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Le perdite nel settore del business travel a 120 milioni di dollari al mese

A livello mondiale, a causa del Coronavirus, le perdite nel settore del business travel ammontano a quasi 120 milioni di dollari al mese. Per colpa dell’epidemia di Covid 19, questa industria si è praticamente fermata in tutto il mondo. Così mostra una ricerca condotta tra il 18 e il 21 marzo dalla Global Business Travel Association (Gbta), che ha interpellato 1.155 dei suoi membri.

Impressionante il dato delle mancate spese di viaggio: il 96% degli associati ha cancellato la maggior parte dei viaggi di lavoro all’estero. A prescindere dalla destinazione. Laconico il commento di Scott Solombrino, Coo e direttore esecutivo di Gbta: «Il Coronavirus sta avendo un effetto devastante sul comparto. Con evidenze che non abbiamo mai visto. Auspichiamo misure governative di sostegno, visto che tocca 7 occupati su 10 in tutto il mondo, in maniera diretta o indirtetta».

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Come detto, per fotografare gli effetti del Coronvirus sul business travel, Gbta ha condotto un sondaggio cui hanno risposto 1.155 associati in tutto il mondo. Questi i risultati principali, riassunti nella tabella in basso.

Perdite nel settore del business travel: i dati Gbta

  • I viaggi corporate si sono fermati in tutto il mondo. Le aziende stanno cancellando o sospendendo le missioni a causa dell’epidemia di Coronavirus, indipendentemente dal paese di destinazione.
  • Quasi tutte le aziende associate a Gbta (96%) riportano di aver cancellato e/o sospeso tutti o la maggior parte dei viaggi d’affari internazionali. In aggiunta: l’82% riporta di aver cancellato o sospeso tutti o la maggior parte dei viaggi d’affari nazionali.
  • La maggioranza dei membri Gbta di Stati Uniti (84%) ed Europa (81%) ha affermato che la propria impresa ha sospeso tutti o la magior parte dei viaggi d’affari nazionali.
  • Molte aziende associate a Gbta hanno effettuato cancellazioni o sospensioni generalizzate nel settore del business travel, a prescindere da luogo, durata o motivo del viaggio. Il 41% di esse ha cancellato o sospeso tutti i viaggi d’affari, mentre il 53% ha cancellato o sospeso quelli non essenziali, permettendo solo gli spotamenti essenziali.
  • Le aziende associate a Gbta hanno preso una serie di misure per proteggere i propri dipendenti. Tra queste le politiche di home working (85%), informazioni aggiornate sulla situazione sanitaria globale (79%) e tele o video conferenze (70%). Altre azioni messe in campo? Limitazione del numero di persone che lavorano in ufficio (59%), chiusura degli uffici non essenziali (26%), chiusura totale (25%), spostamento di alcuni dipendenti in altri luoghi (11%).
  • Quasi tutte le associate a Gbta hanno cancellato (95%) e/o posticipato (92%) meeting, conferenze o eventi a causa del Coronavirus. Il 31% di essi ha spostato altrove tali meeting o eventi.
  • Alla domanda di formire una percentuale di viaggi d’affari prenotati a marzo 2020 che sono poi stati cancellati, i membri Gbta danno una stima dell’89%. Nel sondaggio effettuato solo 10 giorni prima (il 10 marzo) tale valore era del 43%.

Approfondisci qui con un’altra voce di TMC italiana.

Quando ci sarà la ripresa dei viaggi post Coronavirus?

  • Le aziende associate a Gbta hanno idee diverse su quando si aspettano un ritorno delle trasferte. Il 57% pensa che il tutto si risolva in 3 mesi (40%) o in 6 mesi (17%). Il 40% afferma di non sapere quando il settore riprenderà.
  • Perdite nel settore del business travel: il “conto economico” del Coronavirus è molto duro, con il 73% delle aziende associate a Gbta che descrive come “significativo” tale impatto. Un altro 19% lo definisce invece “moderato”.
  • Gli associati a Gbta che sono fornitori di servizi sono solitamente quelli che sentono il contraccolpo in maniera più significativa. Il 94% di essi, infatti, parla di “impatto significativo” sul fatturato.
  • A causa del Coronavirus, si continuano a modificare le politiche di viaggio. Il 70% dei rispondenti asserisce di avere cambiato le modalità di approvazione (15 punti percentuali in più rispetto al sondaggio del 10 marzo).
  • In aggiunta, le aziende continuano a variare le politcy di sicurezza e salute, con il 70% che afferma di aver deciso in tale direzione. Un aumento di 8 punti percentuali rispetto al sondaggio di 10 giorni fa.

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