Il car sharing elettrico a Bologna spopola con Zoe

Il car sharing elettrico a Bologna compie un anno di “Corrente”, progetto che utilizza esclusivamente auto a zero emissioni. In questo periodo sono stati 1,5 milioni i chilometri percorsi, per 150.000 noleggi di oltre 20.000 clienti.

Inoltre, durante questo periodo si è ampliata l’area di copertura del servizio che oggi comprende 58 Km2 nella provincia di Bologna, abbracciando anche la città e il Comune di Casalecchio di Reno ed arrivando fino a Ferrara. L’offerta si conferma come “il primo car sharing a flusso libero in Italia a consentire di prelevare l’auto in una città e chiudere il noleggio in un’altra”. E’ utilizzabile anche dai neopatentati.

Spiega Giuseppina Gualtieri, presidente e AD di Tper: “Piace ai giovani ed ai giovanissimi, alle persone di mezza età ed anche gli autisti più esperti hanno dimostrato che la trazione elettrica e il cambio automatico non sono un problema. Anche il prolungamento a Ferrara ci ha dato da subito grandi soddisfazioni. Di fatto, è uno strumento utile per la mobilità tra le due città: basti pensare che in 5 mesi sono stati 700 i noleggi iniziati in una città e conclusi nell’altra”.

Il car sharing elettrico a Bologna

Parcheggio dedicato vicino alla stazione ferroviaria

Car sharing elettrico a Bologna, con 280 Renault Zoe

Corrente utilizza Renault Zoe, di cui conta 280 esemplari in flotta. Oggi a pochi metri dalla principale stazione ferroviaria è a disposizione un ulteriore parcheggio dedicato con 16 posti e una colonnina dove le auto vengono ripristinate dopo l’utilizzo. “In questo modo consentiamo agli utenti di lasciare la Zoe anche nel caso in cui tutti gli stalli siano occupati”, spiega una nota.

Il car sharing elettrico a Bologna arriva fino all’aeroporto Marconi, ancora in attesa di inaugurare il “people mover”, e in 11 mesi ha registrato 2600 clienti che hanno usufruito del servizio tra lo scalo e la città.

Per le aziende

Corrente si estende anche alle piccole e medie imprese che possono creare un profilo aziendale e aprire l’utilizzo ai propri dipendenti in termini di benefit o come strumento di mobilità negli orari di lavoro.

“Con la Regione Emilia Romagna, particolarmente sensibile al tema della sostenibilità ambientale, in questi anni stiamo ponendo le basi per costruire le smart city del futuro e il nostro auspicio è di replicare queste esperienze di successo in tante altre città e regioni italiane, che fungano da volano ad uno sviluppo più ampio della mobilità elettrica nel nostro Paese, sia in ambito urbano che extraurbano”, commenta Francesco Fontana Giusti, direttore della Comunicazione & Immagine di Renault Italia.

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Chi è Tper, capofila del progetto

Tper è la Spa capofila del Consorzio Omnibus che gestisce il progetto. Il nome per esteso è Trasporto Passeggeri Emilia Romagna, una municipalizzata nata il 1° febbraio 2012 dalla fusione dei rami di trasporto di Atc, azienda di trasporti su gomma di Bologna e Ferrara, e Fer, società regionale ferroviaria.

I principali soci sono la Regione Emilia-Romagna (con il 46,13% delle quote), il Comune di Bologna (30,11%), la Città Metropolitana emiliana (18,79%), l’Azienda Consorziale Trasporti ACT di Reggio Emilia (3,06%), la Provincia di Ferrara (1,01%), il Comune di Ferrara (0,65%). Ccompletano la compagine societaria, con quote minori, Ravenna Holding e la Provincia di Parma.

“Sul complesso dei servizi erogati nei bacini di Bologna e Ferrara e nel servizio ferroviario gestito da Tper vengono compiuti annualmente oltre 160 milioni di viaggi”, spiega il sito web.

 

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