Rincari contenuti, ma non ovunque uguali. È questo il quadro che emerge dal nuovo Ground Monitor 2026-2027, il rapporto annuale di Amex GBT Consulting sulle tariffe di noleggio auto a livello globale, che ha già iniziato a circolare tra gli operatori del business travel internazionale dopo la pubblicazione di lunedì scorso, secondo cui i prezzi globali del noleggio auto nei prossimi 12 mesi dovrebbero restare stabili o aumentare in modo moderato.
Il report — costruito con il modello di previsione Prophet applicato ai dati di Amex GBT e alle stime di inflazione e Pil del Fondo Monetario Internazionale — offre per il secondo anno consecutivo un doppio scenario, “lower” e “upper”, per orientarsi tra le incertezze economiche e geopolitiche del momento.
La bussola: guerra in Medio Oriente e inflazione
Il criterio che il report suggerisce per interpretare le forcelle è semplice: se il conflitto in Medio Oriente non si risolve rapidamente, o se l’inflazione globale resta in linea con la stima del 4,4% del FMI per il 2026, conviene guardare al valore più basso della forcella; se l’inflazione dovesse salire oltre quella soglia, meglio orientarsi sul valore più alto.
Quattro i fattori che gli analisti indicano come determinanti per i prezzi nei prossimi mesi:
- Domanda e offerta più equilibrate: nonostante le persistenti difficoltà nelle catene di fornitura del settore auto, le consegne di veicoli nuovi hanno tenuto il passo della domanda a livello globale, esercitando una pressione al ribasso sui prezzi di noleggio.
- Le tensioni geopolitiche: il blocco dello Stretto di Hormuz si sta ripercuotendo sulle catene di fornitura dell’industria automobilistica, con ritardi nelle consegne che nel tempo si tradurranno in costi più alti. I Paesi del Golfo producono circa il 9% dell’alluminio mondiale, materiale chiave nella produzione di automobili, e anche i prezzi degli pneumatici sono in forte crescita. Da tenere d’occhio anche l’elio, elemento critico per i semiconduttori delle auto più “intelligenti”: il Qatar, che ne produce circa un terzo a livello mondiale, ha visto la produzione fortemente ridotta a causa degli attacchi nella regione.
- Auto sempre più tecnologiche, riparazioni più costose: i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) rendono le vetture più sicure ma anche più costose da acquistare e riparare — sostituire un parabrezza su un’auto dotata di ADAS, ad esempio, richiede un tecnico specializzato per ricalibrare sensori e telecamere, con un costo aggiuntivo fino a 1.500 dollari USA.
- Valori di rivendita in calo: il mercato dell’usato, sia per le auto elettriche sia per quelle a combustione, sta registrando un calo dei prezzi negli Stati Uniti e in Europa. Per le società di noleggio, che tradizionalmente rivendono parte della flotta come importante fonte di ricavo, questo significa una pressione al rialzo sulle tariffe di noleggio per compensare i minori introiti.
Le previsioni Paese per Paese sul noleggio auto 2027
Nord America
Stati Uniti e Canada sono attesi entrambi in crescita tra +1,5% e +2%, sostenuti da una crescita del Pil contenuta e da una migliore disponibilità di veicoli. Da monitorare i costi assicurativi, ancora in salita seppur più lentamente rispetto agli anni scorsi, che le società di noleggio potrebbero scaricare sui prezzi. Il report segnala inoltre una crescita significativa dei sovrapprezzi cittadini in Nord America — commissioni aeroportuali e maggiorazioni legate al giorno della settimana — un tempo limitate a poche città e ora sempre più diffuse.
America Latina
Brasile e Cile sono i mercati con gli aumenti attesi più marcati tra quelli monitorati, tra +2% e +4%, nonostante il quadro economico regionale resti condizionato dall’incertezza globale. Il settore del noleggio nella regione mostra però una crescita sana, trainata dalla domanda leisure e corporate; accanto ai grandi marchi internazionali, operano campioni locali come la brasiliana Localiza. Da segnalare la rapida elettrificazione delle flotte in Brasile: la flotta a noleggio contava appena 2.545 veicoli elettrici nel 2021, saliti a 33.562 entro fine 2025, un incremento del 124,5% anno su anno.
Europa
Il quadro europeo è quello con le maggiori differenze tra Paesi:
- Francia e Spagna: sostanzialmente piatte, tra 0% e +0,5%, anche se in alcune aree turistiche i clienti corporate potrebbero comunque incontrare sovrapprezzi stagionali;
- Regno Unito: aumenti minimi, tra +0,6% e +1,3%, grazie al recupero dell’offerta di veicoli e a una concorrenza intensa tra operatori;
- Germania: rialzi contenuti, tra +1% e +2%, frenati dalla scarsità di flotte — le immatricolazioni di veicoli per il noleggio restano ancora appena sotto un quarto rispetto ai livelli del 2019 — che però impedisce anche cali di prezzo;
- Scandinavia: tra +1% e +2,5%;
- Paesi Bassi: il rialzo più marcato in Europa, tra +4% e +5%, spinto dalle modifiche alla tassazione sui veicoli a motore che stanno aumentando il costo totale di possesso delle flotte a noleggio.
