Codice Strada multe

Nuovo Codice della Strada, multe fino al +100% e sconti fino al 50%: cosa cambia per auto, moto e flotte aziendali

Multe più alte o più basse in base alla gravità della violazione, al comportamento del conducente e alle caratteristiche del veicolo. È questo uno dei punti più discussi della nuova riforma del Codice della Strada allo studio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma attenzione: per ora non è una nuova regola già in vigore. Si tratta di una bozza di decreto legislativo ancora in consultazione.

La notizia sta facendo discutere automobilisti, motociclisti e soprattutto aziende che gestiscono flotte aziendali, perché il sistema ipotizzato potrebbe superare il tradizionale principio della multa sostanzialmente uguale per tutti a parità di infrazione.

La sanzione potrebbe infatti essere ridotta fino al 50% oppure aumentata fino al 100% rispetto all’importo di riferimento, sulla base di una serie di circostanze considerate aggravanti o attenuanti.

Il progetto rientra nel più ampio intervento di revisione del Codice della Strada. Il MIT ha spiegato ad agosto di aver trasmesso i materiali di lavoro a oltre cento operatori e associazioni di settore per una fase di consultazione, con l’obiettivo di arrivare a un sistema di sanzioni più proporzionato alla reale pericolosità delle condotte.

È già legge? No: al momento è una bozza

Questo è il primo punto da chiarire. Gli sconti fino al 50% e gli aumenti fino al 100% non sono oggi una regola automaticamente applicabile a tutte le multe.

La disciplina è contenuta nella bozza di decreto legislativo attuativo della delega per la riforma del Codice della Strada, attualmente oggetto di consultazione.

Secondo le informazioni disponibili, la consultazione con le categorie interessate è prevista fino al 13 settembre 2026. Il testo potrebbe quindi essere modificato prima di completare l’iter legislativo e diventare operativo.

Per questo è improprio dire oggi che “tutte le multe aumenteranno del 100%” o che “tutti avranno diritto allo sconto del 50%”.

La realtà è molto più articolata: la bozza introduce un sistema di modulazione della sanzione, nel quale l’importo potrebbe cambiare in funzione delle circostanze concrete.

Come funzionerebbero le multe variabili

L’idea di fondo è abbastanza semplice: non tutte le violazioni producono necessariamente lo stesso livello di rischio. La riforma punta quindi a prendere in considerazione elementi ulteriori rispetto alla semplice norma violata.

Tra i fattori indicati nella bozza figurano:

  • gravità della condotta;
  • pericolosità della violazione;
  • caratteristiche e categoria del veicolo;
  • caratteristiche del conducente;
  • eventuale recidiva;
  • situazione dei punti sulla patente;
  • circostanze concrete nelle quali è stata commessa l’infrazione;
  • eventuali conseguenze provocate dalla condotta.

L’impostazione è quella di introdurre una sorta di sistema di aggravanti e attenuanti amministrative, in modo che la sanzione possa essere calibrata maggiormente sul caso concreto.

Un esempio pratico

Immaginiamo, esclusivamente per capire il meccanismo, una sanzione-base di 350 euro. Con le regole ipotizzate:

  • una circostanza favorevole potrebbe portare la sanzione verso il basso;
  • una circostanza aggravante potrebbe farla salire;
  • più fattori di rischio potrebbero concorrere nell’aumento;
  • nei casi più gravi l’importo potrebbe arrivare fino al doppio della base.

Quindi il numero riportato sul verbale non sarebbe necessariamente determinato soltanto dalla tabella della singola violazione.

Quando potrebbe scattare un aumento del 10%

Uno dei livelli ipotizzati dalla bozza è una maggiorazione del 10%. Tra le situazioni considerate figurano, secondo le ricostruzioni del testo in consultazione:

  • determinate violazioni commesse in autostrada;
  • conducenti con meno di 20 punti sulla patente;
  • reiterazione della stessa violazione entro un determinato periodo, indicato in cinque anni;
  • alcune violazioni commesse da neopatentati;
  • guida di automobili con potenza superiore a 150 kW;
  • determinate violazioni commesse alla guida di autobus o mezzi pesanti.

