buoni carburante 2022

Buoni carburante 2023 per dipendenti di aziende private

Anche per il 2023, i buoni carburante per un controvalore di 200 euro non concorrono alla formazione del reddito: prosegue il nuovo fringe benefit.

Anche per il 2023, i buoni carburante per un controvalore di 200 euro non concorrono alla formazione del reddito. Questo grazie al rinnovo della misura per supportare i dipendenti aziendali, contenuto nel nuovo “decreto trasparenza”.

Si estende così quanto messo in vigore lo scorso anno, quando il decreto legge 21/2022, convertito in Legge n. 51 del 20 maggio 2022 ha introdotto anche aiuti per sostenere le imprese e il lavoro. Con l’intenzione rivolta alle società di gas ed energia, che con la crisi russo-ucraina si vedono colpite nel business. Verso il nuovo anno anche la spirale d’inflazione che tocca tutti i settori.

Nel mese di maggio 2022, con il “Decreto Energia” sono state estese le categorie beneficiarie. Sono stati aggiunti i lavoratori degli studi professionali e degli enti del terzo settore. Così come le persone in regime di lavoro dipendente privato che operano in smart working, gli apprendisti (assunti) e i soci di cooperative di produzione che hanno anche un rapporto di lavoro subordinato.

In sede di conversione del decreto-legge, è stata sostituita la locuzione «aziende private» con «datori di lavoro privati». Medesima che vale anche nel 2023, come da volontà del governo Meloni.

Inoltre, non è stato previsto il limite di reddito da lavoro dipendente, perciò il bonus carburante viene concesso a prescindere dall’Isee.

Infine, si considera il buono carburante anche ad personam: non concorre a formare il reddito di lavoro anche se erogato ad una data persona.

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Bonus benzina 2023 requisiti per usufruirne

Il datore di lavoro può quindi riconoscere ai dipendenti buoni benzina o titoli similari per 200 euro in qualità di fringe benefit. E questi vanno a sommarsi ai 258,23 euro di spesa per beni e servizi stabilita dall’articolo 51 comma 3 del Testo Unico sulle imposte dei redditi da lavoro dipendente.

Come noto, quest’ultimo è il valore di fringe benfit massimo all’anno per ciascun lavoratore, senza andare a formare reddito da lavoro. Quello che va a formare i servizi di welfare aziendale.

Perciò, con i 200 euro di fringe benefit da spendere solo in buoni carburante, per il 2022 e anche 2023 i dipendenti possono percepire in tutto 458,23 euro: 258,23 (Tuir) + 200 (Decreto Ucraina). Senza che questi importi siano imponibili fiscalmente né previdenzialmente.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate è stata interpellata per chiarimenti in merito ed ha risposto il 14 luglio 2022 con una circolare.

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Circolare del 14 luglio 2022 dell’Agenzia delle Entrate sui buoni carburante

L’Agenzia delle Entrate ha risposto con una circolare datata 14 luglio 2022 a come eseguire la tassazione tra le due tipologie di fringe benefit.

Anzitutto la circolare chiarisce che si comprende anche la ricarica elettrica come “carburante” e non solo benzina, gasolio, Gpl e metano.

Questo perché la ratio della norma mira a indennizzare i dipendenti di datori di lavoro privati dei maggiori costi sostenuti. E non intende essere discriminatoria.

Pertanto «si ritiene che l’erogazione di buoni o titoli analoghi per la ricarica di veicoli elettrici debba rientrare nel beneficio di cui trattasi».

Beneficiari e fruitori dei buoni carburante 2023

La circolare fa chiarezza su chi può accedere e chi può usufruire dei voucher benzina e delle ricariche BEV.

Il documento di prassi chiarisce che rientrano nell’ambito di applicazione anche i soggetti che non svolgono un’attività commerciale e i lavoratori autonomi, ma se dispongono di propri dipendenti. Invece, i destinatari dei buoni benzina devono avere un reddito di lavoro dipendente.

Infine, considerato che la norma è volta a indennizzare i dipendenti di datori di lavoro privati dei maggiori costi sostenuti a seguito dell’aumento del prezzo dei carburanti, i buoni possano essere corrisposti dal datore di lavoro da subito, senza necessità di preventivi accordi contrattuali.

