Noleggio auto

Noleggio auto motore del mercato: ma senza riforma fiscale rischia di frenare

Il noleggio veicoli, non solo auto, si conferma il pilastro più dinamico della mobilità in Italia, in un mercato automotive ancora stagnante. I numeri parlano chiaro: 1,5 milioni di veicoli in flotta, oltre 526mila immatricolazioni nel 2025 (+11%) e una quota che rappresenta il 34% del mercato nazionale. Un settore che non solo cresce, ma sostiene concretamente il rinnovo del parco circolante e l’intero ecosistema della mobilità, dal turismo al mondo aziendale.

È il quadro emerso dal 25° Rapporto ANIASA, presentato dal presidente Italo Folonari, che fotografa un comparto sempre più centrale ma frenato da criticità normative e fiscali.

Flotte e aziende: il cuore della trasformazione

Il vero motore del settore è il noleggio a lungo termine, che ha raggiunto nuovi massimi storici: oltre 13 miliardi di euro di fatturato e circa 1,3 milioni di veicoli gestiti. Le flotte aziendali restano dominanti, ma cresce anche la componente privata, segno di un cambiamento culturale: dall’auto di proprietà all’auto come servizio.

I contratti si allungano (il 78% supera i 36 mesi) e le alimentazioni evolvono: il diesel è in forte calo, mentre ibride ed elettrificate (incluse plug-in) arrivano al 20%. Tuttavia, il percorso verso l’elettrico resta complesso, soprattutto per costi e infrastrutture.

Un ruolo sempre più rilevante lo gioca anche il canale indiretto (dealer e intermediari), mentre la digitalizzazione accelera: oltre un milione di veicoli connessi consente una gestione più efficiente delle flotte, riducendo tempi di fermo e costi operativi.

Breve termine: turismo e aeroporti trainano la crescita

Nel noleggio a breve termine, la crescita è più disomogenea ma comunque positiva: fatturato a 1,6 miliardi (+6,4%) e quasi 5 milioni di noleggi.

Il vero driver è il turismo, con il canale aeroportuale che genera il 60% del business e clienti per oltre metà stranieri. Un dato che evidenzia il ruolo cruciale del noleggio nel sostenere l’industria turistica italiana, soprattutto nei territori meno serviti dal trasporto pubblico.

Anche qui cambia il mix di offerta: accanto ai modelli ibridi più diffusi, cresce la presenza di brand cinesi, arrivati a pesare in modo significativo sulle immatricolazioni.

Car sharing in crisi: modello da ripensare

In netta controtendenza il car sharing, che attraversa una fase critica: i noleggi sono crollati da oltre 13 milioni del 2019 a meno di 4 milioni, con flotte ridotte di oltre il 70%.

Tra le cause: mancanza di supporto pubblico, regole non uniformi, costi operativi elevati e una fiscalità penalizzante (IVA al 22%). Un quadro che rischia di compromettere definitivamente un servizio che, in altri Paesi, rappresenta un pilastro della mobilità urbana.

Il nodo fiscale: la vera partita per il futuro

Secondo ANIASA, il principale freno allo sviluppo resta il contesto fiscale. Le attuali regole sulle auto aziendali – tra deducibilità limitata e penalizzazioni sui fringe benefit – stanno già inducendo molte aziende a rinviare il rinnovo delle flotte.

Da qui la richiesta di una riforma strutturale:

  • maggiore deducibilità per le auto aziendali, in linea con gli standard europei
  • riduzione dell’IVA al 10% per il noleggio a breve termine legato al turismo
  • revisione della fiscalità sul car sharing

Misure che avrebbero un impatto diretto su investimenti, rinnovo del parco auto e competitività del sistema Paese.

Elettrificazione del noleggio auto: rischio effetto boomerang

Altro nodo cruciale è il possibile recepimento delle direttive europee sulle quote obbligatorie di veicoli elettrici nelle flotte (45% al 2030 e 80% al 2035). Il settore esprime forte preoccupazione: obiettivi troppo rigidi, non allineati alle condizioni reali del mercato e alle carenze infrastrutturali, potrebbero produrre un effetto opposto a quello desiderato.

Il rischio concreto è un rallentamento degli investimenti e del ricambio delle flotte, con veicoli più vecchi, maggiori emissioni e impatti negativi anche sul turismo, soprattutto nelle aree meno servite.

Un settore strategico da sostenere

Il noleggio oggi rinnova le auto molto più velocemente della media nazionale (circa 4 anni contro oltre 13), contribuendo a sicurezza, sostenibilità e innovazione. In un mercato dell’auto in difficoltà, è proprio questo comparto a “salvare” volumi e transizione. Ma senza un quadro normativo e fiscale coerente, il rischio è di frenare uno dei pochi motori ancora accesi.

La sfida, quindi, non è solo industriale ma politica: riconoscere il ruolo strategico delle flotte e del noleggio per la mobilità, l’economia e il turismo italiano, accompagnandone la crescita con regole sostenibili e realistiche.

 

 

–> Leggi qui l’interessante analisi sulla mobilità odierna più tradizionale di quanto prevedevano i miti sfatati dell’ultimo ventennio per le auto. Presentato da Bain con ANIASA a Milano.

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