Il conflitto iniziato il 28 febbraio sta delineando una “nuova normalità” per i viaggi d’affari, caratterizzata da un rapido adattamento delle policy aziendali a un contesto di forte instabilità.
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco temporaneo, la pressione sui costi operativi resta critica. Il carburante per aerei, che rappresenta fino al 30% delle spese dei vettori, ha subito rincari superiori al 60%, costringendo le compagnie a trasferire questi costi sulle tariffe finali.
Le proiezioni realizzate da GBT Consulting, basate sui flussi dall’Europa verso le principali direttrici internazionali, mostrano impatti significativi in particolare sulle rotte verso l’India e il Far East, aree storicamente presidiate dai vettori del Golfo.
Considerando un prezzo del petrolio stimato a 152 dollari al barile, il forecast prevede:
- Rotte verso l’India: Incrementi tariffari del 9% in Economy, 10% in Premium e fino al 15% in Business Class.
- Rotte verso l’Asia: Aumenti più contenuti grazie alla persistenza di una maggiore concorrenza, con un +6% per Economy e Premium e un +9% per la Business Class.
L’instabilità non risparmia il settore alberghiero: la crisi energetica continua a alimentare la pressione inflazionistica, con l’inflazione nella zona euro balzata al 2,5% a marzo.
In questo scenario complesso, le migliori Tmc restano al fianco dei Travel Manager per interpretare i dati e ottimizzare le strategie di viaggio in un mercato in continua evoluzione.












