AutoGreenSguardo sul futuro

Flotte aziendali: Skoda entra nell’era dell’elettrico. Intervista a Cestaro

Nelle flotte aziendali, Skoda guadagna terreno: il brand di Volkswagen che vede Alberto Cestaro alla guida del segmento corporate chiude il primo semestre 2021 con soddisfazione. La performance del mercato fleet sale al 2,1% di market share, sopra all’1,9% del totale della marca. Nel frattempo si prepara ai prossimi lanci autunnali: il grande Suv Kodiaq, profondamente rivisto nel design e nei contenuti, e la quarta generazione della compatta Fabia, totalmente inedita.

Argomenta l’head of Skoda feet & used car business: «I risultati non si sono fatti troppo attendere in Italia, anche se devo ammettere che in altri mercati più razionali e che guardano alla sostanza, il brand va ancora meglio. Ciò detto, da noi il comparto delle flotte è più soddisfacente dei privati, laddove le car list mettono al primo posto il prezzo, il Tco e il valore residuo, in cui Skoda ha piazzamenti solidi»

Flotte aziendali Skoda: tutte le motorizzazioni possibili

In questo contesto, Octavia è il “brand nel brand”. «Non ha bisogno quasi di presentazioni: è stata rinnovata l’anno scorso e la proponiamo in tutte le motorizzazioni possibili. È una vettura universale, di ottimo successo nei parchi aziendali».

La nuova Skoda Octavia è disponibile a benzina, diesel, metano, più le ibride sia mild hybrid sia plug in hybrid. L’anno scorso, giunta alla quarta generazione, è stata la wagon più venduta nel Belpaese. In totale sono state oltre 6mila le immatricolazioni.

Skoda Italia nel 2020

Il 2021 di Skoda dovrà battere un esercizio pandemico di tutto rispetto.

Per il settimo anno consecutivo, la casa boema ha superato la soglia del milione di consegne nel mondo, nonostante le forti difficoltà affrontate durante l’anno. La quota di mercato EU sale al 5,4% e tra i Paesi conferma la Russia come il migliore.

In particolare, in Italia sono state 24.659 le immatricolazioni, toccando una quota di mercato pari all’1,8% (1,4% nel 2019). È la più alta mai raggiunta nel nostro Paese.

Cestaro: «La voglia di crescere c’è, il potenziale pure, il prodotto è buono e ricerca e sviluppo si collocano in un gruppo affermato: possiamo solo migliorare in un mercato di tanti costruttori generalisti, la cui battaglia per gli spazi è piuttosto agguerrita».

Da quest’anno, Skoda Italia entra in un piano di crescita importante, quinquennale.

Nuova Skoda Kodiaq

Skoda: i modelli da flotta del 2021

I modelli da flotta vedono al primo posto una intera famiglia di Suv, di tutte le dimensioni.

«Dal più piccolo al più grande, tutti hanno contribuito molto alla crescita». Ecco Kodiaq, Kamiq e Karoq. Poi le familiari, come la già citata Octavia SW e la Superb SW. Nella fascia delle “piccole” troviamo FabiaScala, quest’ultima nata nel 2019 e con la versione G-Tec porta con sé una interessante motore a 3 cilindri da 90 CV alimentato a gas naturale. Consuma 3,6 litri ogni 100 km.

«Ogni modello “sconfina” sempre nel segmento superiore per dotazioni e allestimenti», sottolinea il manager.

Uno dei must per la Casa, infatti, è la “democratizzazione della sicurezza attiva”, con dotazioni standard per Adas e connettività anche nei segmenti inferiori.

In autunno arriva la nuova Skoda Fabia in concessionaria, scoprila qui.

Skoda Kodiaq: il game changer dei SUV

Fra i rinnovi c’è Skoda Kodiaq, che è arrivata in questi giorni presso la rete di dealer.

È il Suv del debutto nel segmento di maggior successo di vendite di sempre, che via via sta soppiantando la station wagon. Un vero game changer per Skoda che fino a 4 anni fa non si cimentava nel genere.

L’allestimento top di gamma, la linea sportiva RS, ha il nuovo motore 2.0 benzina Tsi, che proviene dalla generazione Evo del Gruppo Volkswagen. Sviluppa una potenza di 245 CV (180 kW). Più potente del motore diesel biturbo impiegato finora, pesando oltre 60 kg in meno.

Nel 2020, i Suv hanno rappresentato quasi il 40% delle consegne globali del marchio della Freccia alata.

L’ingresso nella mobilità elettrica per Skoda

Quest’anno segna per Skoda l’ingresso nella mobilità elettrica di nuova generazione.

