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Formazione per travel manager a Milano, svolta pragmatica

La formazione per travel manager sente la necessità di cambiare e diventare più pratica. E’ la richiesta delle aziende chiamate a confrontarsi con l’innovazione digitale, con nuove normative europee, con gli adeguamenti continui di legge e fiscali.

“I partecipanti ai corsi della Business Travel School Mission richiedono un approccio alle argomentazioni dinamico e al passo con un settore in assoluto tra i più agili nel cambiamento”, osserva il docente Dario Bongiovanni.

formazione per travel manager

Va da sé che le tematiche più richieste siano attinenti alla travel policy. “Nella cui redazione ed implementazione finalmente anche i travel manager sono a tutto tondo coinvolti – osserva Bongiovanni -. Porremo un particolare accento sulle politiche di saving, ove la richiesta di carotaggio, approfondimento e di novità è sempre maggiore; sulle performance e sulla valutazione dei risultati operativi dell’agenzia di viaggio di riferimento; non in ultimo per ordine d’importanza sulle tecnologie a supporto della gestione dei processi nella loro totalità; infine sui procedimenti di gara per l’individuazione di nuovi fornitori”.

Formazione per travel manager, in calendario

Sulla spinta di tali richieste, per il prossimo calendario delle lezioni sono stati identificati tre argomenti.

“Li svilupperemo con una diversa formula formativa, che faciliti sia partecipazione sia collaborazione, oltre a facilitare networking e scambio di esperienze tra i partecipanti”, continua il docente.

Gli argomenti identificati riguardano, dunque:

  • come strutturare una travel policy aziendale;
  • come organizzare e gestire il procedimento di gara per la selezione di un nuovo fornitore (o di quello in essere secondo altri modelli organizzativi ed operativi);
  • le note spese aziendali, con un focus sui sistemi disponibili sul mercato e le loro logiche di funzionamento;

“La formula sarà quella del focus group strutturato, che parte da prima della realizzazione dell’evento stesso, ove  verrà proposto ai partecipanti un sintetico questionario, atto a conoscere la situazione “as-is” delle aziende partecipanti, ed a raccogliere domande, argomenti e spunti di discussione”.

In seguito, il formatore provvederà ad elaborare la documentazione ricevuta. Nonché a consolidarla in un documento che sarà fornito ai partecipanti ad inizio giornata, unitamente ad una sorta di “scheda generale”. Quest’ultima fungerà da introduzione generale all’argomento, alle sue implicazioni aziendali e al contesto di riferimento.

“Da quel momento i travel manager diventeranno i protagonisti della giornata, operando in gruppi e lavorando alla redazione di un documento congiunto, facilitati dal formatore, da poter utilizzare nella quotidianità lavorativa”.

Su richiesta dei corsisti, gli argomenti parte della quotidiana dialettica del business travel vengono orientati a logiche aziendali di presidio e gestione. “Sicuramente una necessità per un ruolo la cui strategicità ancora troppo spesso non viene riconosciuta in azienda, ma cui sono richieste nuove conoscenze e capacità gestional”.

Formazione per travel manager, approccio più gestionale

Bongiovanni fa notare che il turismo d’affari si dimostra più interessato ad essere parte attiva in una formazione orientata al presidio di flussi e processi.

“I gestori aziendali delle trasferte lavorative tendono, dove possibile, ad allontanarsi da modelli operativi visti come concorrenziali ad agenzie di viaggio e Tmc. E pretendono approcci di tipo meramente gestionale”.

Gli ultimi corsi della BT School di Mission si sono occupati di change management.

“Abbiamo preso in esame la gestione del cambiamento nell’ambito del Travel con professionisti di diversi settori merceologici: dal retail al bancario, dall’energia ai trasporti – conclude Bongiovanni -, applicandoci sulla gestione delle trasferte, anche con un’esercitazione pratica che simulava l’affrontare la necessità di cambiamento in alcune situazioni specifiche”.

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