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La rivincita dei cinque stelle

  

Che l’hôtellerie fatichi a riprendere quota non è una novità. Negli ultimi anni il settore è stato fortemente penalizzato dalla crisi del turismo e anche nel 2004 non ha dato concreti segnali di ripresa. Secondo l’Osservatorio Turistico Alberghiero diFederalberghi, organizzazione nazionale degli albergatori italiani, lo scorso anno molte strutture hanno registrato bilanci in rosso, come non accadeva da almeno cinque anni. «Nel solo trimestre estivo – ha dichiarato il presidente Bernabò Bocca – gli alberghi hanno registrato 2,5 milioni in meno di pernottamenti degli italiani e circa 2 milioni in meno di soggiorni dei tedeschi, per una perdita di fatturato quantificabile in almeno 500 milioni di euro solo per il comparto alberghiero». Da segnalare, tra l’altro, che la flessione più vistosa ha riguardato, oltre alle località marine (-4,7%), le destinazioni business, con un –1,6% connesso a un calo del 4,5% degli arrivi dei business traveller stranieri.

In crescita i cinque stelle

Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, però, questo trend sembra risparmiare almeno in parte gli alberghi di lusso: anzi, di pari passo con la crescita dei tre stelle assimilabili a quelli che all’estero chiamano budget hotel, alberghi economici sempre più frequentati dalle aziende desiderose di risparmiare sulle spese di trasferta, è in aumento il numero degli alberghi di fascia alta. I dati di Federalberghi e Istat rivelano, in particolare, che sul totale degli hotel italiani (33.411, pari a 986.326 camere e 1.929.544 camere), le strutture a una stella sono diminuite da 6589 a 6146, quelle a due stelle da 9103 a 8852. In compenso, il numero degli alberghi acinque stelle è salito da 144 a 164 unità, mentre quello dei quattro stelle è passato da 2866 a 3036. In crescita anche i tre stelle (la tipologia di albergo più diffusa nella penisola), che hanno raggiunto quota 15.213 strutture, contro le 14.719 dell’anno precedente (dati 2003).

Si moltiplicano gli investimenti

A conferma di questa “rivincita del lusso”, sempre più catene alberghiere internazionali investono sul mercato italiano. A cominciare da Hilton, che di recente ha inaugurato il primo hotel italiano a marchio Scandic by Hilton. La struttura, situata a Bari, dispone di 88 camere distribuite su 14 piani, di una sala congressi con 120 posti, un ristorante, un bar, un centro fitness, una piscina e un parcheggio privato. Si tratta della prima di una serie di aperture: il gruppo, infatti, ha fatto sapere che intende diffondere il brand nella penisola e di avere progetti nella capitale.

Anche Orient-Express Hotels, catena specializzata nell’ospitalità di lusso, inaugurerà il prossimo giugno la sua quarta struttura italiana (le altre sono il Cipriani di Venezia, il Villa San Michele a Firenze e lo Splendido di Portofino). Si tratta dell’hotel Caruso di Ravello, sulla Costiera Amalfitana, situato all’interno di un edificio storico che ha richiesto un restauro di circa 30 milioni di dollari.

Tra le catene alberghiere che hanno puntato maggiormente sul mercato italiano, poi, spiccaMarriott International. Lo scorso anno il gruppo ha avviato un ambizioso piano di espansione nella penisola che prevedeva l’apertura di 12 alberghi di lusso. Tra questi citiamo il Marriott Park Hotel, inaugurato di recente a Roma e dotato di un grande centro congressi, e il boutique hotel Tiberio Palace Resort, la cui apertura è prevista per la prossima primavera.

Proseguono, poi, gli ingressi italiani in The Leading Hotels of the World, organizzazione di marketing che rappresenta 400 alberghi di lusso nel mondo. Di recente il gruppo, che già all’inizio del 2004 aveva introdotto nella sua directory sei nuovi associati italiani, ha annunciato l’ingresso di tre prestigiosi palazzi storici: l’ L’Hotel Spa e Golf Resort Palazzo Arzaga, sul lago di Garda, l’hotel Villa Aminta, sul lago Maggiore, e l’Andana, antica tenuta di caccia in Maremma.

Meglio l’appartamento

In tema di “rivincita del lusso”, infine, non si può non segnalare l’ultimo trend importato dai paesi anglosassoni, già diffuso in Svizzera e Francia e oggi sbarcato anche in Italia: invece di prenotare camere d’albergo, alcune aziende preferiscono affittare per i loro dipendentiappartamenti di rappresentanza nelle principali città della penisola (ad esempio Roma, Torino, Milano e Firenze), con contratti che possono avere una durata variabile da una settimana a un anno. Queste “case aziendali” sono arredate con mobili di design e dotate di connessione a Internet, tv satellitare, collaboratrice domestica e posto auto. Tra le società che stanno cominciando a offrire questo tipo di servizio sul mercato italiano, l’azienda francese Paris Prime Rentals (www.parisprimerentals.com).

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