Ecco Enyaq iV, sempre Suv, ma stavolta a emissioni zero per 536 km di autonomia e che promette di mantenere inalterate le doti di praticità e abitabilità, tipiche del marchio.

Disponibile anche nella variante Sportline, con assetto ribassato per una guida elettrizzante in tutto e per tutto. Ma ai fleet manager farà piacere sapere che il modello ha ottenuto la massima valutazione di sicurezza Euro Ncap. Con un punteggio totale pari all’86%, è tra i veicoli più sicuri in assoluto. Inoltre, Skoda Enyaq iV ha il 94% di protezione dei passeggeri e l’89% per i bambini. In passato, Octavia, la berlina Scala, Kodaq, Karoq e Kamiq hanno guadagnato le 5 stelle. Infine, il nuovo Suv elettrico ha ottenuto il riconoscimento Red Dot Award per il design di prodotto.

Skoda Enyaq iV Sportline

L’elettrico nelle flotte: una questione di education

Come penetrerà il full electric nei parchi auto aziendali?

Cestaro: «In Italia, il fenomeno dell’auto elettrica ha assunto toni abbastanza coloriti: prima non avevamo prodotti e noi costruttori li sognavamo, dall’altra parte i clienti pomettevano cambiamenti epocali nella mobilità aziendale. Oggi siamo in una situazione in cui le Case hanno realizzato molti modelli anche full electric, ma il mercato non è così pronto ad approcciarli».

Continua: «L’ibrido è la soluzione di nome e di fatto. Serve all’immagine green, ma se non si devono percorrere tanti chilometri. Ancora una volta, l’ibrido è tendenza e dovremo costruire un percorso di avvicinamento all’EV.

Il passo importante si farà quando si avrà un quadro chiaro delle proprie percorrenze e di quando ricaricare anche il Phev. Si dovranno premiare i comportamenti virtuosi dei propri driver.

Dopotutto, le auto fanno quello che diciamo noi: serve che ci sia consapevolezza se è il driver a decidere. Questa confidenza va sostenuta. Sapendo che il viaggio lungo non è inavvicinabile, ma va pianificato, e l’assenza di colonnine in autostrada è il principale problema.

Entrare e uscire dall’autostrada, per ricaricare le batterie, implica tempi di trasferta che si allungano. Vanno cambiate completamente l’impostazione del viaggio di lavoro e la forma mentis del driver. Sapendo che spingere sull’acceleratore significa consumare tanta energia».

In sintesi, assisteremo a un cambiamento di media durata e l’ibrido servirà a imparare a stare attenti, a educare alla frenata lunga e a ricaricare.

GUARDA IL VIDEO DEL SUV ELETTRICO SKODA

Come informate i fleet manager?

Cestaro: «Anzitutto gli diciamo che non c’è una unica soluzione: tutto EV o tutto termico. Ma si procede a un’analisi di utenza e del parco. Quali di loro possono cambiare o chi può mantenere il motore tradizionale? È questo il punto di partenza, poiché comprare oggi un elettrico non è più problematico per i prezzi. Grazie agli incentivi, alcuni modelli sono paragonabili alle vetture a combustione interna.

Da parte nostra, abbiamo aziende che ci stanno credendo già oggi. Altre guardano più al futuro, fra 5 anni, quando i numeri saranno più interessanti.

Siamo all’inizio di una trasformazione epocale e durerà ancora un po’. Le aziende vanno accompagnate in questo e nell’adozione della corretta infrastruttura di ricarica. In Europa, il 50% di chi ha un’auto elettrica, ne ripristina l’autonomia a casa, dove costa meno. Il resto, circa un 20%, “fa il pieno” al lavoro. Il 5% in autostrada, infine il 30% in luoghi pubblici.

Come detto, vogliamo accompagnare il nostro cliente fleet manager in questo approccio e lo stesso farà il concessionario con il suo cliente privato.

In particolare, all’impresa suggeriamo l’analisi del parco partendo dall’assunto che l’opzione non è diesel per tutti né EV per tutti».

Nel frattempo, i fleet manager hanno avuto modo di provare la prima elettrica della Casa, a Roma in maggio.

È piaciuta l’abitabilità così come l’elevata autonomia. Frutto dell’avere costruito Enyaq iV su una piattaforma creata per l’elettrico puro. Gli ambienti interni, di conseguenza, sono realizzati ad hoc e pronti per tanti allestimenti. «I professionisti che abbiamo invitato erano sorpresi del prodotto, non se lo aspettavano dal marchio, inoltre hanno apprezzato il rapporto prezzo e qualità dei contenuti. Un tratto distintivo di Skoda da sempre», conclude Alberto Cestaro.

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