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Flotte auto e veicoli aziendali: l’elettrico come scudo alla volatilità dei carburanti

Secondo un’indagine OneWedge, il 61% dei Fleet Manager teme un aumento dei costi delle flotte superiore al 20% nei prossimi sei mesi. L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con il coinvolgimento diretto dell’Iran, ha riacceso i timori sulla stabilità degli approvvigionamenti, spingendo il Brent stabilmente sopra i 90 dollari al barile. Le ripercussioni alla pompa sono immediate: al 10 marzo, i dati del Mimit confermano medie regionali per il gasolio self che hanno già varcato la soglia psicologica dei 2 €/litro. Una dinamica che colpisce con violenza inaudita il comparto della logistica e delle flotte aziendali.

L’impatto economico del caro carburanti (benzina e gasolio)

L’attuale scenario si traduce in un aggravio di costi stimato in 10 milioni di euro al giorno per il solo settore delle consegne “ultimo miglio” in Italia. Si tratta di una pressione finanziaria insostenibile nel lungo periodo, che rischia di innescare un effetto domino inflattivo.

In questo scenario critico, OneWedge – player specializzato in infrastrutture e servizi di ricarica per flotte – ha condotto una audit su un panel di gestori di parchi auto aziendali. I risultati fotografano una categoria in stato di allerta con rincari imminenti.

L’88% degli intervistati ritiene “alto o molto alto” il rischio di ulteriori aumenti del gasolio nei prossimi 90 giorni con budget sotto pressione. E per 61% stima un incremento dei costi di gestione superiore al 20% entro i prossimi sei mesi.

L’indagine evidenzia un nodo operativo cruciale: solo una minoranza dei gestori ritiene di poter trasferire rapidamente i rincari ai clienti finali. Per la maggior parte, l’aumento del prezzo del petrolio si traduce direttamente in una contrazione della marginalità.

Elettrico contro la volatilità dei carburanti per i veicoli aziendali

In tutto questo, secondo OneWedge, una possibilità di uscita strategica c’è. Di fronte all’incertezza dei combustibili fossili, l’87% degli intervistati considera “interessante” o “molto interessante” la possibilità di bloccare per 12 mesi il costo del kWh per la ricarica elettrica. Mentre il prezzo dei carburanti fossili rimane infatti ostaggio delle crisi geopolitiche, l’energia elettrica offre strumenti contrattuali che permettono di stabilizzare i costi operativi su base annuale.

Che significa questo? Per un fleet manager, poter contare su un prezzo fisso del “pieno” per 12 mesi significa eliminare l’incertezza dal bilancio e proteggere i margini aziendali dai picchi del mercato energetico. Ossia prevedibilità, efficienza . con  la riduzione dell’impatto dei costi variabili sulla logistica di ultimo miglio- e indipendenza con minore esposizione alle fluttuazioni del greggio.

“Quando petrolio e gasolio corrono per crisi geopolitiche, il problema non è solo il costo del pieno, ma l’impossibilità di pianificare i budget,” spiega Gianni Catalfamo, CEO di OneWedge. “Noi spostiamo il costo operativo fuori dalla volatilità: garantiamo un prezzo del servizio di ricarica fisso per un anno, anche su contratti pluriennali. Diamo alle aziende un riferimento stabile su cui costruire il proprio business.”

La transizione energetica, dunque, pare possa cambiare natura, per certi versi: da scelta legata esclusivamente alla sostenibilità ambientale a vera e propria strategia di copertura finanziaria.

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