Una sfida da vincere

La macchina organizzativa, seppur in ritardo, è finalmente partita. Lo scorso 21 novembre il Presidente del Consiglio Enrico Letta, in collegamento da Palazzo Chigi, ha presentato alla Triennale di Milano l’Agenda Italia per l’Expo 2015, una tabella di marcia centrata sulle prime e più urgenti 60 azioni che concorreranno a raggiungere i tre grandi obiettivi che gli organizzatori si sono prefissati: promuovere l’Italia nel mondo, investire sui temi di Expo, sostenere lo sviluppo dei territori.
L’Esposizione Universale del 2015 rappresenta una grande opportunità di rilancio per l’Italia e si sta già dimostrando uno straordinario attrattore di capitali stranieri. I Paesi che hanno deciso di costruire un proprio Padiglione nazionale sono ben 60 (su un totale provvisorio di 138 adesioni), mentre all’Expo di Shanghai 2010 erano soltanto 45. Gli investimenti esteri stimati raggiungeranno un miliardo e trecentomila euro, e quelli dei global partner privati hanno superato i 250 milioni. Tra i Paesi che hanno già aderito, Germania e Svizzera hanno sancito per i loro padiglioni un budget rispettivamente di 48 milioni e 19 milioni di euro. La Russia ha assicurato investimenti per circa 30 milioni di euro, dai Paesi del Golfo si attendono investimenti per più di 150 milioni di euro (tra cui almeno 70-80 dall’Arabia Saudita), mentre il governo indiano ha dichiarato che intende investire più di 10 milioni di euro, più del doppio di quanto investito nell’Expo di Shanghai. La Cina sarà presente all’Expo con ben tre padiglioni: quello istituzionale nazionale, dopo quello della Germania il più grande dell’intero spazio espositivo, quello corporate del colosso immobiliare China Vanke e un terzo che sarà nominato China Enterprise Joint Pavilion.
Durante i sei mesi dell’Esposizione si attendono circa 20 milioni di visitatori, con un impatto realmente epocale per tutta la filiera dell’industria turistica: 13/14 milioni dall’Italia, 3/4 milioni dall’Europa, e tre milioni da Paesi extra-europei, di cui almeno un milione di cinesi. Sulla carta l’evento dovrebbe riuscire a dare una spinta fondamentale per il rilancio della filiera agroalimentare italiana, il nostro biglietto da visita in tutto il mondo, incrementando sostanzialmente la quota di export.
Le istituzioni, che purtroppo hanno perso tempo prezioso in divisioni politiche e campanilismi, rallentando così in modo preoccupante la progettualità e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie, sembrano ora aver ritrovato la ragionevolezza e la volontà per fare finalmente e concretamente squadra e sistema.
L’obiettivo del piano programmatico elaborato in Commissione di Coordinamento per l’Esposizione Universale è quello di trasformare l’Expo da evento regionale a evento nazionale, coinvolgendo il territorio italiano nella sua interezza e costruendo la rete che permetterà a tutte le realtà locali di beneficiare delle ricadute del grande evento, in termini di indotto e soprattutto sul piano del turismo. Chiara anche la logica che sottende l’azione “corale” richiesta al Paese: i visitatori dell’Expo si fermeranno a Milano uno o due giorni, bisognà poi fare in modo che la permanenza nel Bel Paese si allunghi il più possibile.
Se le aspettative non andranno deluse, allora il semestre milanese contribuirà inevitabilmente a una significativa rinascita anche del mercato del Business Travel. Il turista del 2015 è un potenziale viaggiatore d’affari negli anni a venire. È necessario quindi conquistarlo e fidelizzarlo. Vediamo cosa pensano di questa opportunità alcune delle maggiori travel management company italiane.

