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Grecia tra Green Pass, PLF e tamponi: viaggiare ai tempi del Covid

Nonostante la Grecia sia una delle mete europee più apprezzate in estate, a causa della ripresa dei contagi Covid-19, oggi è necessario osservare attentamente le disposizioni su Green Pass, PLF e tamponi per l’ingresso nel Paese, isole comprese.

Ricordiamo che, per garantire la sicurezza degli spostamenti per cittadini, lavoratori e turisti, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha istituito un codice cromatico comune, applicato ad una mappa aggiornata quotidianamente. L’Ecdc ha assegnato ad ogni Paese un colore in base alla gravità della situazione epidemiologica: in ordine, verde, giallo, rosso o rosso scuro.

Vedi la mappa dell’ECDC

Prima di partire: la situazione Covid in Grecia

La Grecia attualmente risulta tra il giallo e il rosso scuro, a seconda delle zone e delle isole prese in considerazione. Il Paese aveva predisposto misure restrittive all’interno del territorio dal 7 novembre 2020 (ancora valide fino a data da destinarsi) e ha ufficialmente riaperto le frontiere ai turisti il 14 maggio 2021.

A seconda del tasso di contagio nelle regioni, vengono applicate diverse misure di prevenzione. Il Governo ha perciò predisposto una mappa interattiva in inglese, che assegna a sua volta un colore a ciascuna di esse. Quest’ultima mostra il numero di casi per 100 000 abitanti ogni 7 giorni, l’indice di positività, la percentuale di copertura vaccinale e il trend di contagio (crescente, decrescente, stabile).

Inoltre, ricordiamo che:

  • Su tutto il territorio è obbligatorio l’uso della mascherina esclusivamente negli spazi al chiuso e all’aperto in caso di assembramenti
  • Attualmente, è stato rimosso il coprifuoco notturno precedentemente in vigore (anche a Mykonos è stato tolto. Era stato ristabilito nel periodo compreso tra il 17 e il 26 luglio)
  • Solamente in caso di zona rossa verrà istituito un divieto di circolazione dalle 00.00 alle 6.00 e di riproduzione della musica nei locali. Ad oggi, nessuna regione della Grecia è in zona rossa

Per tutte le informazioni aggiuntive, i siti ufficiali sono quello della Farnesina “Viaggiare Sicuri”, quello dell’ambasciata Italiana di Atene, Travel.gov.gr, e Reopen Europa.

Chi può entrare in Grecia?

Possono entrare in Grecia i cittadini di Stati membri dell’UE (tra cui l’Italia) e dell’accordo di Schengen, inclusi i loro coniugi, i conviventi e i figli.

A questi vanno aggiunti i cittadini residenti in: Albania, Australia, Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti d’America, Regno Unito, Giappone, Israele, Canada, Bielorussia, Libano, Montenegro (per i quali si applica una normativa specifica), Bahrein, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Qatar, Cina, Kuwait, Ucraina, Ruanda, Federazione Russa, Arabia Saudita, Serbia, Singapore, Tailandia, Azerbaijan, Armenia, Giordania, Moldova e Brunei.

Contattando le rispettive ambasciate, i cittadini di Paesi non ricompresi in nessuna delle liste, esclusivamente per motivi eccezionali, possono presentare una domanda d’ingresso in Grecia all’autorità consolare del luogo di residenza o domicilio.

L’ingresso in Grecia: misure di prevenzione tra Green pass, PLF e test Covid

Per accedere al territorio greco, tutti i viaggiatori di età superiore ai 12 anni devono certificare la propria condizione di salute. Il passeggero può esibire diversi documenti a riguardo.

Green pass

È la Certificazione digitale Covid-UE (o Green Pass) rilasciata dagli Stati membri dell’UE in seguito all’esecuzione del vaccino, del risultato negativo di un tampone rapido antigenico o Pcr molecolare, oppure di un attestato di guarigione da Covid-19.

In Grecia non sono soggetti ad alcun obbligo coloro che abbiano una certificazione Covid-UE che attesti la vaccinazione completa (14 giorni dopo la seconda dose/prima per J&J). I vaccini accettati, praticamente tutti, sono: Pfizer Biontech, Moderna, Astra Zeneca/Oxford, Novavax, Johnson + Johnson/Janssen, Sinovac Biotech, Gamaleya (Sputnik), Cansino Biologics, Sinopharm. Qualora abbiano solamente la prima dose o non siano passati ancora 14 giorni dall’ultima, i viaggiatori devono comunque esibire un risultato negativo in seguito a un test antigenico rapido non più vecchio di 48 ore o Pcr entro 72 ore dall’arrivo.

