Quando si parte per un viaggio internazionale, la sicurezza non riguarda più soltanto documenti, bagagli e spostamenti. C’è un altro elemento che viaggia sempre con noi e che, in molti casi, contiene praticamente l’intero itinerario: lo smartphone.
A confermarlo è la più recente Global Rescue Traveller Sentiment and Safety Survey, secondo cui il 21% dei viaggiatori internazionali con esperienza considera la perdita o il furto di smartphone, laptop o altri dispositivi elettronici la principale preoccupazione legata alla tecnologia durante un viaggio all’estero.
Dalla sicurezza digitale dipende ormai l’intero viaggio
Il dato riflette una trasformazione nelle abitudini dei viaggiatori. Oggi un singolo dispositivo può contenere biglietti aerei e carte d’imbarco, prenotazioni alberghiere, documenti, metodi di pagamento, contatti di emergenza e informazioni necessarie per muoversi in una destinazione.
Perdere il telefono, quindi, non significa semplicemente dover acquistare un nuovo dispositivo. Può voler dire perdere temporaneamente l’accesso a servizi essenziali proprio nel momento in cui servono.
«Oggi il viaggiatore porta con sé un intero viaggio dentro un singolo dispositivo», ha spiegato Dan Richards, CEO di The Global Rescue Companies e membro dell’US Travel and Tourism Advisory Board del Dipartimento del Commercio statunitense. In caso di smarrimento, furto o compromissione, ha sottolineato, le conseguenze possono estendersi dall’accesso ai trasporti e agli alloggi fino ai conti finanziari e alle comunicazioni.
Wi-Fi pubblico e “juice jacking”: la preoccupazione degli americani
La ricerca evidenzia però differenze significative tra i viaggiatori statunitensi e quelli provenienti da altri Paesi.
Tra gli americani, il 14% indica come principale preoccupazione gli attacchi attraverso reti Wi-Fi pubbliche malevole e il cosiddetto “juice jacking”, una tecnica che può sfruttare porte o stazioni di ricarica pubbliche compromesse per tentare di accedere ai dispositivi.
La percentuale scende all’1% tra i viaggiatori non statunitensi.
Aeroporti, hotel e hub di trasporto rappresentano alcuni dei luoghi in cui i viaggiatori sono più portati a collegarsi a reti pubbliche o utilizzare stazioni di ricarica condivise. Per ridurre i rischi, Global Rescue raccomanda tra le altre cose l’utilizzo di una VPN, di evitare operazioni finanziarie sensibili su reti Wi-Fi pubbliche e di portare con sé i propri dispositivi di ricarica.
Un’altra preoccupazione più diffusa tra gli americani riguarda l’incompatibilità tra voltaggio elettrico e prese: il 4% la indica come principale rischio tecnologico, contro il 2% dei viaggiatori non statunitensi.
Dall’estero aumentano i problemi con banche e autenticazione
Per i viaggiatori non statunitensi, invece, dopo il rischio di perdere o subire il furto di un dispositivo emergono soprattutto le difficoltà legate alla sicurezza bancaria e aziendale.
Tra le preoccupazioni figura il rischio di essere bloccati fuori dai propri account perché un accesso effettuato da un indirizzo IP estero viene interpretato come potenzialmente fraudolento. Il fenomeno registra un livello di preoccupazione quasi doppio rispetto a quello rilevato tra i viaggiatori statunitensi.
Più alta, inoltre, è la preoccupazione per la possibilità che un dispositivo venga confiscato o sottoposto a controlli digitali alle frontiere: il dato è del 12% tra i viaggiatori non statunitensi, contro l’8% tra quelli statunitensi.
Seguono il blocco geografico di app, siti web e motori di ricerca essenziali, indicato dall’11% dei non statunitensi contro il 9% degli statunitensi, e il mancato funzionamento degli SMS utilizzati per l’autenticazione a due fattori, una preoccupazione che riguarda l’11% dei primi e il 6% dei secondi.
La sicurezza digitale entra nella preparazione del viaggio
La fotografia restituita dalla ricerca mostra quindi come la preparazione di un viaggio internazionale debba includere anche una componente digitale.
Prima della partenza può essere utile effettuare un backup dei dispositivi, verificare le modalità di autenticazione degli account, predisporre sistemi alternativi per accedere alle informazioni essenziali e informare preventivamente gli istituti finanziari del viaggio.
L’obiettivo è evitare che la perdita di un singolo dispositivo possa trasformarsi nella perdita dell’accesso a una parte significativa della propria vita digitale.
«I viaggiatori internazionali devono ormai pensare oltre la sicurezza fisica», ha osservato Richards. Con controlli alle frontiere, sistemi antifrode bancari e minacce informatiche in continua evoluzione, preparare la propria identità e i propri strumenti digitali prima della partenza è diventato parte integrante della sicurezza di viaggio.