Occasione storica
“L’Expo 2015 è la più grande opportunità che sia capitata agli operatori del settore, la sfida su cui scommettere tutti insieme nei prossimi due anni”. Così esordisce Luca Patanè, nella sua triplice veste di presidente di Uvet American Express Corporate Travel, presidente di Confturismo e presidente di Federviaggio: “Questo evento potrebbe essere l’occasione giusta per riuscire a creare un sistema vero e incrementare le entrate. E se possibile anche per istituire organizzazioni più grandi, solide e strutturate”.
“L’Expo rappresenta indubbiamente un’importante opportunità per le Travel Management Company italiane – dice Ercolino Ranieri, amministratore delegato Seneca – perché aprirà nuove prospettive anche di proposta di servizi. Penso possa essere un evento che riuscità a coinvolgere la nazione intera. Si ipotizza, infatti, che i visitatori estenderanno il proprio itinerario di viaggio anche ad altre destinazionani nazionali influenzando così la domanda e l’offerta”.
Ad allettare le Tmc italiane saranno soprattutto gli effetti duraturi nel tempo di Expo 2015, come sottolinea Davide Rosi, CEO di BCD Travel e presidente di GEBTA Italia: “Ciò che crediamo importante per il business travel, e per il turismo in generale, non è tanto quello che accadrà durante i complessivi sei mesi nei quali circa 20 milioni di persone, si stima, raggiungeranno il nostro Paese. Ciò che riteniamo davvero possa fare la differenza, è tutto quello che accade prima e che accadrà dopo. L’Expo 2015 è un occasione di enorme importanza per il Sistema Italia, per scatenare, con la forza necessaria, la spinta verso la revisione di sbagliate e frammentate politiche di marketing, commerciali e istituzionali, che fanno dello stivale la destinazione con maggiori potenzialità e minori capacità di attrazione”.
La forza dell’Expo, a differenza di altri eventi tematici per esempio di natura sportiva, è proprio quella di attirare turisti in modo trasversale che, di fatto, rappresentano tutti i settori economici e di business, e quindi potenziali investimenti. “L’Expo – continua Rosi – ci costringerà a prepararci a una tipologia di turista diversa rispetto ai nostri abituali ospiti, quella dei nuovi mercati, per la quale non siamo assolutamente pronti ma che, di nuovo, rappresenta il potenziale business traveller del futuro. Se la macchina organizzativa riuscirà a preparare un paese in grado di sorprendere il suo visitatore, creando un travel experience (visto che si parla di Expo esperenziale) positiva, allora ciò che accadrà dopo potrebbe essere una significativa rinascita, sia sul fronte del turismo incoming sia in termini di investimenti, scambi commerciali, eventi e, quindi, business travel”.
Simone Frigerio, direttore commerciale di Frigerio Viaggi, evidenzia come ci sarà un aumento dell’incoming e un maggiore volume di biglietteria aerea dall’estero per le delegazioni più lontane, mentre ritiene presumibile che molte persone dall’Europa useranno l’auto o il treno per raggiungere Milano. E mette l’accento su alcune criticità: “Una delle sfide principali per una Tmc sarà avere le camere alberghiere: oggi è davvero difficile avere a lungo termine i listini prezzi del 2015. Mentre una delle componenti più problematiche sarà la mobilità, intesa come viabilità e presenza di parcheggi, perché non solo parliamo di numeri davvero grandi a livello di presenze, ma anche di un periodo di tempo molto esteso”.
Certamente, tra le varie criticità, pesano i ritardi organizzativi, come dichiara Franco Gattinoni, presidente del Gruppo Gattinoni: “Sicuramente le istituzioni avrebbero dovuto muoversi più di un anno e il ritardo accumulato si fa sentire, ma finalmente qualcosa si sta mettendo in moto. Oggi, con la nascita del progetto Explora, la società consortile costituita da Camera di Commercio di Milano, Regione Lombardia con Finlombarda ed Expo spa, sembra che ci sia un po’ più di chiarezza e che ci sia la volontà di coinvolgere tutti gli attori che si occupano di turismo in un progetto condiviso. Quindi mi sento di affermare che l’Expo sarà un successo e porterà lavoro non solo a Milano, ma anche all’Italia, facendola tornare a essere un Paese con un’offerta strutturata e appetibile. Anche se al momento è un risultato che nonsiamo ancora in grado di quantificare”.
Secondo Carlo Lega, amministratore delegato di Uniglobe Easy Nite, manca da parte degli organizzatori una concreta attività di coinvolgimento degli attori del mercato: “Ritengo che si stia facendo poco per coinvolgere le piccole e medie imprese che operano nel mondo turistico e di business travel per sfruttare al meglio questa opportunità per il turismo italiano. La più grande criticità ad oggi riguarda la poca chiarezza e la poca informazione sulle iniziative a latere dell’attività espositiva”.
Giudizio molto severo nei confronti dell’operato delle istituzioni anche da parte di Ico Inanc, membro del CDA di Travel Specialist, co-owner dell’agenzia Il Viaggio Lufthansa City Center di Milano: “le istituzioni sono latitanti, per l’incoming di Milano non hanno ancora prodotto delle politiche integrate con il territorio. Il problema è che il piano per lo sviluppo delle infrastrutture (treni, strade) è ancora molto in ritardo. Non si può pensare che il treno Malpensa Express possa trasportare tutti quei visitatori solamente da piazza Cadorna. E poi alcuni progetti importanti come il tunnel d’ingresso a Milano sono stati bloccati. Speriamo che le aziende italiane grazie all’Expo incrementino la loro operatività all’estero”.

