Il traffico aereo mondiale continua a risentire delle tensioni geopolitiche. A giugno 2026 la domanda aerea globale di trasporto passeggeri ha registrato il quarto calo consecutivo, confermando come il conflitto in Medio Oriente e il rincaro del carburante stiano frenando la ripresa del settore.
È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dalla International Air Transport Association (IATA), che evidenziano un contesto ancora complesso per compagnie aeree e viaggiatori, nonostante alcuni segnali positivi provenienti dal mercato europeo.
Domanda aerea globale in calo dell’1,7%
Nel mese di giugno la domanda mondiale, misurata in Revenue Passenger Kilometres (RPK), è diminuita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anche l’offerta di posti disponibili, espressa in Available Seat Kilometres (ASK), ha registrato una contrazione dell’1,3%, mentre il coefficiente di riempimento degli aeromobili (load factor) è sceso di 0,4 punti percentuali, attestandosi all’84,2%.
Se si escludono gli effetti della crisi in Medio Oriente, il quadro appare meno negativo: la domanda globale avrebbe infatti limitato la flessione allo 0,6%.
I voli internazionali tengono meglio
Il traffico internazionale mostra una maggiore capacità di tenuta rispetto ai mercati domestici.
A giugno la domanda internazionale è diminuita dello 0,9%, ma al netto del Medio Oriente avrebbe registrato addirittura una crescita dell’1,1%.
La capacità internazionale si è ridotta dello 0,6%, mentre il load factor si è attestato all’84%, in lieve calo rispetto allo scorso anno.
Secondo il direttore generale della IATA, Willie Walsh, la frenata osservata nel mese è stata determinata soprattutto dal rallentamento dei mercati domestici di Cina, Stati Uniti e Giappone, oltre che dalla domanda ancora debole delle compagnie del Medio Oriente.
Walsh sottolinea inoltre che le nuove tensioni nell’area rischiano di rallentare ulteriormente la ripresa della regione e di mantenere elevate le tariffe aeree attraverso l’aumento del prezzo del carburante.
Medio Oriente ancora l’area più penalizzata
Tra tutte le regioni del mondo, il Medio Oriente continua a registrare le performance peggiori.
Nel mese di giugno la domanda è diminuita del 13,9%, mentre la capacità si è ridotta dell’11,3% rispetto allo stesso mese del 2025.
Anche Nord America e Asia-Pacifico hanno chiuso il mese in territorio negativo, con flessioni rispettivamente dell’1,1% e del 2%.
La domanda aerea europea cresce
In controtendenza rispetto al quadro globale, l’Europa continua invece a mostrare una moderata crescita.
La domanda passeggeri è aumentata dello 0,8% su base annua, accompagnata da un incremento della capacità pari all’1,4%.
Il coefficiente di riempimento degli aeromobili è sceso leggermente all’87,5%, ma resta il più elevato tra tutte le macroregioni mondiali.
Secondo la IATA, uno dei principali fattori che sostiene il mercato europeo è il rafforzamento dei collegamenti diretti con l’Asia. Dall’inizio della guerra che ha coinvolto l’Iran, le rotte tra Europa e Asia hanno registrato una crescita della domanda dell’11%, risultando il corridoio internazionale con l’incremento più elevato.
ACI Europe: la crescita rallenta nel secondo trimestre
Anche i dati pubblicati da ACI Europe, l’associazione degli aeroporti europei, confermano un progressivo raffreddamento del mercato.
Nel primo semestre del 2026 il traffico passeggeri negli aeroporti europei è cresciuto del 2,6%, ma il ritmo di espansione si è notevolmente ridotto nel secondo trimestre.
Dopo un incremento del 4,3% registrato nei primi tre mesi dell’anno, tra aprile e giugno la crescita si è fermata all’1,3%.
Secondo ACI Europe, il rallentamento è legato principalmente agli effetti del conflitto in Medio Oriente, che ha ridotto il traffico verso la regione e spinto diverse compagnie aeree a contenere la capacità disponibile per fronteggiare il rincaro del carburante.
Italia tra i mercati europei più dinamici
Nel panorama europeo l’Italia si conferma uno dei mercati più vivaci.
Nel primo semestre del 2026 il traffico passeggeri negli aeroporti italiani è aumentato del 4,2%, uno dei risultati migliori del continente, davanti alla Spagna (+3,7%).
Più contenuta la crescita nel Regno Unito (+0,4%) e in Francia (+0,6%), mentre la Germania ha registrato una contrazione dell’1,2% rispetto ai primi sei mesi del 2025.
Un altro elemento significativo riguarda il mercato domestico europeo, cresciuto del 3% contro il 2,5% dei voli internazionali: è la prima volta dalla ripresa successiva alla pandemia che il traffico interno supera quello internazionale.
L’EES preoccupa gli aeroporti europei
Guardando ai prossimi mesi, ACI Europe richiama l’attenzione anche su un altro tema destinato a incidere sui flussi turistici: l’introduzione del nuovo Entry-Exit System (EES) dell’area Schengen.
Secondo l’associazione aeroportuale, le attese ai controlli di frontiera rischiano infatti di diventare un ulteriore ostacolo alla crescita del traffico, penalizzando l’immagine dell’Europa come destinazione efficiente e facilmente accessibile.
Domanda aerea ancora condizionata dalla geopolitica
I dati di giugno confermano che il settore aereo internazionale continua a muoversi in equilibrio tra domanda resiliente e forti elementi di incertezza.
Se da un lato l’Europa beneficia della riorganizzazione delle rotte verso l’Asia e di un mercato turistico ancora dinamico, dall’altro il conflitto in Medio Oriente, il costo del carburante e le possibili criticità operative legate ai controlli alle frontiere continuano a rappresentare i principali fattori di rischio per la seconda parte del 2026.











