Sotto il segno del drago

Il drago rallenta il passo. I venti minacciosi provenienti da Occidente frenano la crescita del gigante asiatico. La Cina esporta meno verso Usa ed Europa, all’interno il mercato immobiliare ristagna. Il Paese asiatico ha chiuso il primo semestre al 7,6%, il ritmo più basso degli ultimi tre anni: nel 2011 lo stesso periodo segnava +9,6%. È iniziata la parabola discendente?
La flessione si presenta in un momento di crisi globale, dopo 30 anni di crescita costante del Pil e dopo che nel 2010 la Cina ha sorpassato il Giappone come seconda economia al mondo. Come segnala il rapporto annuale del CeSIF, Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina,  il mercato locale è in crescita e risulta sempre più significativo per le aziende straniere, soprattutto nelle città di seconda e terza fascia. In questi centri urbani, in rapida espansione, i consumi sono sostenuti dall’incremento del reddito nei segmenti medio-bassi della classe media. Consumi che dovrebbero crescere ancora. Secondo le previsioni, entro il 2035 oltre un miliardo di persone, il 70% della popolazione, vivranno in 600 città, di cui 221 con più di un milione di abitanti.  Per le imprese e gli investitori esteri è un’opportunità senza precedenti.
Non a caso la Business Travel Survey di Uvet American Express evidenzia come in Italia l’Estremo Oriente continui a essere una destinazione emergente per i viaggi d’affari: il volume di spesa del traffico intercontinentale è passato dal 22,1% del primo semestre 2011 al 24%, cioè 1,9 punti percentuali in più, pari a un incremento della quota dell’8,6%. Tra le principali destinazioni spicca Pechino, con Shanghai e Hong Kong che registrano una diminuzione.
«La citazione è banale, ma più vera che mai: la Cina è sempre più vicina – afferma Silvia Tagliaferri, direttore commerciale Italia e Malta di Cathay Pacific, la compagnia aerea che collega quotidianamente l’Italia a Hong Kong con voli di linea da Roma Fiumicino e Milano Malpensa -. Lo è per il comparto moda e per il lusso, grazie agli elevati poteri di spesa in Asia. L’area East continua a crescere, la Cina in particolare. In misura minore il Sud Est asiatico: Vietnam, Indonesia, Malesia, Thailandia, che però ha un profilo più leisure. Le statistiche Iata indicano un incremento del 7-8%, prevedibile nella seconda parte dell’anno, soprattutto a ottobre, quando si svolgono le fiere e gli eventi della moda. I dati sembrano incoraggianti, ma nessuno può sedersi sugli allori perché su alcune destinazioni c’è molta concorrenza. Per noi l’Italia è un mercato strategico, soprattutto nel settore business, e la compagnia investe molto sul prodotto, sul personale, sui servizi. A Milano, città d’affari per eccellenza, si sono concentrati i  maggiori sforzi con un’elevata propositività e personalizzazione dell’offerta. Altri investono sul prezzo».
In effetti nessuno è rimasto a guardare. Air China ha inaugurato lo scorso anno il primo volo diretto tra Pechino e Milano Malpensa: solo 10 e ore e mezza e 3 voli settimanali per raggiungere la capitale cinese. Nello stesso periodo sono partiti i nuovi voli diretti Roma-Pechino e Pechino-Roma operati in code share da Alitalia e China Eastern, che con China Southern è uno dei principali vettori al mondo per numero di passeggeri.  Lo scorso aprile, prima in Europa, Air France ha aperto la linea tra Parigi Charles De Gaulle e l’aeroporto internazionale Tianhe di Wuhan, con tre voli settimanali. La città, crocevia della Cina centrale, in una posizione strategica tra Pechino, Shanghai e Canton, con nove milioni di abitanti è un importante polo commerciale, finanziario, industriale (in particolare per l’azienda automobilistica) e scientifico. A Wuhan hanno sede numerose multinazionali.  A febbraio Swiss ha inaugurato i voli tra Zurigo e Pechino e il mese successivo Lufthansa ha aggiunto i voli per Shenyang, popolosa città della Cina nord orientale e una delle più industrializzate del Paese, e Qingdao, sulla punta meridionale della penisola di Shandong. Tramite la controllata Dragonair, Cathay Pacific copre 19 destinazioni in tutta la Cina. Tra queste emergono Chongqing, la megalopoli che è una testa di ponte per lo sviluppo economico delle regioni occidentali, Ningbo e Hangzhou, sotto Shanghai, e Sanya sull’isola di Hainan, nel sud del Paese, che attira il turismo del lusso proveniente da Hong Kong.
Non stupisce che nel Paese asiatico i viaggi d’affari rappresentino una quota rilevante dell’economia nazionale. Secondo la Global Business Travel Association il volume di spesa passerà da 202 a 245 miliardi di dollari entro il 2013. «Il business travel è un driver dell’economia e la Cina non fa eccezione – afferma Welf J. Ebeling, Regional Director GBTS Asia -. I cinesi riconoscono quanto siano importanti i viaggi d’affari e gli investimenti nelle principali infrastrutture lo dimostrano».
Negli ultimi 10 anni i quattro principali aeroporti, Beijing Capital International, Shanghai-Pudong, Shanghai-Hongqiao e Guangzhou, hanno raddoppiato la propria attività. Ci sono progetti per la costruzione di 100 nuovi aeroporti nel prossimo decennio.