Lavori in corso
Ma con quali strategie e strumenti le Tmc nostrane si stanno organizzando in vista dell’evento?
“Tutte le società italiane che operano sui mercati internazionali – spiega Luca Patanè, presidente di Uvet American Express Corporate Travel – sfrutteranno l’Expo per organizzare meeting con le reti distributive al fine di invitare i turisti a visitare l’Esposizione e proporre percorsi tematici quali il design, l’arte, il luxury e il food. Noi avvertiamo già che c’è una forte propensione da parte delle aziende italiane a sfruttare l’evento per promuovere il proprio brand, organizzando incontri ed eventi per le proprie filiali estere e i segmenti più pregiati della clientela. Uvet ha già predisposto un’unità interna creata ad hoc che mette a disposizione di aziende e operatori internazionali servizi integrati di accomodation. Il tutto valorizzato dall’apporto nella formulazione dell’offerta che metteremo a disposizione dei nostri partner locali, presenti in molte regioni italiane”.
Studio di pacchetti tematici anche per Frigerio Viaggi. “Stiamo mettendo a punto pacchetti turistici, culturali ed enogastronomici da proporre a tutti i visitatori – dichiara Simone Frigerio, direttore commerciale di Frigerio Viaggi -. Inoltre, stiamo creando un reparto dedicato e pianificando la nostra presenza a una serie di fiere e missioni all’estero. Sempre con un occhio rivolto all’Expo 2015, abbiamo seguito il coordinamento operativo della XXII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero. 52 Paesi, 78 Camere di Commercio italiane all’estero, 250 delegati stranieri e più di 1.000 imprese lombarde si sono incontrate a Monza dal 9 al 12 novembre, con l’obiettivo di rafforzare i percorsi di internazionalizzazione e creare opportunità di business all’estero per le imprese”.
“La programmazione e la negoziazione dei servizi travel – sottolinea Ercolino Ranieri, amministratore delegato Seneca – saranno certamente tra le attività più interessate dall’Expo. Già dal 2012 abbiamo strutturato un gruppo interno che, in collaborazione con diversi partner, si sta interessando alla ricerca e alla implementazione di soluzioni finalizzate alla facilitazione della gestione del viaggio nel corso dell’evento, quali Applicazioni per smartphone e tablet e un Portale per offrire informazioni utili e offerte, soluzioni”.
La tecnologia mobile è protagonista anche della strategia di Travel Specialist. “Siamo un consorzio globale con 650 punti vendita in oltre 93 paesi al mondo – dice Ico Inanc, membro del Cda di Travel Specialist – quindi i nostri consociati ci stanno chiedendo quotazioni in vista dell’Expo. In particolare vogliono sapere cosa si puà fare prima o dopo l’evento. Chiedono informazioni per tre notti a Milano e poi almeno una settimana in giro per l’Italia. In vista del 2015, inoltre, stiamo lavorando su un’App per smartphone e tablet in grado di facilitare le prenotazioni dei servizi corporate a 360°: prenotare un taxi a New York, un tavolo in un ristorante di Istanbul o la stanza d’albergo a Tokyo. Sarà operativa entro il secondo trimestre del 2014”.
“La nostra dimensione internazionale (il mondo BCD Travel, ma anche il nostro azionista ACI e la rete di Automobile Club nel mondo), ci ha permesso di avviare confronti interni rispetto alla tipologia di offerta e di servizi che dovremmo mettere a disposizione dei nostri clienti e dei nostri partner – dice Davide Rosi -. Non appena anche il mercato dell’offerta sarà pronto, ci muoveremo in tale direzione. ?Le previsioni numeriche sono premature ma ci auguriamo di poter evidenziare, alla fine del 2015, un bilancio positivo e non solo nella nostra azienda ma nell’intero paese”.
“In occasione dell’Expo 2015 – spiega Carlo Lega, amministratore delegato di Uniglobe Easy Nite – punteremo sull’incoming su cui già lavoriamo a livello mondiale in special modo quello dedicato a coloro che hanno delle disabilità. Ci sitamo organizzando con programmi ad hoc per proporre non solo l’evento Expo ma anche l’Italia come meta turistica per i visitatori dell’Esposizione”.
Nuova business unit, infine, anche per Gattinoni. “Il nostro Gruppo crede molto nell’Expo – spiega Franco Gattinoni, presidente del Gruppo Gattinoni -. Proprio per questo nel 2013 abbiamo investito nella creazione di una nuova business unit, Made in Italy, che sta già raccogliendo le richieste di aziende e agenzie straniere che vogliono venire in Italia non solo per motivi di business travel, ma anche per Leisure e MICE”.

Testo di Michele de Gennaro, Mission n.7, novembre-dicembre 2013

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