Come in parte già anticipato e discusso al MissionForum 2026 di Milano, sono le flotte aziendali il vero laboratorio dell’innovazione automobilistica in Italia, apripista ormai da anni per i veicoli connessi. Mentre il grande pubblico si avvicina con cautela ai veicoli connessi e alla mobilità elettrica, le aziende hanno già fatto la scelta: l’89% ha introdotto veicoli elettrici o ibridi plug-in nel proprio parco auto, tracciando la rotta che il mercato consumer seguirà nei prossimi anni.
Ultimi dati 2026 dal Politecnico sui veicoli connessi
È questo uno dei dati più significativi emersi dalla ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, presentata al convegno “Driving the Future: la mobilità alla curva decisiva”. Un quadro in cui il mercato italiano della Connected Vehicle & Mobility cresce del 14% nel 2025, raggiungendo i 3,7 miliardi di euro, trascinato da sistemi ADAS, auto connesse e veicoli commerciali intelligenti.
Le flotte aziendali non si limitano ad anticipare l’elettrificazione: accelerano anche su connettività e servizi digitali, adottando in anticipo quelle piattaforme software integrate che, secondo il direttore dell’Osservatorio Giulio Salvadori, rappresentano la sfida strategica centrale del settore. Il modello del Software-Defined Vehicle — il veicolo definito dal software — è già realtà operativa nelle flotte prima ancora di diventare standard di massa, con l’intelligenza artificiale protagonista nelle applicazioni ADAS, cybersecurity e personalizzazione di bordo.
Sul fronte consumer, i segnali di crescita ci sono ma procedono a velocità diversa. Le auto connesse circolanti hanno superato i 18,8 milioni, oltre il 40% del parco nazionale, e il 48% degli italiani ne possiede una. Tra questi, il 91% utilizza regolarmente le funzionalità smart. Tuttavia, solo il 32% prevede di acquistare un’auto elettrica o ibrida plug-in nei prossimi tre anni — e quasi la metà solo in presenza di incentivi.
Il divario tra mondo aziendale e privati racconta molto: le imprese adottano, sperimentano e ottimizzano oggi ciò che i consumatori valuteranno domani.
Intanto il futuro si avvicina rapidamente. Giovanni Miragliotta, responsabile scientifico dell’Osservatorio, definisce il 2026 “un anno spartiacque per la guida autonoma”, con lanci commerciali e approvazioni normative che si moltiplicano. Robotaxi e robosharing potrebbero ridurre drasticamente incidenti ed emissioni entro il 2050. Le flotte aziendali, ancora una volta, saranno probabilmente le prime a percorrere quella strada.