Un esempio: una sanzione-base di 350 euro, con una maggiorazione del 10%, arriverebbe a 385 euro. È importante sottolineare che non significa che possedere un’auto potente faccia automaticamente aumentare qualsiasi multa. Il criterio riguarderebbe specifiche violazioni e specifiche condizioni previste dalla disciplina.

Il +20%: alcol, sostanze e condotte particolarmente rilevanti

La bozza contempla anche una fascia di maggiorazione del 20%. Tra gli elementi indicati nelle ricostruzioni del testo figurano:

  • guida dopo l’assunzione di alcol;
  • guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope;
  • alcune condotte particolarmente rilevanti;
  • comportamenti che possono provocare danni alla strada;
  • determinate fattispecie relative ai trasporti eccezionali.

Con la stessa ipotetica base di 350 euro, un +20% porterebbe l’importo a 420 euro.

Il +30%: quando la violazione produce conseguenze più gravi

Un ulteriore livello ipotizzato è quello della maggiorazione del 30%. Tra gli esempi riportati:

  • incidente provocato dalla violazione, quando non ci sono conseguenze fisiche per le persone;
  • guida nonostante siano stati esauriti tutti i punti della patente;
  • alcune fattispecie legate al trasporto di merci pericolose.

Anche in questo caso non si tratta di un aumento generalizzato per qualsiasi incidente: la maggiorazione sarebbe collegata alle condizioni previste dalla nuova disciplina.

Il +50%: patente sospesa, targa irregolare e veicoli sequestrati

La fascia del 50% rappresenta una delle ipotesi più pesanti prima del raddoppio. La bozza prende in considerazione, tra gli altri casi:

  • guida con patente sospesa;
  • documenti falsificati;
  • assenza o irregolarità della targa;
  • utilizzo di un veicolo sottoposto a sequestro.

Una multa-base di 350 euro potrebbe quindi arrivare, nell’esempio teorico, a 525 euro.

Il caso massimo: multa raddoppiata

La penalizzazione più elevata indicata nella bozza arriva al +100%, cioè al raddoppio della sanzione di riferimento. Una delle ipotesi citate riguarda la guida senza aver mai conseguito la patente. Anche qui occorre però distinguere nettamente tra:

importo-base della violazione → maggiorazione prevista dalla nuova disciplina → eventuali altre regole applicabili.

Non significa che ogni automobilista che commette una determinata infrazione rischi automaticamente il doppio.

Ma ci sono anche gli sconti: fino al 50%

La novità più interessante è che il sistema non dovrebbe funzionare soltanto come meccanismo punitivo. La bozza prevede infatti anche circostanze che possono ridurre la sanzione fino al 50%. Il principio è quello di riconoscere un trattamento più favorevole quando il comportamento concreto presenta elementi di minore rischio.

Particolarmente interessante è il riferimento ai motociclisti. Tra le ipotesi allo studio c’è infatti una riduzione per chi utilizza determinati dispositivi di protezione ed equipaggiamenti di sicurezza.

È un cambiamento concettualmente importante: il sistema non guarderebbe soltanto alla violazione commessa, ma anche a come il conducente si è comportato e alle condizioni nelle quali l’infrazione è avvenuta.

Auto, moto, scooter, camion e autobus: chi rischia di più?

Uno degli aspetti più interessanti è proprio il ruolo attribuito al tipo di veicolo. La bozza non sembra voler creare una semplice distinzione “auto contro moto”, ma un sistema nel quale la categoria del mezzo può contribuire alla valutazione della situazione. Questo significa che potrebbero entrare nel quadro:

Automobili

Per le auto possono diventare rilevanti, nelle fattispecie previste, elementi come:

  • potenza superiore a determinate soglie;
  • stato della patente del conducente;
  • recidiva;
  • comportamento particolarmente pericoloso;
  • conseguenze dell’infrazione.

Moto e scooter

Per motocicli e ciclomotori assume particolare interesse il possibile meccanismo premiale collegato all’uso di dispositivi di sicurezza. Il principio è coerente con l’indirizzo generale annunciato dal MIT, che prevede anche maggiori tutele per i motociclisti.

