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Be Charge arriva a Parma: la rete di ricarica per veicoli elettrici si espande

Il Comune di Parma si appresta a realizzare una rete di ricarica per veicoli elettrici. In tutto 50 stazioni e 100 punti in varie zone della città emiliana. Fondamentale sarà la collaborazione di Be Charge, operatore integrato per la mobiltà elettrica che sta installando colonnine in tutta Italia.

Il network comprende anche 9 Fast Charge da 100 kW come annuncia Tiziana Benassi, assessore alle Politiche di sostenibilità ambientale.

«Siamo orgogliosi di essere uno tra i primi comuni emiliani a dotarci di una così capillare infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici – argomenta -. Nella riforma della mobilità che il Comune sta attuando, l’elettrico ha un ruolo importante. È una valida soluzione per ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, migliorando qualità dell’aria e vivibilità. Le auto a emissioni zero hanno accesso al centro storico, anche nelle domeniche ecologiche. Possono transitare nelle corsie preferenziali dei bus e non pagano la sosta nelle righe blu».

Dal canto suo, l’a.d. di Be Charge, Paolo Martini, traccia il profilo degli obiettivi futuri. Obiettivi che prevedono di “elettrificare” il paese.

«Il nostro piano di sviluppo è ambizioso: installare circa 30.000 punti di ricarica per veicoli elettrici sull’intero territorio nazionale nei prossimi 3-5 anni – argomenta -. Questi erogheranno energia al 100% proveniente da fonti rinnovabili. L’investimento complessivo supererà i 150 milioni di euro. Per questo, abbiamo anche ottenuto un finanziamento di 25 milioni dalla Banca europea per gli investimenti (Bei). Ma il ruolo dei Comuni resta centrale per consentire tale sviluppo: soltanto con la loro collaborazione potremo realizzare l’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici necessaria all’Italia».

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Rete di ricarica per veicoli elettrici: vantaggi per i Comuni

Per un Comune, l’installazione di una rete di ricarica per veicoli elettrici ha diversi vantaggi.

Primo perché si diventa un polo attrattore per auto a emissioni zero, che in Italia sono in crescita. Secondo: non sono necessari fondi pubblici visto che gli investimenti, così come i costi operativi, sono effettuati dall’operatore privato partner dell’amministrazione.

C’è poi un altro vantaggio: la rete di ricarica diventa un “hub” intorno al quale è possibile sviluppare nuove attività economiche. Dal car sharing al turismo sostenibile fino alle attività commerciali. Il Comune potrà, inoltre, monitorare l’utilizzo e lo stato delle colonnine ed utilizzare i dati di ricarica (anonimi) per conoscere meglio i propri flussi di traffico. E prendere provvedimenti per migliorarli.

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Quanto messo in campo da Be Charge, e in questo caso dal comune di Parma, incentiva anche i cittadini nell’acquisto di auto elettriche. Le vetture possono, infatti, esser ricaricate con le stesse modalità in tutta Italia. Con il vantaggio anche di avere sconti o promozioni delle attività commerciali vicini alle colonnine.

Come avviene il proceso di installazione delle colonnine Be Charge?

Dopo un primo sopralluogo del distributore di energia, si attiva il processo di progettazione e l’installazione delle stazioni di ricarica. A questo segue l’allaccio alla rete elettrica, il collaudo e l’attivazione con tempi totali dai 2 ai 4 mesi.

L’app Be Charge

Per gli utenti, la ricarica inzia con l’installazione dell’app Be Charge, attraverso la quale è possibile visualizzare la mappa di tutte le stazioni di ricarica che l‘azienda ha installato. Dall’app si verifica la disponibilità in tempo reale e la tipologia di presa dei vari punti, oltre alle tariffe.

Il costo del rifornimento verrà addebitato sulla carta di credito associata all’account dell’utente.

Qui puoi scaricare l’App

Quella di Parma è solo una tappa nel processo di creazione di una rete di ricarica per veicoli elettrici targata Be Charge. Essa si basa su colonnine Quick Charge da 22 kW nelle aree urbane e Hyper Charge fino a 300 kW DC nelle aree extraurbane.

Le installazioni si trovano nelle città di Torino (oltre 300 punti di ricarica), Milano (309), Roma (320) e Rimini (100).

Nei parcheggi di interscambio del trasporto pubblico di Napoli, Be Charge installerà 120 stazioni (con 240 punti) con un bando privato-pubblico. A Bologna, sono stati istallati i primi 30 punti mentre altri progetti sono stati approvati o sono in fase di approvazione. Treviso può invece contare su 94 postazioni installate e operative.

La rete di ricarica per veicoli elettrici Be Charge

Be Charge ha già raggiunto accordi per la fornitura di infrastrutture con i comuni di Biella e provincia (106), Cesenatico (20) e Piacenza.

Vi sono poi altri comuni interessati. Al nord e al centro: Tortona, Pesaro, Chieti, Pescara e Sassuolo. Al Sud: Termini Imerese, Marsala, Monopoli e Cerignola. A questi si aggiungono consorzi di comuni come Consvipo (Consorzio per lo sviluppo del Polesine), I borghi più belli della Sicilia e i Comuni della Valle d’Aosta.

Nel proprio piano di sviluppo ha trovato l’appoggio di utility e gestori di grandi flotte elettriche. Nel primo caso, quali Ascotrade (Veneto) e Cva (Valle d’Aosta). Il secondo: E-Vai in Lombardia e Sicily by Car in Sicilia.

Le stazioni di ricarica Be Charge sono di tipo Quick (fino a 22 kW) in corrente alternata, Fast (fino a 150 kW) o Hyper Charge (superiori a 150 kW) in corrente continua.

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