AutoGreenSguardo sul futuro

AUDI, 1,2 tonnellate di anidride carbonica in meno per ogni vettura

Previste in forte calo le emissioni di CO2 Audi. La progressiva elettrificazione delle auto del costruttore tedesco, infatti, porterà a un deciso taglio di gas nocivi provenienti dalle vetture in listino. La lotta pro-ambiente è appena iniziata, visto che in collaborazione con i propri fornitori, la Casa dei quattro anelli punta a sviluppare una serie di misure volte a ridurre le emissioni complessive di anidride carbonica.

Il programma messo in campo si concentra sui materiali ad alto consumo energetico quali l’alluminio, l’acciaio e i componenti delle batterie. Grazie a 50 misure, Audi riuscirà a fare sì che ciascun veicolo inquini di meno grazie al riciclo dei derivati della plastica e all’utilizzo di energie rinnovabili. Il ricorso all’energia pulita, dal 2018 è parte integrante degli accordi di fornitura con i produttori di batterie ad alta tensione. Ma non è tutto: nel 2020, l‘azienda prevede di individuare nuovi margini di miglioramento grazie al coinvolgimento sia dei fornitori diretti sia dei subfornitori.

Il progetto prevede complessivamente di eliminare 1,2 tonnellate di anidride carbonica per ogni vettura.

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CO2 Audi: obiettivo riciclo dell’alluminio non utilizzato

Come primo passo, Audi si sta concentrando sull’alluminio, in quanto la produzione della lega leggera richiede un elevato impiego di energia. Per questo, già da 2 anni, gli scarti delle lavorazioni nello stabilimento di Neckarsulm tornano al fornitore che li ri-lavora e li rimanda ad Audi che a sua volta li riutilizza, con l’obiettivo di fare lo stesso in tutti i suoi impianti produttivi.

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Ma non è tutto: le emissioni di CO2 Audi diminuiranno anche grazie alla richiesta fatta ai propri fornitori di batterie di attingere esclusivamente all’energia pulita nella produzione dei componenti. Questo requisito è vincolante per accedere a tutti i nuovi ordini di accumulatori ad alta tensione. E prima di ricevere qualsiasi ordinativo, i fornitori devono aver presentato un capitolato specifico.

L’obiettivo più generale è quello di contribuire al raggiungimento degli obiettivi definiti dall’Accordo di Parigi sul clima, del 2015. Nel lungo periodo – entro il 2050 – le emissioni di CO2 Audi potrebbero avvicinarsi e raggiungere lo zero attraverso una mobilità totalmente sostenibile e a un bilancio “carbon neutral” di tutte le attività del brand entro il 2050.

CO2 Audi

CO2 Audi: investimenti verso la mobilità elettrica

Le emissioni di CO2 Audi diminuiranno anche grazie al fatto che l’azienda del gruppo VW ha pianificato nei prossimi 5 anni investimenti per circa 37 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, immobili, stabilimenti e attrezzature. Sullo sfondo della progressiva elettrificazione della gamma, la Casa dei quattro anelli ha stanziato 12 miliardi di euro esclusivamente per la mobilità elettrica. Il piano di azione e trasformazione Audi ha un ruolo cardine nel finanziamento della fase di transizione, avendo già contribuito con 4 miliardi all’utile operativo. Entro il 2029, le misure adottate nell’ambito del Piano Audi.Zukunft libereranno risorse per ulteriori 6 miliardi di euro.

Entro il 2025, il Gruppo Audi avrà in listino più di 30 modelli ad elevata elettrificazione, 20 dei quali saranno elettrici al 100% con il 40% delle vendite totale saranno di auto ibride o elettriche. Sul tavolo anche una stretta collaborazione con Porsche per lo sviluppo del pianale Premium Plattform Electric (PPE) destinato alle vetture di segmento medio, full size e luxury, mentre la piattaforma modulare elettrica MEB del Gruppo Volkswagen verrà dedicata ai veicoli più compatti.

«Grazie al Piano di azione e trasformazione Audi – ha detto il Cfo Alexander Seitz – abbiamo reso più efficace ed efficiente la gestione degli investimenti. Sono state poste le basi per un ritorno a un margine di redditività nel medio periodo compreso tra il 9 e l’11%».

Il piano Audi.Zukunft passa attraverso l’accordo raggiunto il 26 novembre tra l’azienda e i sindacati, che prevede da un lato l’ottimizzazione della capacità produttiva degli stabilimenti di Ingolstadt e Neckarsulm, dall’altra l’adeguamento, socialmente responsabile, della forza lavoro.

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