Caro carburante aereo

Caro carburante aereo, la strategia di Ryanair

L'aumento del prezzo del greggio ha portato la compagnia a misure drastiche: niente aumento degli stipendi, maggiore utilizzo della AI e riduzione del rapporto tra equipaggi e passeggeri

Il caro carburante aereo ha messo all’erta molte compagnie, che cercano di tagliare i costi per compensare gli aumenti. Tra queste anche Ryanair, che ha pronte delle misure ad hoc che partono dal blocco degli stipendi e continuano con l’incremento dell’uso dell’intelligenza artificiale.

Intanto Ryanair mette le mani avanti e avvisa i passeggeri che il prossimo anno dovranno aspettarsi tariffe aeree “sensibilmente” più elevate. A meno che non si giunga a una “rapida risoluzione” del conflitto in Medio Oriente (in realtà sarebbe più corretto dire Iran e Penisola arabica), che da marzo ha causato un’impennata dei prezzi del petrolio.

Ryanair è tuttavia rimasta relativamente al riparo dal caro carburante aereo, avendo “coperto” la stragrande maggioranza delle proprie forniture di cherosene per l’intero anno.

Tale copertura sul carburante (o fuel hedging per gli addetti ai lavori) consiste nella negoziazione, da parte delle compagnie aeree, di un prezzo fisso per le forniture di carburante su un determinato arco temporale.

Come per i mutui a tasso fisso, se i prezzi del carburante scendono la compagnia aerea subisce una perdita. Se invece aumentano durante il periodo coperto dall’accordo, è il fornitore di carburante a farsi carico del maggior costo.

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Caro carburante aereo, quanto incide per Ryanair

In Europa, la compagnia irlandese è una di quelle che fa maggior ricorso a tali coperture. Ha infatti bloccato il prezzo dell’80% del proprio fabbisogno di carburante fino a tutto marzo 2027. Ciò ha permesso alla compagnia di mantenere basse le tariffe dei propri biglietti.

Una nota della compagnia ha affermato che “il prossimo anno i vettori dovranno affrontare una spesa per il carburante significativamente più alta”.  Aggiungendo poi che “le tariffe aeree aumenteranno in modo sostanziale per riflettere questi costi del carburante decisamente più elevati e la riduzione della capacità offerta dai concorrenti”.

Numeri alla mano, Ryanair stima per il prossimo anno un incremento di 2 miliardi di euro nella spesa complessiva per il carburante. Un costo che non potrà essere interamente compensato dall’aumento delle tariffe o dalla riduzione della capacità. Di conseguenza, ha annunciato l’adozione di ulteriori misure.

  • Il blocco temporaneo degli stipendi per le categorie di personale i cui contratti di lavoro non prevedono già aumenti salariali predefiniti.
  • Un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle funzioni di back-office, il che potrebbe tradursi in una riduzione dell’organico presso la sede centrale di Dublino.
  • Una riduzione del rapporto tra membri dell’equipaggio di cabina e passeggeri su alcuni voli.

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Ryanair, i dati su passeggeri, load factor e fatturato

Per Ryanair, i margini di manovra per ridurre il numero di membri dell’equipaggio saranno limitati, poiché è tenuta a rispettare i livelli minimi di personale previsti dalla legge. Sui voli a maggiore affluenza, impiegherà un numero di membri dell’equipaggio appena superiore al minimo richiesto.

Nel primo semestre dell’esercizio finanziario 2027, Ryanair ha registrato un incremento del 6% nel numero di passeggeri trasportati, arrivando a 125,8 milioni. Rilevante anche il coefficiente di riempimento (o load factor) medio: 95%. Nello stesso periodo, la tariffa aerea media è scesa da 58 a 55,70 euro.

Tuttavia, il caro carburante aereo – non coperti da contratti di copertura (hedging) – ha determinato una crescita del 10% dei costi operativi, saliti a 7,69 miliardi di euro. Ciò ha comportato una flessione del 15% dell’utile al netto delle imposte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 2,15 miliardi di euro.

L’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, ha avvertito che le compagnie aeree non redditizie dovranno affrontare un “inverno difficile”. Nel farlo ha citato il caso di Air Baltic, che ha già fatto ricorso alla procedura fallimentare prevista dal “Chapter 11” negli Stati Uniti.

 

 

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