I mezzi pesanti non sono necessariamente i veicoli che contribuiscono maggiormente all’inefficienza del traffico urbano: in cinque delle sette capitali europee analizzate da Geotab, i veicoli commerciali ottengono risultati migliori rispetto alle autovetture. È quanto emerge dal nuovo European Urban Freight Efficiency Index, elaborato sulla base dei dati raccolti nel corso del 2025 dai veicoli connessi di Geotab. L’indice assegna a ciascuna città un punteggio da 0 a 100, considerando due elementi: la fluidità del traffico e la quantità di carburante consumata durante le soste a motore acceso. Più alto è il punteggio, maggiore è l’efficienza operativa.
Roma al primo posto
Sulle sette capitali analizzate è Roma a registrare il divario più ampio a favore dei mezzi pesanti: 63 punti contro 37 per le autovetture, con un differenziale di 26 punti. Secondo Geotab, il risultato può essere legato alla maggiore possibilità, per le flotte professionali, di programmare gli spostamenti in funzione delle fasce orarie e delle restrizioni alla circolazione delle auto. La pianificazione dei percorsi consente infatti di ridurre l’esposizione ai momenti di maggiore congestione.
Anche sul fronte dei consumi Roma mostra un risultato particolarmente positivo. I mezzi pesanti che operano nella capitale registrano un consumo medio di 29,52 litri per 100 km. Solo il 2,8% del carburante utilizzato viene consumato durante le soste a motore acceso: è il valore più basso tra le sette città considerate.
Il dato suggerisce quindi che, almeno nel contesto romano, la gestione professionale delle flotte può rappresentare un fattore determinante per migliorare l’efficienza degli spostamenti urbani.
Berlino e Parigi confermano la tendenza
Roma non è un caso isolato. Anche Berlino mostra un vantaggio significativo dei mezzi pesanti rispetto alle auto, favorito secondo l’analisi dalla presenza di finestre dedicate alle attività di distribuzione e da una rete stradale che offre alle flotte professionali diverse possibilità di pianificazione.
Più particolare è il caso di Parigi. La capitale francese registra il più elevato tasso di inattività dell’intero studio, ma i mezzi pesanti ottengono comunque prestazioni migliori delle autovetture. Il motivo, secondo Geotab, sarebbe legato soprattutto alle condizioni ancora più penalizzanti affrontate dal traffico privato.
Nel complesso, dunque, emerge un elemento interessante per le politiche urbane: l’efficienza del trasporto merci non dipende soltanto dal tipo di veicolo, ma anche da come e quando questo viene utilizzato e dalle condizioni della rete stradale.

Madrid, un caso più difficile
All’estremo opposto della classifica si trova Madrid. Nella capitale spagnola le autovetture ottengono un punteggio di 28, contro i 22 punti dei mezzi pesanti. Ma è soprattutto il valore attribuito alle performance del trasporto merci a evidenziare la criticità del sistema: 8 punti, il risultato più basso dell’intero indice.
A rendere particolarmente complessa la situazione è anche l’elevata variabilità dei tempi di percorrenza. Per i mezzi pesanti il relativo punteggio si ferma a 33, meno della metà rispetto alla città con il secondo valore più basso.
Per gli operatori significa dover gestire non soltanto una congestione frequente, ma anche una forte imprevedibilità dei tempi di viaggio. In un’attività come la distribuzione urbana, dove puntualità e affidabilità sono elementi essenziali, l’assenza di finestre temporali realmente favorevoli può trasformarsi in un costo operativo significativo.
Londra, il peso delle regole
Anche Londra rappresenta un’eccezione alla tendenza generale. In questo caso, secondo Geotab, il risultato tra agli ultimi posti potrebbe essere influenzato soprattutto dal quadro regolatorio. Tra gli elementi citati figurano le limitazioni all’utilizzo delle corsie riservate agli autobus da parte dei veicoli commerciali, le regole relative alle operazioni di carico e scarico e le restrizioni previste nelle zone a basse emissioni.
Un insieme di norme che può incidere in modo particolare sulle flotte più datate, aumentando i costi di adeguamento e rendendo più complessa l’organizzazione delle consegne.
Il ruolo dei dati nella gestione delle flotte
Il confronto tra le sette capitali mette quindi in evidenza una differenza importante: l’efficienza del trasporto merci è il risultato dell’interazione tra veicoli, infrastrutture, regole e organizzazione operativa.
Dove esistono finestre di accesso, possibilità di programmare i viaggi e percorsi alternativi, la gestione professionale può contribuire a ridurre l’esposizione alla congestione. Quando, invece, la rete è costantemente satura o i tempi di percorrenza sono altamente imprevedibili, anche una flotta organizzata e gestita attraverso i dati incontra margini di miglioramento più limitati.
«L’idea che i mezzi pesanti siano sempre la principale causa dell’inefficienza della viabilità urbana non trova conferma in questi dati», osserva Franco Viganò, Associate Vice President EMEA di Geotab.
Secondo Viganò, nelle città analizzate le flotte commerciali possono ottenere risultati migliori grazie a percorsi pianificati in modo strutturato, una programmazione migliore e decisioni basate sui dati.
Per il settore della logistica urbana, il messaggio è quindi duplice: da una parte la tecnologia può aiutare gli operatori a sfruttare meglio la rete esistente; dall’altra, la qualità delle infrastrutture e delle regole di accesso resta decisiva per determinare quanto una flotta possa essere realmente efficiente.












