MissiOnewsPolitica & EconomiaTrasporti

E’ in arrivo NZeTA, l’autorizzazione elettronica per entrare in Nuova Zelanda

Arriva il NZeTA. A partire dal primo ottobre 2019 l’ingresso in Nuova Zelanda sarà possibile solo se dotati di un ‘nuovo visto’, più precisamente la New Zealand Electronic Travel Authority.

Chi dovrà richiedere l’autorizzazione NZeTA?

L’obbligo riguarderà i cittadini della Comunità Europea e quelli di Svizzera, Norvegia, Israele e Malesia, oltre a 60 Paesi esclusi dall’obbligo di visto consolare. Non sono obbligati a dotarsi dell’autorizzazione elettronica, invece, i cittadini australiani. Ai viaggiatori sprovvisti di questo documento sarà negato l’imbarco sui voli commerciali. L’obbligo sarà esteso anche ai passeggeri che viaggiano in nave.

Passaporti: l’Henley Index decreta l’Asia ai vertici della mobilità mondiale. Scopri di più. 

Costo del nuovo visto

Il NZeTA costerà 9 dollari neozelandesi (NZD) se acquistato su un’app del New Zealand Government, scaricabile gratuitamente. L’importo salirà a 12 euro in caso di richiesta effettuata online. Oltre al NZeTA, i cittadini di Paesi con obbligo di richiesta del visto consolare e i richiedenti di visto per motivi di studio potrebbero – a partire dal primo luglio – dover pagare anche l’International Visitor Conservation and Tourism Levy – IVL, che costa 35 NZD. L’IVL dovrà essere pagato online nel momento in cui si richiede l’NZeTA. L’NZeTA e l’ IVL saranno validi per più ingressi in Nuova Zelanda e avranno la validità di 2 anni.

Anche per i passeggeri in transito

Come devono comportarsi i passeggeri in transito, cioè quelli che fanno solo scalo in Nuova Zelanda senza fermarsi? Anche loro devono fare richiesta di un NZeTA o un visto di transito prima del viaggio. Nel Paese, i passeggeri in transito possono fare sosta solo nello scalo di Auckland, rimanendo nell’aerea di transito o a bordo dell’aereo.
Sono esenti dall’obbligo del visto di transito i seguenti Paesi: Bahamas, Bermuda, Bolivia, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Sati Federati di Micronesia, Indonesia, Kiribati, Nauru, Palau, Panama, Papua New Guinea, Paraguay, Perù, Filippine, Isole Marshall, Samoa, Isole Salomone, Thailandia, Tonga, Tuvalu, Vanuatu e Venezuela.

Per maggiori informazioni è disponibile il sito del Dipartimento di Immigrazione della Nuova Zelanda.

Novità in arrivo anche nella Federazione Russa

Se in Nuova Zelanda il NZeTA è già una realtà, in Russia bisognerà aspettare ancora un paio d’anni per assistere alle nuove normative in tema di visti. Secondo quanto dichiarato dal quotidiano Kommersant, a partire dal gennaio 2021 i cittadini stranieri potranno ottenere online il visto d’ingresso nella Federazione Russa, evitando perdite di tempo presso consolati e agenzie.

Questa agevolazione, però, è prevista solo in caso di soggiorni brevi; al massimo 16 giorni, e per non più di un ingresso. I nuovi visti turistici saranno disponibili non solo per i viaggiatori leisure, ma anche in caso di trasferte di lavoro. Al momento non sono ancora note le modalità per farne richiesta.

Ricordiamo che attualmente, per entrare in Russia, gli italiani devono essere dotati di passaporto con validità residua di almeno dei mesi e visto obbligatorio. Non è permesso di regolarizzare la propria posizione una volta giunti a destinazione. A chi è sprovvisto della documentazione necessaria è vietato l’accesso.

Internazionalizzazione del Gruppo FS: accordi con Russia e Giappone. Leggi qui la notizia.

business travel e pagamenti
Precedente

Business travel e pagamenti, virtual cards in (forte) crescita

sciopero 24 luglio
Successivo

Sciopero 24 luglio, anche autonoleggio e soccorso stradale