Ripresa business travel 2022

Ripresa business travel 2022: spesa sotto del 50%

Ci sarà la ripresa del business travel nel 2022? Mentre già più di un terzo dell’anno è trascorso, una ricerca di Deloitte mostra che i viaggi d’affari rimangono ancora deboli. Per la precisione, la spesa rimane al di sotto del 50% rispetto al periodo pre-pandemico con un settore, questo, che ha «una prognosi diversa rispetto al leisure». La ricerca è stata fatta interpellando 150 travel manager americani a metà febbraio 2022.

Analizzando le interviste, la ripresa del business travel nel 2022 è a livelli ancora piuttosto lontani rispetto a 3 anni fa.

Tuttavia, molti meeting aziendali che negli ultimi due anni sono stati rimandati, finalmente avranno luogo. In misura molto minore le conferenze e i congressi, seppure spinti dalla ripresa di una parte dei voli lungo raggio tra Europa e nord America. A questo proposito, alla settimana del 2 maggio Oag rileva la capacità delle compagnie aeree internazionali ancora del 30,8% inferiore a quella del 2019, a livello globale.

Le incertezze e le speranze? La guerra in Ucraina, prima di tutto. Poi che la Cina riapra i suoi confini, che attualmente prevedono procedure di quarantena estenuanti anche nei Paesi terzi in caso di scalo aereo. Infine, l’emergenza Covid che con le sue varianti è tutt’altro che conclusa.

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Ripresa business travel 2022, la tecnologia minaccia ed opportunità

Prima di vedere la percezioni degli addetti ai lavori sulla possibile ripresa del business travel nel 2022, Deloitte fa un’altra considerazione. Che la tecnologia delle videoconferenze e delle videochiamate emersa con forza nel 2020 continui a sostituire alcuni meeting anche nel futuro.

Un dato su tutti: un anno fa, quando Deloitte fece la sua prima inchiesta sul business travel, emerse che la spesa era appena al 10% del 2019. Ma c’era ottimismo. Ottimismo subito azzoppato dalla ripresa del virus con le sue varianti. Molto diffuse in Asia peraltro.

Altro dato: sempre a giugno 2021, il 34% dei travel manager aziendali si aspettava di tornare al 50% del budget entro quell’anno. Ma così non fu, visto che questo accadde solo per l’8% di loro. Da qui, un ripensamento e una riprogrammazione delle trasferte di lavoro per il 2022.

Alla luce della “botta” del 2021, oggi solo il 17% si aspetta un recupero della spesa per BT entro la fine di quest’anno. Vale la pena ripetere il confronto: a metà 2021, l’aspettativa sul recupero era del 50%. Oggi è del 17%.

Ci sono però dei segnali positivi.

Le preoccupazioni legate alle restrizioni ai viaggi e al desiderio dei dipendenti di fare trasferte sono decisamente calate. In compenso ad aumentare sono i prezzi legati proprio ai servizi del business travel. E questo impegna non poco le aziende.

Nella tabella qui sotto, si evince che i travel manager sono fiduciosi nell’anno in corso. Anche se la ripresa completa del business travel del 2022 (rispetto ai livello del 2019) è decisamente lontana.

Ripresa business travel 2022

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Viaggi d’affari: buone prospettive sul lungo raggio

Secondo le riposte del travel manager interpellati da Deloitte, nel secondo trimestre del 2022 dovrebbe esserci una forte accelerazione.

Infatti, oltre un terzo dei viaggi dovrebbe riprendere, sempre rispetto al 2019. E dovrebbe andar meglio nel secondo semestre, nonostante alcune incertezze sulle regole per volare all’estero. Sempre citando la Cina, ad esempio, è possibile raggiungerla dall’Italia esclusivamente con voli diretti.

Tuttavia, in considerazione della temporanea indisponibilità di queste connessioni aeree, l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese nel Belpaese ha annunciato che è momentaneamente possibile fare scalo in un Paese terzo. Almeno fino alla mezzanotte del giorno in cui riprenderanno i voli diretti. Ciò comporta la quarantena nella destinazione dello scalo.

Tornando alla ricerca, nel 2023, Deloitte prevede un aumento della spesa, ma a tassi più blandi rispetto a quanto avviene oggi. Rimane la consolazione che gli spostamenti nazionali – in qualunque paese – saranno più facili. Le barriere persisteranno per i viaggi internazionali o intercontinentali. Questo a causa delle cancellazioni dell’ultimo minuto o del timore di essere bloccati all’estero in quarantena.

A proposito di business travel internazionali: nel 2019 hanno rappresentato il 25% della spesa. Fra due anni, addirittura per un’azienda americana su 4, le trasferte transatlantiche si avvicineranno o addirittura supereranno i livelli del 2019.

Il 54% ritiene che il business travel verso il Vecchio Continente rimarrà ancora al di sotto dei livelli prepandemici. Ecco che, la tabella qui sotto fa una panoramica della spesa prevista in base all’area geografica di destinazione.

Da tener presente, che questo report di Deloitte risale a prima dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Ripresa business travel 2022

Il principale fattore trainante per un ritorno ai viaggi internazionali si allinea con il principale fattore trainante dei viaggi nazionali: il motivo commerciale. Il 43% degli intervistati, infatti, classifica le visite di vendita tra i due principali motivi per inviare viaggiatori all’estero nel 2022.

A seguire: gli incontri di leadership (32%) e il lavoro sui progetti dei clienti (31%). Le conferenze affrontano un altro anno difficile. Infatti, solo il 15% ha classificato gli eventi del settore tra i primi due motivi per i viaggi internazionali.

Il nodo dell’aumento delle tariffe di viaggio

Deloitte ha evidenziato anche che la propensione ai viaggi d’affari è proporzionale al telelavoro. Nel senso che più i dipendenti ritornano in ufficio, più l’azienda si aspetta un incremento delle spese per business travel.

C’è però il nodo costi di viaggio, che è uno dei deterrenti alla ripresa. Per tenere sotto controllo tali costi, circa 3 aziende su 4 limiterà le trasferte.

Dal punto di vista della sostenibilità, invece, la società di consulenza rileva che un terzo dei travel manager americani ha detto di impegnarsi a ridurre le emissioni di carbonio. Uno dei modi per riuscirci sarà viaggiare di meno. Ma servirà l’aiuto anche delle Tmc.

[Leggi (in inglese) l’aggiornamento di Business travel outlook 2022]