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Geotab, la telematica alla base della transizione verso le flotte auto green

La telematica alla base della transizione delle flotte auto verso una mobilità più sostenibile. Quale sarà il “new normal” del 2021? Quale sarà l’approccio delle aziende nei confronti delle tecnologie nell’automotive, votate a rendere efficienti svariati processi, in testa quelli di trasformazione?

A parlare di questi temi di grande attualità per i mobility manager è intervenuto Fabio Saiu, direttore, leasing & rental Europe di Geotab. L’occasione è stata Missionforum, l’evento (quest’anno in versione digital) organizzato da questa casa editrice allo scopo di attivare networking ed education nei suoi pubblici di riferimento.

È recente il vostro report sui trend della mobilità 2021, in cui digitalizzazione e sostenibilità sono al primo posto. In che modo la telematica aiuta i mobility manager nella transizione da auto a combustibile fossile ai plug in hybrid?

«La telematica è alla base della transizione. È infatti grazie alla rilevazione dei dati che si riesce a dare un inquadramento preciso e puntuale di quello che sono le abitudini di chi guida: il chilometraggio, le strade percorse e il consumo di carburante. Questo si traduce in un’analisi dei dati puntuale, che confluisce nelle mani dell’azienda. Attraverso una funzionalità che noi diamo gratuitamente attraverso la piattaforma Geotab possiamo offrire risultati altrettanto puntuali».

Leggi di Geotab e di Ford integrate nella telematica

La telematica è alla base della transizione e il mobility manager ha un lavoro più facile?

«Certamente. Questo gli permette, infatti, di “campionare”, attraverso un arco temporale preciso, i veicoli della sua flotta. Con il digitale, il manager ottiene così informazioni e può “caricare” i costi di gestione di un’auto, dal carburante ai bolli di circolazione, dalle assicurazioni alla manutenzione fino alle rate di noleggio.

Il mobility manager avrà così valori precisi che potrà analizzare uno per uno. Tutto questo fa sì che la piattaforma dia un solido suggerimento su quali veicoli possono essere convertiti da motore termico in elettrico. Oppure, quali non conviene sostituire affatto con modelli EV. Giusto in questo momento, i mobility manager sono chiamati a fare delle scelte di campo.

All’interno del nostro tool, il fleet manager può, quindi, avere dati certi ed effettuare una decisione mirata e supportata dai numeri. Questa strategia, guidata dal digitale, va anche a vantaggio dei driver e della sostenibilità ambientale».

Visita il portale di Missionforum per scoprire quando sarà il prossimo appuntamento, nel 2022.

Quale sarà l’evoluzione della mobilità aziendale alla ripresa delle attività a pieno regime?

«La parola d’ordine sarà efficientamento della flotta e della mobilità veicolare. Questo trend riceverà una spinta da parte delle istituzioni: dall’Europa attraverso il Recovery Fund e dal Governo con la creazione del Ministero dedicato alla sostenibilità. Del resto, l’osservatorio di una società di noleggio auto a lungo termine, insieme a una  di consultancy, ha individuato quello che anche noi abbiamo evidenziato sul corporate car sharing».

Ritiene che il corporale car sharing sarà sempre più attuato?

«Penso proprio di sì. Ma non solo. Il corporate car sharing sarà la chiave degli spostamenti, portando efficientamento della flotta e aiutando nella declinazione green con auto elettriche, ibride o ibride plug in. È un filone importante che stiamo osservando e che nel “new normal” diventerà – passatemi il gioco di parole – una situazione “normale” per i mobility manager.

E’ indiscutibile poi che il trasporto pubblico stia subendo delle diminuzioni importanti. Attraverso lo sviluppo delle infrastrutture e delle smart city troveremo già nel prossimo semestre un’attuazione graduale di ciò. Riassumendo: sempre più corporate car sharing e sempre più sostenibilità».

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