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Il futuro di Hilton secondo Mantin e Nogal

I piani di sviluppo di Hilton Worldwide secondo Alan Mantin,  senior development director Southern Europe & North Africa della catena nordamericana, e Mark Nogal, Regional head, focused service brand management Europe, Middle East & Africa, incontrati alla serata di inaugurazione dell’Hilton Garden Inn Milan North, quarto albergo del gruppo nell’area milanese e della Malpensa (leggi l’articolo: Piani di sviluppo per il Gdf group dopo Hilton Garden Inn Milan North).

Alan Mantin Hilton

Alan Mantin Hilton

“Abbiamo in pipeline 1500 hotel per 250 mila camere e, per quanto riguarda l’Italia, cresceremo con tre strutture a breve; nella seconda metà del 2016 apriremo un Hilton Garden Inn a Pistoia, a fine 2016 sarà la volta della riapertura dopo un’ampia ristrutturazione, dell’Hilton Catania Capo Mulini Conference & Spa, con il centro conferenze più grande di tutta la Sicilia e con oltre 400 camere. Infine” aggiunge Mantin “a primavera 2017 sarà la volta dell’Hilton Lake Como”.

In questo modo la catena passerà la soglia dei 20 alberghi italiani. Ad oggi sono infatti 19, con quattro brand diversi: “erano 4 con un solo brand, Hilton, solo 10 anni fa” sottolinea Nogal. “Abbiamo 4500 alberghi in 97 paesi e 46 milioni di membri del nostro programma di fidelizzazione HHonors. Siamo convinti del nostro piano di sviluppo e pensiamo che sul mercato ci sia spazio per tutti: per nuovi colossi come Marriott più Starwood, ma anche per modelli di soggiorno alternativi come quelli che stanno prendendo piede al giorno oggi”.

Mark Nogal, Hilton

Mark Nogal, Hilton

Una disanima condivisa da Mantin che, però, precisa: “con i nostri 12 brand pensiamo di poter soddisfare qualunque esigenza di ogni viaggiatore. Perciò ai classici nostri marchi (Hilton Hotels, Conrad Hotels, Doubletree, Embassy Suites Hotels, Hampton Inn, Hilton Garden Inn, Hilton Grand Vacations Company, Homewood Suites by Hilton, Home2Suites by Hilton e The Waldorf-Astoria Collection, ndr) ne abbiamo aggiunti due: Canopy by Hilton, per un segmento di lifestyle accessibile, per giovani ma non solo, con un target piuttosto ampio con servizi simili in tutte le strutture ma con design e un’offerta gastronomica della località dove si trovano. Il primo verrà aperto a Reykjavik nel 2016 ma, visto il taglio, potrebbe essere interessante anche farlo sbarcare in Italia.”. Dove si potrebbe inserire anche il marchio Curio – A collection by Hilton “per alberghi esistenti che definiamo upper upscale, di lusso, ma con una loro forte autenticità” argomenta Mantin.

Per il futuro Hilton punta sempre di più sulle prenotazioni dirette e sui soci HHonors, a cui, già dalla scorsa estate, accorda una serie di plus, come il wi-fi gratuito in quei brand che già non l’hanno, la possibilità di fare I-Check in per tempo e scegliersi la camera, con “upsell possibili a prezzi speciali” commenta Mantin, che sottolinea “e, dal prossimo anno, utilizzare il proprio smartphone come keycard”.

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