Un fuoriclasse dell’aviazione
L’hub di Pechino, secondo scalo mondiale con oltre 70 milioni di passeggeri nel 2011, è ancora una volta entrato nella top ten dei migliori aeroporti del globo secondo l’indagine Skytrax, che stila le proprie classifiche annuali sulla base dei pareri dei viaggiatori. Quest’anno sono 6 gli aeroporti asiatici che risultano tra i primi 10 e la Cina si aggiudica il terzo (Hong Kong International Airport) e il quinto posto (Beijing Capital International Airport). Anche i vettori del Far East dominano la classifica. All’aeroporto internazionale di Hong Kong, nelle prime 3 posizioni ormai da 10 anni, con Cathay Pacific, che è al quarto posto, il business traveller può immergersi nella lounge dallo stile minimalista, gli arredi italiani, sale da bagno private, un noodle bar per i cultori della cucina orientale (e un health bar per i salutisti). In volo può sperimentare la First Class, la migliore al mondo per gli Skytrax Awards, e avere a disposizione una “suite dei cieli” con un livello di comfort altissimo. Il check-in può essere effettuato anche in città nelle In-Town Station.

Nuove strutture alberghiere
Allo stesso modo l’hôtellerie è entrata in una fase dinamica. Starwood, una delle principali catene alberghiere internazionali, pensa di raddoppiare la sua presenza in Cina: a oggi quasi il 44% dell’offerta complessiva del gruppo è concentrata nella nazione asiatica che potrebbe diventare il mercato più grande della società al di fuori degli Usa. Raggiunto il traguardo dei 103 hotel, il gruppo prevede di inaugurarne altri 100. Hilton Worldwide con il suo portfolio di brand gestisce 90 alberghi nel Paese asiatico dove nel 2011 ha introdotto il lussuoso marchio Walford Astoria con l’apertura del premiato Walford Astoria Shanghai on the Bund.  Altri quattro hotel con questo marchio sono previsti entro il 2016. Il primo a Pechino e l’ultimo a Chengdu, capitale della provincia dello Sichuan, per espandere la presenza del gruppo verso la Cina centro-occidentale.
Accor, altro importante gruppo alberghiero internazionale, presente in Cina con 7 brand e 121 strutture in 47 città, a febbraio ha lanciato il marchio Mei Jei, una variante di Gran Mercure creata appositamente per il mercato cinese, con l’apertura dell’hotel Shangai Zhongya. Qui gli ospiti possono frequentare lezioni quotidiane di tai-chi. Negli ultimi 30 piani del nuovo International Finance Center di Canton è stato inaugurato lo scenografico Four Seasons Hotel Guangzhou, posizionato secondo le regole del feng shui. Dal piano terra gli ospiti raggiungono la lobby al 70esimo piano, con vista panoramica sul delta del fiume delle Perle.

Testo di Simona Silvestri, Mission n. 5, settembre 2012

Lascia un commento

*