Il certificato di guarigione che attiva il Green Pass deve essere attestato dal risultato negativo di un rapid antigen o un test molecolare rilasciato 30 giorni dopo il primo test positivo con validità di 180 giorni.

Vaccini, test Covid e certificato di guarigione

In alternativa, si deve rientrare in una delle seguenti condizioni:

  • Il passeggero ha completato da almeno 14 giorni la vaccinazione di cui può presentare un certificato. Il documento deve contenere il nome della persona, il tipo di vaccino somministrato con il numero di dosi e le corrispettive date
  • Si è risultati negativi ad un tampone Pcr molecolare entro le 72 ore prima della partenza, o ad un tampone rapido antigenico entro 48 ore dalla partenza
  • Il viaggiatore può presentare un certificato di guarigione rilasciato in seguito ad un tampone molecolare o rapido antigenico. Come per il Green Pass, il documento deve essere rilasciato 30 giorni dopo il primo test positivo e ha una validità di 180 giorni
  • Si può provare di essere risultati positivi al Covid negli ultimi 2-9 mesi tramite l’esibizione di un test Pcr o rapido antigenico positivo eseguito da un laboratorio certificato, o di un certificato medico che attesti la malattia in quel periodo

Tutte le informazioni presenti nei documenti devono essere riportate in inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo o russo. Il nome completo della persona deve corrispondere al nome sul passaporto oppure un altro documento di viaggio riconosciuto.

Deroghe dai 12 ai 18 anni

I viaggiatori che abbiano un’età compresa tra i 12 e i 18 anni non compiuti hanno la possibilità di presentare l’esito negativo di un self-test eseguito nelle 24 ore precedenti alla partenza. Invece, i minori che non abbiano ancora compiuto 12 anni sono esentati dalla presentazione dei documenti.

Passenger locator form (PLF)

Prima della partenza, tutti i passeggeri dai 12 anni in su devono obbligatoriamente compilare il Passenger locator form (PLF). Si tratta di un modulo per la loro localizzazione che contiene tutte le informazioni utili per l’autorità sanitaria locale in caso di esposizione alla malattia e necessità di tempestivo rintracciamento.

Dopo la compilazione e contestualmente arriva un QR code.

Il PLF va compilato entro le 23.59 del giorno prima dell’entrata in Grecia. Dal 21 luglio 2021 la regola delle 24 ore per la compilazione del PLF non è più applicata. Le informazioni richieste riguardano tutti gli aspetti del viaggio. In particolare, in seguito alla registrazione sul portale Travel.gov.gr, il locator chiede di inserire:

PLF Grecia

  • Dati personali
  • Informazioni dettagliate sul mezzo di trasporto
  • Contatti
  • Indirizzo di residenza e domicilio
  • Durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e indirizzi degli alloggi
  • Indirizzo temporaneo del soggiorno in Grecia
  • Dati dei compagni di viaggio
  • Contatti di emergenza

Anche per il ritorno in Italia è obbligatorio compilare il PLF, scopri come.

Dove fare il tampone in Grecia e quanto costa

Una volta concluso il viaggio, vigono le stesse regole dell’andata anche per il ritorno in territorio italiano.

Dove fare un tampone in caso di necessità in Grecia?

  • Tutte le farmacie e i medici privati possono eseguire tamponi rapidi in Grecia. I test antigenici possono, inoltre, essere effettuati presso laboratori o cliniche private, negli studi medici elencati, in quelli privati e nelle unità mobili di Npho (le nostre Asl).
  • Per eseguire un tampone molecolare Pcr, invece, ci si deve recare in laboratori, cliniche, unità sanitarie private o farmacie designate (di norma presenti esclusivamente in isole molto piccole).

Il prezzo per un test Pcr è di 40 euro e per un test antigenico (rapido) 20 euro.

È disponibile l’elenco di tutti i centri diagnostici presenti in Grecia a questo link.

In caso di positività al Covid?

In caso di positività al test prima del rientro in Italia, il viaggiatore deve tornare al luogo di alloggio e informare il proprietario della casa o l’hotel, in modo che adotti tempestivamente le misure di sanificazione necessarie.

A quel punto verrà accompagnato in un hotel di quarantena, dove rimarrà per 10 giorni prima di essere riammesso in Italia, a condizione che non si siano presentati sintomi da Covid negli ultimi 3 giorni. Il soggiorno è a carico del viaggiatore. Alcune assicurazioni coprono questo rischio.

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