Autobus e mezzi pesanti

La categoria professionale del veicolo può diventare un elemento rilevante in alcune violazioni.

Il motivo è evidente: una determinata condotta può avere conseguenze potenzialmente diverse se viene effettuata con una normale autovettura oppure con un autobus o un mezzo pesante.

Veicoli per trasporto merci

Per camion e veicoli impegnati nel trasporto professionale possono assumere particolare peso le circostanze connesse a:

  • merci pericolose;
  • trasporti eccezionali;
  • sicurezza della circolazione;
  • condizioni del mezzo e della missione di trasporto.

Flotte aziendali: la riforma interessa direttamente le imprese

Le flotte aziendali potrebbero essere tra i settori più interessati dal nuovo meccanismo. Un’azienda può avere decine, centinaia o migliaia di veicoli utilizzati quotidianamente da persone diverse. Oggi la gestione delle multe richiede già:

  1. ricezione del verbale;
  2. identificazione del conducente;
  3. verifica della violazione;
  4. gestione dei termini;
  5. eventuale comunicazione dei dati del conducente;
  6. pagamento o ricorso;
  7. registrazione interna dell’evento.

Con una sanzione maggiormente legata alle caratteristiche del conducente e del veicolo, il fleet management potrebbe diventare ancora più importante.

Il problema della variabilità

Per una flotta non sarebbe sufficiente sapere: “L’auto aziendale ha ricevuto una multa.”

Bisognerebbe poter ricostruire con precisione:

  • quale veicolo era utilizzato;
  • chi era alla guida;
  • quale patente aveva;
  • quanti punti risultavano disponibili;
  • se il conducente era neopatentato;
  • quale tipo di mezzo era coinvolto;
  • dove e quando è avvenuta la violazione;
  • quali circostanze aggravanti o attenuanti risultavano;
  • se esistevano precedenti rilevanti;
  • quale importo-base applicare;
  • quale eventuale maggiorazione o riduzione applicare.

In altre parole, la gestione delle sanzioni potrebbe diventare sempre più una questione di dati e compliance aziendale.

Chi calcolerà lo sconto o l’aumento?

È una delle domande più importanti. La bozza prevede un sistema nel quale, in linea generale, l’organo accertatore dovrebbe applicare i criteri previsti dalla normativa sulla base delle circostanze accertate.

Quindi non sarebbe l’azienda, il conducente o l’assicurazione a decidere arbitrariamente la percentuale. Il procedimento dovrebbe partire dalla violazione accertata e arrivare all’importo finale attraverso i criteri stabiliti dalla legge.

In alcune situazioni, però, potrebbe essere necessario che sia il destinatario del verbale a far valere la circostanza favorevole che consente la riduzione, soprattutto quando questa non può essere verificata direttamente dall’agente al momento dell’accertamento. Questo è un punto ancora da seguire attentamente perché la bozza potrebbe essere modificata durante l’iter.

E lo sconto del 30% per chi paga entro cinque giorni?

Attenzione a non confondere due meccanismi diversi. Lo sconto del 30% per il pagamento entro cinque giorni, quando previsto, esiste già nel Codice della Strada.

L’articolo 202 stabilisce infatti che, per le violazioni ammesse al pagamento in misura ridotta, la somma può essere ridotta del 30% se il pagamento avviene entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione, con alcune esclusioni.

Il possibile -50% della riforma sarebbe invece un’altra cosa: una riduzione collegata alle circostanze della violazione e al comportamento del conducente. Potrebbero quindi esistere, a seconda della formulazione definitiva della legge, due piani distinti:

sanzione modulata → eventuale pagamento anticipato nei termini previsti.

Proprio per questo sarà fondamentale leggere il testo definitivo e le relative disposizioni applicative.

Attenzione a inflazione e aumenti automatici

C’è un altro capitolo importante della riforma. Attualmente l’articolo 195 del Codice della Strada prevede, in via ordinaria, l’aggiornamento biennale delle sanzioni sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo rilevata dall’ISTAT.

