fleet management ai tempi Coronavirus

Il fleet management ai tempi del Coronavirus

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Il fleet management ai tempi del Coronavirus: come stanno agendo i responsabili dei parchi auto delle grandi flotte di aziende i cui servizi vengono ritenuti essenziali, dunque pienamente operative? Lo abbiamo chiesto a Gianfranco Martorelli, presdente dell’Osservatorio Top Thousand che associa proprio società come Rai, Wind Tre di cui è fleet & mobility manager ed Enel, solo per citarne alcune.

«In un contesto in cui l’arma di contrasto più efficace per arginare il diffondersi del contagio è la limitazione degli spostamenti , appare ovvio il forte impatto che il Coronavirus possa avere sul settore della mobilità aziendale e sulla filiera dell’automotive più in generale.», esordisce il manager. Anche lui in smart working, come il decreto del Consiglio dei ministri suggerisce caldamente.

fleet management ai tempi del Coronavirus

Fleet management ai tempi del Coronavirus e mobilità aziendale con restrizioni

«Mobilità ridotta in generale è vero, ma molte imprese del nostro Osservatorio ricoprono un ruolo fondamentale per garantire dei servizi indispensabili proprio in funzione dell’attuale situazione di emergenza – continua -: pensiamo ai settori delle telecomunicazioni, dell’energia, dell’informazione, delle tecnologie biomediche, dei servizi finanziari, del trasporto di generi alimentari e delle merci».

Per loro l’operatività non è stata ridotta «anzi siamo ancora più vicini ai nostri drivers anche se operiamo  da remoto o saltuariamente in ufficio. Noi fleet manager siamo parte attiva nell’assicurare il diritto alla mobilità e la continuità del business, pronti ad intervenire focalizzati sull’obiettivo».

Ridefinizione delle priorità

In questo contesto, i responsabili dei parchi auto stanno ridefinendo le priorità nell’attività di gestione della flotta. Se da una parte, infatti, incrementa l’operatività quotidiana, laddove si tratta di auto aziendale in fringe benefit alcune urgenze vengono sospese. Un tema in evoluzione, invece, riguarda la manutenzione. Alcune officine stanno operando a orari ridotti, per proteggere i dipendenti e perché la domanda diminusice.

«Ma finora tutti i servizi sono stati garantiti e dovesse presentarsi qualche necessità non mancano le soluzioni tra car sharing e veicoli sostitutivi».

Gare, rinnovo parchi, canoni di noleggio

Altri aspetti di fleet management in tempi di Coronavirus riguardano le gare in corso per il rinnovo dei parchi, i canoni di noleggio e i contratti. Quali contraccolpi?

«Si dovranno adeguare le tempistiche delle scadenze delle gare – sottolinea Martorelli -, mentre alcuni noleggiatori hanno sospeso le nuove consegne. Ci saranno proroghe dei contratti, che già prevedono queste possibilità. Diverse clausole ci permettono di agire nella direzione dei posticipi per continuare a operare alle condizioni attuali».

In pratica, si andrà verso un adeguamento dei tempi con una correzione delle scadenze «che non condizionerà più di tanto le procedure avviate».

E’ lo scenario automotive a preoccupare

L’operatività, insomma, si gestisce. Il futuro dell’automotive, invece, preoccupa seriamente.

«Lo scenario globale non si presenta bene: il crollo delle immatricolazioni in Cina in febbraio è un brutto segnale (primo mercato al mondo, -92%). Inoltre, il Coronavirus rischia anche di frenare lo slancio verso la transizione all’elettrico per due ragioni. Da una parte condizionata dalla paralisi della filiera della componentistica cinese e dall’altra dal crollo del prezzo del petrolio potrebbe far perdere appeal nei confronti degli EV. Di fatto, è il più netto dalla Guerra del Golfo del 1991».

Approfondisci qui sulle fabbriche che chiudono.

L’auspicio: più razionalità nelle scelte

L’auspicio conclusivo del presidente di Top Thousand è sull’opportunità di riflessione che ogni crisi economica può portare. «Speriamo in future scelte intraprese con maggiore razionalità». E il riferimento non è puramente casuale: il rischio dell’aumento della tassazione sull’auto aziendale e lo stop alla circolazione del diesel senza criteri oggettivi sull’inquinamento sono le decisioni incriminate.

«Ci auguriamo che questa pausa, questa sospensione improvvisa, possa essere utile a tutti per riflettere sulle future scelte da intraprendere sul mondo dell’automotive e, con una maggiore attenzione e razionalità, si evitino atteggiamenti istintivi che già in passato hanno creato notevoli disagi».

 

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