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MissionFleet 4 2026, L’editoriale

Avanti con i carri, ben ponderati

 

Dopo la pausa estiva e un eventuale periodo di breve riallineamento sul fronte lavorativo, il mondo italiano delle flotte può dirsi pronto a procedere nelle proprie attività, tra cui, certamente, quelle tanto adulate, nella filiera, della sostituzione veicolo e del rinnovo di strumenti gestionali. Eh già, solite e troppe opzioni sia tecniche sia formali e, soprattutto, regolamentari.

E mentre il mercato, che analizziamo nel nostro Cruscotto, procede dando spazio e ruolo importante al B2B, per quanto sia oggi rilevante il peso assoluto del Bel Paese, il fronte dei fleet manager deve faticare a districarsi in nuove regole non solo fiscali e in prospettive come sempre non abbastanza definite, per prendere decisioni 100% virtuose nel tempo. Ciò che resta definito è l’impegno di molti manager a fare bene, come dimostreranno i candidati ai prossimi MissionFleet Awards.

Intanto l’auto elettrica, con tutto l’ecosistema relativo, sembra per molti “costare meno” ma occorre capire bene per chi. Nei segmenti compact e mid-size, ma anche per certi LCV, l’elettrico può avere un TCO più basso, lo dicono vari studi sui noleggi recenti a livello Europa, che però sono somma e media. Non certo il celebre “medione del pollo” ma nemmeno uno slogan da usare come valore assoluto.

Perché il TCO è sì dell’auto elettrica, ma per ogni azienda è di quell’auto specifica, per quel driver, in quel territorio, con quelle esigenze e quei costi, tra ricarica e manutenzioni straordinarie che capitino. Lo stesso ottimo modello (e ne abbiamo alcuni, tra le prove di questo numero) può essere un investimento eccellente o una scelta discutibile, anche nella medesima flotta, se eterogenea.

Il TCO diventa una questione di cui il fleet manager è pienamente “stratega” se ha le mani libere. Nel calcolo pondera variabili sempre meno automobilistiche (come il costo dell’energia, la disponibilità di home charging, la capacità della rete, la fiscalità, il valore residuo, persino il tempo in cui la tecnologia rischia di invecchiare un veicolo inflottato solo da pochi anni).

EY ed Eurelectric stimano che l’elettrificazione parzialmente imposta delle flotte europee potrebbe generare fino a 246 miliardi di risparmi operativi cumulati entro il 2030, ma resta il peso di valori residui incerti, costi iniziali, politiche non omogenee e limiti infrastrutturali. È giusto chiedersi quale parte della flotta abbia realmente smesso di avere senso con un motore termico, ma la transizione è selettiva, e proprio per questo, se ben ponderata dal fleet manager con strumenti e dati ben usati, sarà più efficace e più premiante per tutti.

Sulle pagine di MF4, trovate il Focus che parla dell’usato, uno speciale sul ruolo dei dealer e quello dei manager. Quindi il giusto spazio a costruttori impegnati verso le flotte, con l’usuale carrellata di anteprime e prove di modelli papabili per car-list 2027 (oltre una dozzina).

 

 

 

Oltre che in distribuzione agli abbonati, il numero 4 2026 di MissionFleet – la rivista dell’auto aziendale – è anche sfogliabile online sul nostro sito.

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