giugno 2020 automotive

Giugno 2020 automotive: abbiamo perso mezzo milione di targhe

Il giugno 2020 dell’automotive si chiude come ce lo si aspettava. «In linea con le attese: il crollo delle immatricolazioni si attenua nella fase 3 post pandemia ed è chiaro che senza un provvedimento ad hoc di sostegno governativo al comparto, il settore non potrà uscire da solo dalla crisi», è il commento di Dataforce Italia. Ecco che nel sesto mese dell’anno del Coronavirus le passenger cars immatricolate dalle reti ufficiali sono state 132.983, con una contrazione del 22,94%. I light commercial vehicles 13.826 (-13,12%).

Andamento semestre 2020

A metà del 2020, il cumulato delle immatricolazioni fa segnare una contrazione del 46,04%. Con 585.750 nuove targhe. Ne manca all’appello ben mezzo milione nel confronto con il primo semestre del 2019.

La contrazione del canale privati è del 42,39%, quella del canale aziende del 41,66%, per il Nlt del 40,21% e il Nbt del 62,55%. Le autoimmatricolazioni perdono il 54,64%.

Canali di distribuzione a giugno: le auto aziendali a -15%

Tra i canali di distribuzione, quello degli acquisti diretti delle aziende ha chiuso il mese con un arretramento del 14,91%, pari al doppio rispetto a quello dei privati. Quest’ultimo mostra la migliore performance attestandosi ad una flessione del 7,5% nel mese. Segue un -20,34% per il noleggio a lungo termine e -66,37% per il noleggio a breve termine. In sostanza, i rent a car hanno ripreso a targare con circospezione, mantenendo monitorata l’evoluzione dello “stato di salute” del turismo.

Giugno 2020 automotive: le aziende del noleggio a lungo termine

Rimaniamo sul solo mese di giugno: nel comparto del Nlt, i top player generalisti hanno fatto meglio rispetto agli operatori captive. I primi hanno targato 11.986 vetture (-14,47%), i secondi ne hanno immatricolate 8.877 (-26,67%).

Il forecast di Dataforce per l’intero anno prevede una chiusura a 1.050.000 auto, circa 870.000 in meno rispetto all’anno precedente.

Le marche più vendute a giugno 2020

Nella graduatoria delle marche più vendute, Fiat rimane in testa, ma con una flessione di quasi 4 punti inferiore alla media del mercato, grazie anche al ricorso a un buon numero di km zero: a giugno la contrazione dell’azienda torinese è stata del 19,38%, con una perdita di oltre 4.500 unità. Al secondo Volkswagen (-29,21%), al terzo Renault (-27,16%), seguita da Ford (-9,63%), Toyota (-2,5%), Peugeot, Dacia, Audi, Citroen, Jeep, Mercedes, Opel e Bmw. Nelle posizioni di rincalzo, Lancia e Suzuki, con il costruttore giapponese ormai vicino ai numeri della casa torinese.

Nel mese di giugno i brand tornati all’attivo sono Volvo (+12,77%), Porsche (+8,89%), Ferrari (+61,7%), mentre Mazda e Seat hanno praticamente pareggiato i conti con il giugno precedente (rispettivamente +1,19% e +0,02%).

Renault con 5 modelli sul podio

Nella classifica dei modelli preferiti dagli acquirenti, tre del gruppo Renault sono nella Top 5.

La Clio è seconda assoluta, la Dacia Sandero quarta e la Captur quinta. Al primo posto ovviamente la Fiat Panda e la Lancia Ypsilon terza

Panda domina la graduatoria pure tra i clienti privati, negli acquisti diretti business, nei noleggi a lungo e a breve termine e anche nelle auto-immatricolazioni (cioè nelle km zero).

Approfondisci qui con le statistiche di Dataforce Italia.

Alimentazioni: auto ibride sugli scudi

Soltanto elettriche e ibride mostrano il segno più nelle vendite di giugno. Rispettivamente con un incremento delle immatricolazioni del 51,95% e dell’82,91%. Tra le ibride, ovviamente in crescita esponenziale le plug in, sostenute dagli incentivi statali: +302%. Ma con l’arrivo della Ford Puma e della Fiat Panda mild hybrid, anche questo segmento è cresciuto enormemente: +404%, diventando per la prima volta la tipologia di ibrido più venduta.

Tutte le altre tipologie di alimentazione sono in discesa libera: il diesel arretra del 33,98%, il benzina del 28,65%, il gpl del 18,85% e il metano dell’11,26%.

Emissioni di CO2: auto elettriche in auge

La fascia di emissioni da 0 a 60 g/km di CO2 è l’unica che riesce a mantenersi a galla, registrando un progresso molto significativo: +109,15%. Anche se si tratta di piccoli numeri: 3.704 unità.

Una cifra, comunque, che si avvicina a quella delle vendite di auto con livello di emissioni superiore ai 160 g/km, penalizzate dal “malus” all’atto dell’immatricolazione. Per questa fascia a giugno le vendite sono state di 5.327 unità, con una flessione del 29,09% (superiore al calo medio del mercato).

Nella categoria di mezzo, quella che prende in considerazione le auto con emissioni comprese da 61 a 159 g/km di CO2, che rappresenta oltre il 90% delle immatricolazioni, la flessione delle vendite è stata del 24,09%.

Infine, breve nota la corsa all’immatricolazione negli ultimi tre giorni feriali. Non è più quella di una volta: la necessità di targare km zero non è più spasmodica perché gli obiettivi di inizio anno sono tutti saltati, e per i concessionari non è più questione di poche centinaia di pezzi per raggiungere i bonus dei costruttori.

Com’è andato il 2019 del mercato auto? Leggilo qui.

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