Soglie di esenzione dei due fringe benefit: buono benzina ed erogazioni in natura

Invece, in riferimento alla soglia di esenzione di euro 258,23 è stato chiarito che la stessa riguarda le sole erogazioni in natura. Invece, il bonus benzina di euro 200, sottoposto comunque alla disciplina dell’articolo 51, comma 3 del Tuir, rappresenta un’ulteriore agevolazione rispetto alla precedente.

Scrive l’AdE: «La circostanza che il lavoratore dipendente già usufruisca di altri beni e servizi non osta, quindi, all’applicazione della disciplina in esame.

Ne consegue che, al fine di fruire dell’esenzione da imposizione, i beni e i servizi erogati nel periodo d’imposta 2022 e 2023 dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di euro 200 per uno o più buoni benzina ed un valore di euro 258,23 per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina)».

Sono, in sintesi, due benefit distinti nella stessa disciplina. Ma attenzione alle soglie, per essere esenti da tassazione. Si pongono due esempi:

  • Nel caso in cui un lavoratore dipendente benefici, nell’anno d’imposta, di buoni benzina per euro 100 e di altri benefit (diversi dai buoni benzina) per un valore pari ad euro 300, quest’ultima somma sarà interamente sottoposta a tassazione ordinaria.
  • Di contro, se il valore dei buoni benzina è pari ad euro 250 e quello degli altri benefit è pari ad euro 200, l’intera somma di euro 450 non concorre alla formazione del reddito del lavoratore dipendente, poiché l’eccedenza di euro 50 relativa ai buoni benzina confluisce nell’importo ancora capiente degli altri benefit di cui all’articolo 51, comma 3, del Tuir.

Bonus benzina 2023 come funziona?

Anzitutto è bene sapere che i buoni carburante 2023, come i precedenti, valgono solo per i datori di lavoro privati.

Le due tipologie di fringe benefit vanno indicate in maniera distinta in busta paga:

  • Buoni carburante 2023 erogati ai sensi dell’art. 2 del DL 21/2022
  • Buoni benzina erogati ai sensi dell’Art. 51, comma 3 del Tuir

Infine, i commercialisti esperti fanno sapere che l’erogazione fino a 258,23 non vale per chi ha altri benefit aziendali, come l’auto in assegnazione a uso promiscuo.

Per usufruirne, il lavoratore non deve presentare alcuna dichiarazione: è l’impresa che decide se distribuire i buoni carburante 2023.

Decreto carburante in Gazzetta Ufficiale

Il DL 21/2022 è quello che contemplava la nuova misura di sostegno alle imprese sui buoni carburante. Il decreto è stato convertito con modificazioni dalla Legge 20 maggio 2022, numero 51.

La norma è subito contenuta nel Titolo 1 e spiega:

  1. Per l’anno 2022, l’importo del valore di buoni benzina o analoghi titoli ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti per l’acquisto di carburanti, nel limite di euro 200 per lavoratore non concorre alla formazione del reddito ai sensi dell’articolo 51, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
  2. Agli oneri derivanti dal presente articolo valutati in 9,9 milioni di euro per l’anno 2022 e 0,9 milioni di euro per l’anno 2023 si provvede ai sensi dell’articolo 38.

Questo secondo punto chiarisce la messa a budget della misura da parte del bilancio statale.

Anche nel 2023 200 euro di buoni carburante per i dipendenti

Con il successivo decreto Trasparenza del 2023, il Governo ripropone il bonus carburante fino a 200 euro per lavoratore, in esenzione di imposta, anche nel nuovo anno. Però solo fino al 31 marzo, salvo proroghe o modifiche in sede di conversione.

I buoni carburante 2023 potranno essere spesi anche successivamente e riguardano i soli lavoratori dipendenti di datori di lavoro del settore privato, per i rifornimenti carburante o ricariche elettriche.

I relativi costi sono interamente deducibili dal reddito d’impresa nel medesimo modo dello scorso anno fiscale. Possono essere distribuiti ad personam e senza necessità di preventivi accordi contrattuali o in sostituzione dei premi di risultato agevolati, nel caso in cui i relativi contratti aziendali o territoriali lo prevedano e in conformità alla relativa disciplina.

