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Noleggio a Lungo Termine 2026: contratti più lunghi e boom di PHEV e BEV per battere i costi

Il Noleggio a Lungo Termine chiude il primo semestre 2026 a quota 529.167 contratti (-2,6%), ma per chi lavora con la mobilità il dato centrale è il profondo mutamento delle dinamiche contrattuali, geografiche e tecnologiche. Vediamo nello specifico i dati UNRAE.

I trend del primo semestre

Le aziende non-automotive si confermano il vero motore del mercato del noleggio, rappresentando il 64,5% della quota totale.

La gestione delle flotte aziendali in Italia sta affrontando una svolta storica: per ottimizzare il TCO (Total Cost of Ownership) e proteggersi dalle limitazioni al traffico e dalla svalutazione dell’usato, i Fleet Manager stanno abbandonando rapidamente i motori termici tradizionali a favore di soluzioni sostenibili.

La transizione energetica delle flotte nel primo semestre si delinea attraverso tre trend principali:

  • Phev: Registrano una crescita record del +51,9% (12,8% di quota totale). Questa tecnologia alla spina è guidata proprio dalle aziende non-automotive, che le riservano il 15,9% delle proprie preferenze.

  • BEV: Le auto 100% elettriche segnano un +22,8% (5,7% di quota), con ottime performance nel canale Dealer e Costruttori (15,9%), incubatore chiave per la mobilità a zero emissioni.

  • HEV: incremento del +16,8%. Full e mild hybrid si confermano la tecnologia di transizione preferita sia dalle aziende (33,7%) sia dai privati (38,5%).

Di contro, il declino di benzina e gasolio è drastico. Nel semestre, il diesel perde il 21,1% in volume e il benzina il 24,2%. Ad oggi, il gasolio resiste come scelta dominante solo per le flotte interne delle stesse società di NLT (39,6%).

Per le società, del resto, mantenere un parco auto ancorato esclusivamente al diesel rappresenta ormai un rischio concreto, non solo in termini di sostenibilità della flotta, ma anche per l’esposizione a una rapida svalutazione commerciale dei veicoli e a blocchi della circolazione urbana sempre più severi.

Contratti più lunghi per stabilizzare i costi

La durata media dei contratti sale a 23 mesi a livello generale, con il picco di 25 mesi proprio all’interno del canale delle Aziende non-automotive. Un processo che riflette la necessità di ammortizzare meglio i costi di transizione tecnologica. Estendere il ciclo di vita utile del veicolo a noleggio, infatti, può mitigare le incertezze legate ai valori residui delle nuove alimentazioni e garantire una maggiore stabilità nei canoni mensili.

NBT (Noleggio a Breve Termine): battuta d’arresto

Il comparto del noleggio a breve termine vive una fase di profonda ristrutturazione: registra una brusca battuta d’arresto con un calo del -21,7% nei volumi e si contrae al 13,0% di quota sul totale dei contratti (con una perdita di 3,2 punti percentuali).

Inoltre, il NBT si conferma come strumento per le esigenze temporanee o stagionali, registrando la durata contrattuale media più bassa del mercato, pari ad appena 11 mesi. A differenza del lungo termine, chi sceglie il breve termine punta su tecnologie di facile gestione e rifornimento immediato. Le ibride tradizionali (HEV) dominano con il 44,2% delle preferenze, seguite dai motori a benzina che tengono una quota altissima del 31,8%.

La mappa del noleggio in Italia

La distribuzione territoriale dei contratti evidenzia come il noleggio sia fortemente polarizzato attorno ai grandi centri economici, ma presenti dinamiche molto interessanti anche a livello locale.

La Lombardia si conferma leader assoluta con il 31,0% dei contratti nazionali. La regione è anche la patria indiscussa del noleggio aziendale, concentrando l’82,9% di tutti i contratti stipulati dalle Aziende non-automotive.

Il Trentino-Alto Adige si posiziona al secondo posto a livello nazionale (12,1% dei contratti totali), ma mostra una caratterizzazione unica legata alla forte concentrazione del Breve Termine: ben l’84,3% dei contratti registrati in questa regione appartiene infatti al canale del NBT, spinto dalle esigenze di flotta dei grandi operatori locali e del turismo.

Il Lazio si attesta saldamente sul terzo gradino del podio con l’11,5% dei contratti, seguito da Emilia-Romagna (8,8%, che spicca per una quota del 22,5% di contratti a società di NLT) e Veneto (6,5%).

In soldoni, se al Nord dominano le flotte aziendali, il Sud Italia si distingue per la massima penetrazione del noleggio ai clienti privati: le quote regionali più alte di contratti stipulati da Privati si registrano infatti in Molise (30,7%), Calabria (30,0%), Campania e Puglia (entrambe al 29,4%).

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