Maurizio Danese, presidente Aefi

Maurizio Danese confermato presidente Aefi, l’associazione esposizioni e fiere italiane

Danese: con ingresso organizzatori settore unito e rappresentanza forte. lavoriamo con governo per internazionalizzazione industria fieristica

Aefi, l’associazione di riferimento per il sistema fieristico italiano, ha confermato alla presidenza Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere.

«Il secondo mandato si prospetta certamente meno complicato, ma non certo meno sfidante, rispetto al primo in cui la pandemia ha imposto uno stop temporaneo a tutto il sistema fieristico.

Se stiamo ancora progettando la crescita del comparto è in buona parte grazie alle istituzioni del Paese, che hanno ben compreso il ruolo delle fiere quale principale vettore del made in Italy contribuendo in modo determinante alla tenuta di un sistema quasi azzerato negli anni Covid.

Oggi Aefi rilancia la propria missione, rafforzando la rappresentatività unitaria dell’industria fieristica. Al contempo, lavorerà assieme al Governo per una decisa accelerazione sul fronte delle manifestazioni organizzate all’estero e aprendo sempre più la compagine associativa agli organizzatori di grandi eventi».

Il nuovo consiglio direttivo di Aefi

Maurizio Danese sarà affiancato nel suo ruolo mandato dai vicepresidenti Simona Rapastella, Antonio Bruzzone, Maurizio Renzo Ermeti e Renato Pujatti.

Il nuovo consiglio direttivo vede tra i membri designati, nella categoria “quartieri fieristici”, Antonio Bruzzone  (BolognaFiere), Maurizio Renzo Ermeti (Italian exhibition group), Pietro Piccinetti (Sicilia Fiera), Renzo Piraccini (Cesena Fiera) e Renato Pujatti Pordenone Fiere).

Per la categoria “organizzatori”, Brenda Bellei (White), Simona Rapastella (FederUnacoma-Eima) e Silvio Viale (Salone internazionale del libro di Torino).

Le prospettive di crescita del comparto fieristico

Fiere impatto sul territorio

Secondo Aefi, il 2023 si chiuderà con un’ulteriore crescita del comparto italiano delle fiere, con una prospettiva di aggancio ai numeri del 2019 fissata per il 2024.

È infatti di 9,64 milioni di metri quadrati la superficie espositiva impiegata quest’anno, il 10% in più sul 2022 ma ancora il 10% in meno sul 2019.

Quasi 125 mila gli espositori fieristici e circa 18 milioni i visitatori, in crescita rispetto allo scorso anno (+20%) ma anche rispetto al benchmark 2019 (+4%), a testimonianza di come il b2b fieristico si confermi leva fondamentale per l’impresa Italia.

L’impatto delle fiere su territori e turismo

Sono state 531 le manifestazioni tra nazionali (264) e internazionali (267).

Tra queste ultime spiccano i settori del tessile, abbigliamento, moda (53 fiere), seguiti da food, bevande, ospitalità (42), sport, arte, intrattenimento (38) e industria, tecnologia, meccanica (30); con Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto che sommano il 70% delle fiere internazionali organizzate in Italia.

Secondo l’indagine Prometeia realizzata lo scorso anno, il sistema fieristico italiano (2° in Europa e 4° al mondo) rappresenta un moltiplicatore di business, con un impatto sui territori quantificabile in 22,5 miliardi di euro l’anno.

Un driver importante anche in chiave di turismo fieristico, il cui valore calcolato da Prometeia supera i 10 miliardi di euro l’anno, corrispondenti ad un valore aggiunto di 4,8 miliardi di euro.

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