I biocarburanti vengono spesso presentati come una possibile alternativa “pulita” ai motori elettrici. Una soluzione che potrebbe permettere ai veicoli con motore endotermico di continuare a circolare riducendo almeno in parte le emissioni climalteranti. Eppure, secondo una nuova analisi pubblicata da Transport & Environment (T&E), la realtà economica racconta uno scenario molto diverso.
Lo studio compiuto dal network europeo indipendente impegnato nella decarbonizzazione dei trasporti evidenzia infatti che utilizzare HVO (Hydrotreated Vegetable Oil, ovvero olio vegetale idrogenato) per alimentare un’automobile costa sensibilmente di più rispetto alla ricarica di un’auto elettrica.
A livello dell’UE, percorrere 100 km con HVO puro richiede in media circa 13,00 €, contro i circa 7,00 € euro necessari per la ricarica di un veicolo elettrico. In Italia – uno dei Paesi europei più attivi nella produzione di HVO e allo stesso tempo caratterizzato da prezzi dell’elettricità elevati – il divario rimane comunque marcato: circa 11,30 € ogni 100 chilometri per un’auto alimentata a biocarburante, contro 7,40 € per un’elettrica, pari a un costo superiore del 52%.
Secondo T&E, questi numeri ridimensionano l’idea che i biocarburanti possano rappresentare una soluzione economicamente competitiva per la mobilità privata. Anche perché, oltre ai costi, restano aperte le questioni legate alla reale disponibilità di materie prime sostenibili necessarie per produrli su larga scala.
UE, biocarburanti e auto termiche: il rischio di rallentare la transizione elettrica
Il confronto tra mobilità elettrica e biocarburanti arriva in una fase delicata per la politica industriale europea. Negli ultimi mesi Bruxelles ha avviato una revisione delle strategie per la transizione del settore automotive attraverso il nuovo il nuovo Pacchetto Automotive UE e l’Industrial Accelerator Act, mentre alcuni governi europei — tra cui Italia e Germania — chiedono che i veicoli alimentati con biocarburanti avanzati vengano considerati “a zero emissioni” nelle future normative sulle emissioni di CO₂.
Secondo T&E, però, questa impostazione rischia di rallentare la diffusione delle auto elettriche e aumentare i costi per gli automobilisti. La produzione di HVO realmente sostenibile dipende infatti da quantità limitate di materie prime di scarto, come oli da cucina esausti e grassi animali, già oggi insufficienti rispetto alla domanda potenziale.
’analisi evidenzia inoltre che auto, aerei e trasporto marittimo potrebbero richiedere entro il 2050 da due a nove volte più biocarburanti avanzati rispetto a quelli producibili in modo sostenibile. Attualmente l’Europa importa oltre l’80% dell’olio da cucina usato utilizzato per questi carburanti da Paesi extra-UE come Cina e Malesia, mentre circa il 60% dei biocarburanti consumati nell’Unione arriva dall’estero. T&E richiama anche il tema delle possibili frodi nella filiera, legate alle importazioni di oli esausti e sottoprodotti dell’olio di palma.
Tra gli esempi più simbolici riportati nello studio c’è quello dei grassi animali: secondo le stime dell’organizzazione, un’auto alimentata esclusivamente con questo tipo di biocarburante richiederebbe l’equivalente di circa 120 maiali all’anno. Nel caso dell’olio da cucina usato, servirebbe invece una quantità pari a circa 25 chilogrammi di patatine fritte al giorno.
I biocarburanti servono soprattutto agli aerei: usarli nelle auto può creare un problema strategico
Uno dei punti centrali dell’analisi riguarda la destinazione d’uso dei biocarburanti avanzati. Secondo T&E, il loro impiego dovrebbe essere prioritariamente riservato ai comparti più difficili da elettrificare, in particolare l’aviazione.
A differenza delle automobili, infatti, il trasporto aereo non dispone ancora di alternative tecnologiche mature e scalabili comparabili alla mobilità elettrica. Per questo motivo l’Unione Europea, attraverso il regolamento ReFuelEU Aviation, ha introdotto obblighi crescenti di utilizzo di carburanti sostenibili per il settore aereo.
Il problema è che la disponibilità di biocarburanti avanzati sostenibili resta limitata. Se una quota rilevante venisse assorbita dal trasporto su gomma, la pressione sulla domanda rischierebbe di far aumentare ulteriormente i prezzi, sottraendo risorse proprio ai comparti che ne hanno maggiore necessità.
Secondo le stime di T&E, l’introduzione di sistemi di crediti europei per incentivare l’uso dei biocarburanti nel settore automotive potrebbe comportare entro il 2050 un aumento della spesa per carburanti pari al 60% rispetto allo scenario attuale, con un costo aggiuntivo complessivo di circa 500 miliardi di euro.
Auto elettriche più protette dagli shock energetici: il petrolio pesa ancora sui costi europei
Nelle conclusioni del rapporto, le vetture elettriche risultano strutturalmente più efficienti rispetto ai motori a combustione e richiedono una quantità inferiore di energia per percorrere la stessa distanza. Una differenza che, nei periodi di instabilità geopolitica, si riflette direttamente sui costi sostenuti dagli automobilisti.
L’analisi realizzata da T&E sul possibile impatto delle tensioni in Medio Oriente e dell’aumento del prezzo del petrolio mostra infatti che, con il greggio oltre i 100 dollari al barile, il costo aggiuntivo per alimentare un’auto a benzina sarebbe circa cinque volte superiore rispetto all’aumento del costo di ricarica di un’auto elettrica.
Secondo le stime dell’associazione, percorrere 100 chilometri con un’auto a benzina arriverebbe a costare in media 14,20 €, di cui circa 3,80 euro legati direttamente all’aumento del prezzo del petrolio. Per un’auto elettrica, invece, il costo medio di ricarica sarebbe pari a circa 6,50 € ogni 100 chilometri, con un incremento limitato a circa 70 centesimi dovuto al rincaro dell’elettricità.
Il rapporto ricorda inoltre che nel 2025 l’Unione Europea ha speso circa 67 miliardi di euro per importare petrolio destinato alle automobili. Al contrario, gli oltre 8 milioni di auto elettriche già presenti sulle strade europee avrebbero evitato l’importazione di circa 46 milioni di barili di petrolio in un solo anno.














