Mercato del business travel

Mercato del business travel, negli USA è a livelli record

Uno studio effettuato da Gbta mostra i numeri dei viaggi d'affari d'oltreatlantico, con circa 148,6 miliardi di dollari di entrate fiscali e benefici per l'occupazione

Negli Stati Uniti, il mercato del business travel ha raggiunto livelli record, che superano anche quelli prepandemia.

Numeri alla mano, nel 2024 la spesa ha toccato i 538,5 miliardi di dollari registrando una crescita del 7,5% su base annua (nel 2023 la spesa fu di 501,1 miliardi). L’ultima analisi della Global Business Travel Association (GBTA) ha inoltre rilevato che i viaggi d’affari hanno generato un PIL di 623,8 miliardi di dollari. I viaggi sono stati quasi 488 milioni, con una crescita del 4,6%.

I meeting e gli eventi rimangono un elemento chiave, con una spesa che ha toccato i 217,8 miliardi di dollari, rappresentando oltre il 40% della spesa totale per viaggi d’affari.

A beneficiare di questa situazione sono gli hotel e l’occupazione. Il mercato del business travel ha sostenuto infatti 6,7 milioni di posti di lavoro nel 2024, rispetto ai 6,4 milioni dell’anno precedente. Al tempo stesso, salari e stipendi legati al settore hanni registrato un aumentato del 10%.

I viaggi nazionali rimangono predominanti, con una spesa di 270 miliardi di dollari, mentre i viaggi d’affari internazionali in entrata hanno contribuito con 50,7 miliardi di dollari.

Mercato del business travel e occupazione

Uno studio effettuato da Gbta rivela che i viaggi d’affari sostengono 6,7 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti (un impiego su 24) e rappresentano il 2,1% del Pil.

Il rapporto rivela anche l’impatto di vasta portata dei viaggi d’affari su diversi settori. Oltre alla citata occupazione, ci sono le finanze pubbliche e le economie di tutti i 50 stati. In tutta la confederazione, portano 148,6 miliardi di dollari di entrate fiscali.

«I viaggi d’affari generano un valore che va ben oltre le aziende e i viaggiatori: hanno un impatto economico diretto sulle comunità di tutto il Paese». Così ha detto Suzanne Neufang, CEO di GBTA.

«Dal sostegno di milioni di posti di lavoro al finanziamento dei servizi pubblici, i dati dimostrano quanto profondamente negli Usa i viaggi d’affari si leghino a resilienza economica, crescita e alla competitività».

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Viaggi d’affari e crescita economica, la correlazione

I dati sottolineano anche il forte effetto moltiplicatore del settore sull’economia statunitense, rivelando che ogni dollaro investito in viaggi d’affari nel 2024 ha generato 1,16 dollari di PIL.

I viaggi d’affari sono intrinsecamente legati a una specifica località. Pertanto l’aumento della spesa per i viaggi si traduce direttamente in crescita economica, occupazione e gettito fiscale nelle località interessate.

Ritornando ai posti di lavoro generati dal mercato del business travel negli Stati Uniti si vede che 3,7 milioni sono diretti. Ad esempio: nei settori legati al turismo. Circa 1,2 milioni sono indiretti. Esempio: nelle relative catene di approvvigionamento. E poi: 1,8 milioni di posti di lavoro indotti.

Inoltre, nel 2024 il settore ha generato 366,4 miliardi di dollari in salari, sostenendo i lavoratori statunitensi nei settori dell’ospitalità, dei trasporti, dei servizi professionali.

In media, ogni viaggio d’affari ha generato circa 290 dollari di entrate fiscali. Ciò evidenzia il valore diretto del settore per i servizi pubblici e le entrate governative.

Lo studio Gbta rileva che senza i viaggi d’affari, le famiglie statunitensi dovrebbero versare ulteriori 1.102 dollari all’anno pin tasse.

Mercato del business travel, negli USA il 30% dura 3 o 4 giorni

Dove vanno le spese per i meeting? Ben 59,9 miliardi di dollari per la ristorazione, 47,9 miliardi in produzione e relatori e 34,3 miliardi in amministrazione dei meeting.

Lo studio sottolinea il legame essenziale tra i viaggi d’affari e l’economia in generale, evidenziando l’importanza di continuare a investire nei viaggi di lavoro. Un aumento di appena l’1% della spesa totale per i viaggi d’affari negli Stati Uniti si traduce in un beneficio per il paese.

In particolare, significa 66.800 posti di lavoro in più, 6,2 miliardi di dollari di PIL, 3,7 miliardi di dollari in salari e 1,4 miliardi di dollari di entrate fiscali.

Il 59% dei viaggi d’affari è avvenuto per riunioni di vendita, impegni con i clienti o viaggi governativi e militari.

Il 41% è stato effettuato per viaggi di gruppo, come convegni, corsi di formazione e seminari.

La durata più comune del viaggio è di 3 o 4 notti (30,5%), mentre i viaggi di durata superiore a 4 notti hanno rappresentato il 18,6% del totale con pernottamento.

I viaggi misti, in cui affari e svago si combinano nello stesso viaggio (bleasure), hanno costituito quasi un terzo di tutti i viaggi d’affari negli Stati Uniti (31,3%). In media, hanno visto una permanenza di 4,2 giorni.

Suzanne Neufang ha commentato così i dati. «Sebbene il 2024 sia stato un anno positivo per il business travel e il suo impatto economico, il 2025 e il 2026 hanno presentato o presenteranno nuove e complesse sfide. Sfide plasmate da crescenti tensioni geopolitiche, pressioni sui costi e incertezze transfrontaliere».

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