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L’Uvet Travel Index tra Pil reale debole e record di occupazione

Il Pil reale è debole (+0,1%), il risultato è il perdurare della stagnazione economica. E’ l’Uvet Travel Index* di metà anno a fare il punto sullo stallo dell’economia italiana, che pur non presagisce a un nuovo trimestre di crescita negativa come negli ultimi mesi 2018.

Il trend si allinea con l’andamento europeo, messo in evidenza dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, all’assemblea per il centenario dell’Abi. Bankitalia rileva che nel 2019, l’Europa aumenterà il Pil dell’1,2% e per il 2020 all’1,4%. “Esportazioni, produzione manifatturiera, aspettative di famiglie e imprese risentono dell’incertezza globale”, ha detto Visco. Tutto questo impatta sui viaggi d’affari, di cui abbiamo fatto il punto in questo articolo.

Il modello econometrico, sviluppato a partire dai dati storici sui viaggi d’affari raccolti da gennaio 2013 a giugno 2019 dal gruppo Uvet, rileva per il secondo trimestre del 2019 una debole crescita del Pil reale dello 0,1%, con un ‘intervallo di confidenza’ compreso fra 0% e 0,2%. “Analizzando un database di 3,5 milioni di informazioni sui clienti di Uvet Gbt, pari a oltre il 20% del mercato, l’indice porta alla luce che il trend dei viaggi d’affari rispecchia al 92% l’andamento del prodotto interno lordo dell’Italia”, spiega la società.

“Un aspetto preoccupante che viene segnalato dall’Uti è l’ulteriore peggioramento della produttività dell’Italia, perché a fronte della crescita dell’occupazione dello 0,4% su base annua corrisponderebbe una timida progressione del Pil reale dello 0,1%”, aggiunge.

Pil reale è debole, Il dettaglio del 2° trimestre

Uvet sottolinea come nel mese di aprile la produzione industriale sia crollata dell’1,1% rispetto a marzo, portando l’Istat a rilevare la seconda flessione congiunturale della produzione industriale dopo gli aumenti d’inizio anno. Nel confronto tra 2018 e 2019, invece, la contrazione è stata dell’1,5%.

La causa principale è la frenata del settore automotive, iniziata già nei mesi conclusivi del 2018 e ancora in atto. Ad aprile 2019 la produzione italiana è scesa del 17,1% rispetto all’anno precedente. “I due Paesi europei con il maggior crollo sono Italia e Germania. Le difficoltà sono dovute all’introduzione di regole molto stringenti in tema di emissioni di CO2 e in parte al calo della domanda di nuove auto, che nel 2018 si è ridotta in quasi tutti i principali Paesi europei”.

Per approfondire sulle vendite di auto in Italia, anch’esse in stallo, a questo link.

Successivamente, nel mese di maggio, è stata registrata una crescita della fiducia d’imprese (dell’1,4%) e cittadini (dell’1,1%) e del tasso di occupazione dello 0,4% su base annua. Quest’ultimo ha toccato la quota del 59%, un dato che rappresenta il record storico.

“Come probabile effetto dell’avvio della stagione estiva – argomenta l’analisi di uvet – sono 67mila in più il numero di occupati rispetto ad aprile. A trascinare è il campione degli over 50, con una crescita dell’1%. Mentre il gruppo più giovane (15-24 anni) registra una crescita nulla”.

Pil reale è debole, conclusioni

L’andamento debole dell’economia italiana presenta alcune contraddizioni che l’Uvet Travel Index sottolinea. “Si è paventato il rischio dell’apertura di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea, a cui il Governo italiano ha risposto proponendo l’approvazione di una manovra correttiva. Quest’ultima porterà nelle casse dello Stato 7,6 miliardi di euro, di cui 6,1 miliardi frutto di maggiori entrate e 1,5 miliardi derivanti dal blocco delle risorse accantonate e non utilizzate per il reddito di cittadinanza e la Quota 100”.

A richiedere il primo incentivo, infatti, sono state 670mila famiglie, mentre secondo le stime del Governo dovevano essere 1,8 milioni di famiglie. Anche per la Quota 100 le domande effettive sono state 150mila a fronte di previsioni di 330mila persone.

La società milanese ha fissato le date del suo evento più importante, il BizTravel Forum si tiene nei giorni 20 e 21 novembre al MiCo.

*Uvet Travel Index: è la stima del tasso di crescita congiunturale del PIL (punti percentuale). Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su dati UVET

 

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