Le eventuali corresponsioni di buoni carburante successive al 31 marzo 2023 potrebbero ricadere nella soglia generale di non imponibilità delle erogazioni in natura, individuata dall’articolo 51, comma 3, del Tuir, pari a 258,23 euro, se tale soglia non verrà superata, considerato il complesso dei valori di beni e servizi ricevuti nel 2023 (anche da altri datori di lavoro).

DOMANDE E RISPOSTE – BUONI CARBURANTE 2023

Chi lo paga?

E’ il datore di lavoro che concede gratuitamente i buoni carburante ai dipendenti per l’anno 2023. Oltre la somma di 200 euro per ciascun lavoratore, l’importo concorre a formare reddito da lavoro dipendente. Sotto questa soglia no, in base alla legge del 21 marzo 2022.

L’erogazione è su base volontaria. L’impresa decide se e quale importo erogare.

Io dipendente, devo spendere il buono entro il 2023?

L’erogazione deve avvenire entro il 31 marzo 2023, da parte dell’azienda che eroga il benefit. Mentre il lavoratore può consumarlo anche oltre. Resta da controllare la data impressa sul voucher stesso, in caso abbia una scadenza.

Bonus benzina 2023: come richiederlo online?

Non si tratta di un incentivo per cui si deve attuare una procedura online, come invece accade con gli ecobonus dell’automotive, ad esempio.

Bonus benzina 2023: differenza tra dipendenti pubblici e privati

La norma dei buoni carburante limitatamente al 2022 e 2023 parla esplicitamente di “imprese private”, in conseguenza dell’incremento dei prezzi di benzina, gasolio e altri carburanti.

Ne beneficiano solo i dipendenti, anche apprendisti e se in smart working. Non ne hanno diritto i collaboratori. Né stagisti o amministratori.

I lavoratori esclusi sono: 

  • I collaboratori tipo Co. Co. Co.
  • Amministratori e lavoratori autonomi occasionali
  • Altri soggetti percettori di redditi da lavoro assimilato come i tirocinanti (non assunti);
  • Lavoratori della PA, compresi istituti e scuole di ogni ordine e grado, e di enti pubblici non economici

Come si indica in busta paga il bonus carburante 2023?

L’erogazione da parte del datore di lavoro deve avvenire singolarmente, rispetto all’altro contributo di 258,23 euro dell’articolo 51 comma 3 del Tuir.

Non deve esserci un cumulo tra le due agevolazioni, con l’utilizzo di un’unica voce paga.

Su questo punto è arrivata la delucidazione dall’Agenzia delle Entrate, anch’essa il 14 luglio 2022.

In sintesi: le due erogazioni a favore del dipendente devono essere conteggiate e monitorate in maniera distinta.

Ciò è dovuto al fatto che l’eventuale superamento delle soglie fissate dalle due discipline – articolo 51, comma 3, del Tuir e articolo 2 del DL 21/2022 – comporta, in linea di principio, l’integrale tassazione.

[Scarica la Circolare numero 27 dell’Agenzia delle Entrate, del 14 luglio 2022]

Quanto costa all’azienda acquistare i buoni carburante da erogare ai dipendenti gratuitamente?

All’impresa non si applicano tasse né contributi da versare. Come per i fringe benefit da 258,23 euro. Quindi i 200 euro di acquisto sono deducibili interamente dal reddito d’impresa. Non sono erogati in valore monetario ma in forma di voucher

[Consulta il testo di Legge dei buoni carburante 2022 nella Gazzetta Ufficiale]

3 comments

Buongiorno, rispetto ad altri dipendenti che hanno ricevuto il bonus carburante io non ci sono rientrato. Perché? Dipende dalla data di assunzione? Nel mio caso 5/10/2022 . Grazie

Buonasera, perché la mia azienda può decidere di non aderire? Così ci è stato detto, che l’azienda non ha aderito
È vero?

In sostanza con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto 14 gennaio 2023 n. 5, viene prevista “la possibilità” (articolo 1, comma 1 non si parla di “obbligo”) per i datori di lavoro, di erogare i buoni carburante. L’erogazione, prosegue la norma “potrà” avvenire entro l’anno 2023.

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