Asia-Pacifico
L’Australia potrebbe registrare uno degli aumenti più consistenti a livello globale, tra +3% e +3,4%, anche se la previsione è comunque nettamente più contenuta rispetto a quella dello scorso anno, grazie al ripristino dell’offerta di veicoli. Le aziende che operano in aree minerarie remote, dove la concorrenza tra operatori è limitata, potrebbero però affrontare rincari superiori. In molti Paesi della regione, inoltre, resta forte la preferenza culturale per i servizi con autista rispetto al noleggio tradizionale. Come negli anni scorsi, il report non fornisce previsioni per India e Cina: per guidare in Cina serve una patente cinese, poiché le patenti USA e i permessi internazionali di guida non sono riconosciuti; in India è teoricamente possibile noleggiare con patente internazionale, ma il Dipartimento di Stato USA consiglia comunque di affidarsi a un autista locale viste le condizioni del traffico.
Noleggio o ride hailing? Dipende dai giorni
Uno degli approfondimenti più utili del report riguarda il confronto tra noleggio auto e servizi di ride hailing (tipo Uber) per i trasferimenti aeroporto-città. Analizzando dieci delle principali città statunitensi per il noleggio, includendo pedaggi e parcheggi nel calcolo, il noleggio risulta più conveniente in 5 casi su 10 per una permanenza di un solo giorno — tra queste Chicago, Detroit, Houston, Los Angeles e Phoenix, dove il ride hailing costa sensibilmente di più. In altri casi, come Charlotte, Dallas e New York, i valori sono molto vicini e il ride hailing può risultare più conveniente se si considerano anche i costi di rifornimento.
Ma la situazione si ribalta se il viaggio si estende a due giorni: in tutte le dieci città analizzate, usare il ride hailing per il viaggio di ritorno risulta più economico del noleggio esteso. Il consiglio degli analisti: la scelta dipende dal numero di spostamenti previsti — se se ne fanno molti, il noleggio resta la soluzione migliore, soprattutto se non si devono pagare parcheggi.
Il settore si consolida: occhio alle acquisizioni
Il report segnala un’ondata di acquisizioni nel settore del ride hailing “pre-book” che sta ridisegnando il mercato dei trasferimenti executive: Lyft ha completato l’acquisizione della piattaforma europea multi-mobilità FREENOW e del fornitore premium TBR Global Chauffeuring, mentre Uber ha annunciato l’intenzione di acquistare Blacklane, piattaforma di autisti executive, e Lyft si è mossa anche a Londra rilevando l’attività di black cab di Gett. Un segnale, secondo Amex GBT, che gli operatori del ride hailing riconoscono il potenziale di crescita e i margini interessanti del segmento pre-book.
I consigli per chi gestisce un programma di viaggio aziendale
Amex GBT Consulting suggerisce alle aziende alcune linee guida per affrontare il mercato:
- Consolidare i fornitori: con le catene di fornitura auto ormai riprese e le flotte ricostituite, oggi è meno rischioso concentrare il programma su uno o due fornitori principali, che spesso offrono condizioni migliori a chi garantisce maggiori volumi;
- Guardare oltre la gara d’appalto (RFP): la relazione con il fornitore non dovrebbe esaurirsi con la firma del contratto; controllare la compliance sulla classe auto e il codice ACRISS aiuta a capire cosa stanno effettivamente guidando i dipendenti, dato che all’interno di una stessa categoria possono esserci fino a 10 tipologie di veicolo, comprese le auto premium che fanno lievitare la tariffa media giornaliera;
- Integrare noleggio e gestione flotte: lavorare con un unico fornitore per entrambi gli ambiti può portare valore aggiunto, anche se richiede il coinvolgimento di più funzioni aziendali (finance, HR, procurement, legal, operations).
Guardando avanti: i taxi volanti contro il noleggio
Il rapporto dedica infine un passaggio ai eVTOL (velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale), presentati come possibile futuro del “last mile” per i trasferimenti aeroporto-città, con emissioni zero e potenziale riduzione della congestione urbana. Regolatori negli Stati Uniti, in Cina e nel Golfo starebbero già preparando il terreno normativo: Dubai potrebbe vedere il suo primo servizio di taxi aereo elettrico già nel 2026.
Fonte: Ground Monitor 2026–2027 – Car price forecasts by Amex GBT Consulting