Tuttavia l’aggiornamento è stato sospeso anche per il 2026. La normativa attuale prevede che il decreto relativo agli importi da applicare dal 1° gennaio 2027 debba essere adottato entro il 1° dicembre 2026 e tenga conto dell’andamento inflattivo del biennio 2025-2026.

La proposta di riforma del MIT punta invece a superare il meccanismo dell’aumento automatico legato all’inflazione, nell’ambito di un sistema di sanzioni più proporzionato.

È quindi necessario distinguere:

aggiornamento automatico degli importi per inflazione

da

maggiorazioni o riduzioni legate alle circostanze della singola violazione.

Sono due meccanismi differenti.

Cosa cambia per un’azienda con 100 auto aziendali?

Facciamo un esempio concreto. Una società dispone di 100 vetture assegnate a dipendenti e collaboratori. Con un sistema di multe variabili, il responsabile della flotta potrebbe dover gestire non soltanto il pagamento delle sanzioni, ma anche la corretta raccolta delle informazioni necessarie per applicare il trattamento previsto dalla legge.

Questo potrebbe spingere le aziende a rafforzare:

  • fleet management;
  • gestione digitale delle multe;
  • anagrafiche dei conducenti;
  • controllo delle patenti;
  • registrazione delle assegnazioni dei veicoli;
  • procedure interne di sicurezza;
  • formazione dei driver;
  • monitoraggio delle infrazioni ripetute.

Il valore economico potrebbe essere tutt’altro che marginale. Una flotta con numerosi veicoli e migliaia di chilometri percorsi ogni anno può generare un numero significativo di eventi sanzionatori. Anche una differenza del 10%, 20% o 50% sulla singola multa può quindi diventare significativa quando viene moltiplicata per un grande parco auto.

Non significa però che “l’auto aziendale paga di più”

Anche questo è un equivoco da evitare. La riforma non stabilisce semplicemente che un veicolo aziendale debba pagare più di un’auto privata. Il concetto è diverso.

Il tipo di veicolo può essere uno degli elementi utilizzati per determinare la gravità o il trattamento della violazione in determinate fattispecie. Quindi: auto aziendale ≠ automaticamente multa più cara.

Una normale autovettura aziendale non dovrebbe essere penalizzata semplicemente perché appartiene a una società. Il punto è piuttosto che, quando il veicolo e la condizione del conducente costituiscono elementi rilevanti secondo la norma, questi dati possono incidere sull’importo.

Il nuovo sistema potrebbe premiare anche chi guida meglio

L’obiettivo dichiarato dal MIT è quello di arrivare a sanzioni più proporzionate e meno vessatorie, aumentando la severità quando la condotta crea maggiore rischio e prevedendo, dall’altra parte, meccanismi di riduzione in determinate circostanze.

Il risultato sarebbe quindi un sistema con tre livelli: violazione → valutazione delle circostanze → sanzione finale.

È un modello diverso dall’approccio più rigido nel quale alla stessa violazione corrisponde sostanzialmente lo stesso importo.

Un’altra novità: multe e ricorsi

La riforma non riguarda soltanto la cifra da pagare. Tra le proposte del MIT c’è anche una maggiore semplificazione dell’autotutela, con un procedimento più organico per chiedere l’archiviazione di verbali errati.

La bozza interviene inoltre sul termine di notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto, con l’obiettivo di passare da 90 a 30 giorni. Per le aziende questo potrebbe essere particolarmente importante perché una notifica più rapida significa anche una gestione più tempestiva dell’identificazione del conducente e dell’eventuale contestazione.

Cosa devono fare adesso automobilisti e fleet manager?

Per il momento non bisogna modificare il comportamento di pagamento delle multe sulla base dei nuovi +100% o -50%: il sistema è ancora allo studio. Per le aziende, però, può essere già utile prepararsi.

Per una flotta aziendale conviene verificare:

  • anagrafiche aggiornate dei conducenti;
  • assegnazione effettiva dei veicoli;
  • scadenze delle patenti;
  • eventuali limitazioni alla guida;
  • procedure per la gestione delle multe;
  • tempi di identificazione del driver;
  • sistemi di telematica e tracciamento;
  • formazione sulla sicurezza stradale;
  • report sulle infrazioni ripetute.

