale come supporto, non come sostituto
Anche in Optimus T.I. l’intelligenza artificiale occupa un posto centrale, ma con un’impostazione precisa: è progettata per supportare — non sostituire — i professionisti del settore, automatizzando le attività a minor valore aggiunto, analizzando grandi volumi di dati e abilitando decisioni più rapide e personalizzate, mantenendo però le persone al centro della relazione con il cliente.
È la stessa logica che guida, più in generale, l’approccio del gruppo alla tecnologia: usare la mole di dati raccolta nel tempo — un patrimonio che in Uvet viene descritto come una risorsa strategica su cui costruire nuovi servizi — per anticipare le esigenze dei clienti prima che si manifestino, invece di limitarsi a rispondervi.
Guardando in avanti, Optimus non nasconde l’ambizione di allargare il perimetro dell’offerta: dal 2027 è previsto anche un servizio di consulenza mirata rivolto a partner e agenzie, un tassello che completerebbe il passaggio da fornitore di piattaforme a partner di trasformazione a tutto tondo.
Un mercato in movimento
Il lancio di Optimus si inserisce in una fase in cui la distribuzione turistica italiana sta ridefinendo il proprio equilibrio tra tecnologia e consulenza umana.
Da un lato l’espansione dei contenuti NDC e la proliferazione di sistemi (back-office, CRM, pagamenti, GDS) hanno reso la gestione tecnologica delle agenzie sempre più onerosa, soprattutto per le realtà di piccole dimensioni prive di risorse IT interne; dall’altro cresce la domanda di consulenza specializzata da parte di aziende clienti sempre più esigenti sul fronte del controllo di spesa e dei dati di viaggio.
È in questo spazio — tra complessità tecnologica da assorbire e valore consulenziale da restituire — che Optimus Travel Intelligence prova a posizionarsi, forte dell’esperienza pluridecennale di Patanè nel settore e del profilo tecnico di Sabatino, arrivato in Uvet proprio con il mandato di guidarne la trasformazione digitale.
Resta da vedere quanto rapidamente il mercato italiano, ancora frammentato e in parte legato a logiche distributive tradizionali, saprà assorbire un modello che punta tutto sull’integrazione nativa e sui dati proprietari del gruppo. Ma la direzione tracciata da Optimus — piattaforme aperte, automazione dei processi a basso valore aggiunto e intelligenza artificiale al servizio dell’agente, non in sua sostituzione — sembra intercettare con precisione le priorità che oggi il settore del business travel indica come prioritarie per i prossimi anni.












