Manca meno di un mese e già il Brennero, o meglio la sua autostrada tanto importante e discussa, l’Autobrennero, è al centro di una bufera diplomatica.
Il 30 maggio 2026, dalle 11 alle 19, l’autostrada A13 del Brennero in Tirolo rimarrà chiusa in entrambe le direzioni tra il casello di Schönberg e il confine di Stato, paralizzando uno dei corridoi più trafficati d’Europa.
Chi c’è dietro al blocco dell’Autobrennero in Tirolo
La protesta è stata avallata dal sindaco di Gries am Brenner, Karl Mühlsteiger, primo cittadino del piccolo centro della valle del Wipptal, nel distretto meridionale di Innsbruck-Land. Non si tratta di una classica occupazione abusiva: l’iniziativa è stata pianificata nei minimi dettagli e approvata dall’autorità giudiziaria austriaca. Insieme all’autostrada, il blocco comprenderà anche la strada statale, rendendo impossibile muoversi dalle 11 alle 19.
Cosa si aspetta quel giorno: fermi in autostrada
Si tratta di un giorno in cui sono previsti transitare oltre 35.000 veicoli. Secondo le stime di FAI Conftrasporto, il blocco genererà un effetto domino che si ripercuoterà lungo tutta l’asta dell’Autostrada del Brennero, con code chilometriche che dal confine si estenderanno ben oltre Bolzano, arrivando a paralizzare la provincia di Trento e la connessione con l’A4 a Verona.
Il fronte ambientalista può fermare le merci in transito
A sorpresa, il movimento ha trovato un alleato al di qua del confine: la Federazione Ambientalisti Alto Adige si è schierata a favore della popolazione di Gries am Brenner, sottolineando come le critiche siano sproporzionate rispetto alla durata dell’interruzione e alla preparazione dell’evento. La presidente Elisabeth Ladinser ha chiesto provocatoriamente dove siano finiti l’idea dell’Euregio, la cooperazione transfrontaliera e i legami storici che la Giunta provinciale ama tanto sottolineare.
La risposta italiana al blocco Autobrennero 2026
Le reazioni dal versante italiano sono state durissime. I presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano, Fugatti e Kompatscher, hanno rivolto un appello ai ministri Salvini, Piantedosi e Tajani chiedendo un intervento diplomatico ai massimi livelli. La Lega dell’Alto Adige ha denunciato la lesione della libera circolazione e del rispetto delle regole europee, mentre il deputato Alessandro Urzì di Fratelli d’Italia ha definito l’azione un atto irresponsabile: “Il Tirolo non può tenere in ostaggio l’Europa”.
La radice del problema
Al di là delle polemiche, la protesta nasce da una tensione strutturale irrisolta. Finché il corridoio ferroviario potenziato non sarà pienamente operativo, la tensione continuerà a scaricarsi sulle strade esistenti. La protesta di Gries am Brenner nasce esattamente dentro questo intervallo: le comunità locali vivono il traffico oggi, le imprese chiedono continuità oggi e le amministrazioni devono garantire sicurezza oggi.