In prospettiva, una buona gestione dei dati potrebbe diventare fondamentale per dimostrare rapidamente chi guidava, quale veicolo utilizzava e in quali condizioni.

Non una “stangata” generalizzata, ma multe più personalizzate

La lettura più corretta della riforma, allo stato attuale, è quindi questa: non è previsto un aumento generalizzato del 100% delle multe.

La bozza punta piuttosto a introdurre una sanzione variabile, con un intervallo che può andare, nelle ipotesi indicate, da una riduzione fino al 50% a un aumento fino al 100%.

Il risultato dipenderà dalle circostanze concrete della violazione. E proprio perché si tratta ancora di una bozza, percentuali, criteri, fattispecie e modalità operative possono ancora cambiare. Il MIT ha infatti presentato il progetto come materiale di lavoro sottoposto a consultazione e non come disciplina già definitivamente approvata.

Nuovo Codice della Strada 2026: tabella degli aumenti e degli sconti ipotizzati

Circostanza prevista dalla bozza Variazione ipotizzata
Alcune violazioni in autostrada +10%
Meno di 20 punti sulla patente +10%
Recidiva entro 5 anni in determinate fattispecie +10%
Alcune violazioni di neopatentati +10%
Alcune violazioni con auto oltre 150 kW +10%
Alcune violazioni con autobus/mezzi pesanti +10%
Alcol o sostanze in determinate fattispecie +20%
Condotte particolarmente rilevanti +20%
Incidente senza conseguenze fisiche +30%
Guida con punti esauriti in determinate fattispecie +30%
Trasporto di merci pericolose in determinate fattispecie +30%
Patente sospesa +50%
Documenti falsificati +50%
Targa assente/irregolare in determinate fattispecie +50%
Veicolo sottoposto a sequestro +50%
Guida senza patente mai conseguita fino al +100%
Circostanze attenuanti previste dalla bozza fino al -50%
Pagamento entro 5 giorni, dove ammesso -30% secondo la disciplina già vigente

Nota: la tabella riassume le ipotesi riportate nei materiali e nelle ricostruzioni della bozza disponibili al 2 settembre 2026. Non rappresenta una tabella definitiva di legge.

FAQ – Nuovo Codice della Strada e multe variabili

Le multe aumenteranno davvero del 100%?

Non tutte. Il +100% rappresenta il livello massimo ipotizzato per specifiche situazioni aggravanti. La riforma è ancora in fase di definizione.

La riforma è già entrata in vigore?

No. Gli importi variabili sono contenuti nella bozza di riforma attualmente in consultazione.

Chi decide l’aumento della multa?

In linea generale, il sistema dovrebbe essere applicato dall’organo accertatore, sulla base dei criteri stabiliti dalla normativa. Alcune circostanze favorevoli potrebbero invece dover essere fatte valere dall’interessato.

La multa sarà diversa per ogni automobilista?

Potenzialmente sì, nelle fattispecie alle quali si applicherà il nuovo sistema, perché potranno essere considerate circostanze relative alla condotta, al conducente e al veicolo.

Le auto aziendali pagheranno più delle auto private?

Non automaticamente. Il semplice fatto che un veicolo sia intestato a un’azienda non costituisce, di per sé, una ragione per raddoppiare una multa.

Le moto possono ottenere uno sconto?

La bozza contempla, tra le ipotesi di riduzione, anche un trattamento favorevole collegato all’utilizzo di determinati dispositivi di protezione ed equipaggiamenti di sicurezza da parte dei motociclisti.

Esiste già uno sconto del 30%?

Sì. È il meccanismo previsto dall’articolo 202 del Codice della Strada per il pagamento entro cinque giorni, quando la violazione è ammessa a tale riduzione. È distinto dal possibile nuovo sistema di riduzioni fino al 50%.

Le multe continueranno ad aumentare con l’inflazione?

La disciplina attuale prevede normalmente l’aggiornamento biennale, ma l’adeguamento è stato sospeso anche per il 2026. La riforma allo studio punta inoltre a superare l’aumento automatico legato all’inflazione.

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