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Crociere, tasse dimezzate rispetto agli hotel: lo studio di T&E che riapre il dibattito sul loro impatto ambientale

Un’analisi di Transport & Environment evidenzia il divario fiscale tra crociere e strutture ricettive tradizionali e propone una nuova tassa sui passeggeri per compensare i costi ambientali del settore.

Dormire a bordo di una nave da crociera comporta un carico fiscale nettamente inferiore rispetto a un soggiorno in hotel. È quanto emerge da una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), organizzazione europea che si occupa di mobilità sostenibile.

Secondo lo studio, nei principali Paesi del Mediterraneo i passeggeri delle crociere versano in media un livello di tassazione pari a circa la metà di quello applicato alle strutture ricettive tradizionali. Una differenza attribuibile al fatto che le crociere, dal punto di vista normativo, continuano a essere considerate un’attività di trasporto marittimo e possono quindi beneficiare di agevolazioni fiscali previste per il settore navale, come l’esenzione dall’Iva in alcune circostanze e dalle accise sui carburanti.

Navi sempre più grandi e costi ambientali da centinaia di milioni di euro

L’analisi richiama anche l’attenzione sull’impatto ambientale del comparto crocieristico. Secondo T&E, le navi da crociera rappresentano tra le imbarcazioni con le emissioni più elevate e negli ultimi anni hanno visto aumentare ulteriormente dimensioni e capacità di trasporto, con effetti diretti sui consumi energetici.

Oltre alle emissioni di anidride carbonica, quando sostano nei porti continuano spesso a mantenere i motori accesi per alimentare i servizi di bordo, contribuendo alla diffusione di ossidi di azoto, ossidi di zolfo e particolato nelle aree urbane costiere. Lo studio stima che soltanto in Italia il costo sociale e ambientale legato alle emissioni delle crociere raggiunga circa 500 milioni di euro all’anno, tra danni riconducibili al cambiamento climatico e quelli legati all’inquinamento atmosferico locale. Considerando insieme Italia, Spagna e Francia, il conto complessivo oscilla tra 790 milioni e 1,3 miliardi di euro.

La proposta di T&E: un contributo di 15 euro per passeggero e nuove regole fiscali

Per ridurre il divario tra l’impatto ambientale del settore e il livello di tassazione oggi applicato, T&E propone l’introduzione di un contributo di 15 euro per ogni passeggero a ogni scalo nei porti. Secondo le simulazioni dell’organizzazione, una misura di questo tipo consentirebbe di raccogliere complessivamente oltre 335 milioni di euro all’anno tra Italia, Francia e Spagna, risorse che potrebbero essere destinate alla tutela degli ecosistemi costieri e a interventi per rendere più sostenibili le infrastrutture portuali, come l’elettrificazione delle banchine per consentire alle navi di spegnere i motori durante la sosta.

L’organizzazione ritiene inoltre necessario intervenire anche sul quadro normativo, prevedendo un allineamento del trattamento fiscale delle crociere a quello del turismo terrestre, standard ambientali più severi a livello europeo e, dove necessario, misure per contenere il numero degli scali nei porti più congestionati.

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