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Il business travel non può più aspettare

Il business travel non può aspettare: le aziende hanno una reale necessità di riprendere i viaggi. Emerge da un sondaggio (tabella in calce) di International Sos su 203 travel manager intervistati nel quale una percentuale dal 41 al 36% risponde di avere questa “urgenza”. Il fornitore leader mondiale di servizi per la gestione dei rischi sanitari e di sicurezza per i datori di lavoro e i loro collaboratori a livello globale ne ha parlato durante un webinar con la partecipazione di Cft Group, azienda di Parma attiva nell’industria alimentare che realizza il 90% del fatturato dall’estero. «Siamo mille dipendenti di un’impresa “grande viaggiatrice” – argomenta Pier Mauro Dallasta, responsabile HR di Cft Group -. Durante il lockdown abbiamo cercato di capitalizzare sull’esperienza, continuando ad avere relazioni di fiducia con i nostri partner. Abbiamo ancora molte incertezze sui viaggi per una possibile recrudescenza della pandemia».

Infatti, ricorda Francesca Viliani, director public health di International Sos, che un terzo degli intervistati della survey è preoccupato per il benessere mentale dei viaggiatori aziendali. Come si pone il datore di lavoro rispetto a questo aspetto, di fragilità psicologica?

Dallasta: «Un equilibrio mentale è fondamentale, 400 nostri dipendenti in una settimana sono entrati in smart working, non lo avevamo mai fatto prima. Dalla fine di febbraio ci siamo visti costretti ad intervenire in modo inatteso. Da diversi mesi operiamo in questa modalità. Ciò che ci preoccupa è il rientro alla normalità in condizioni incerte: non abbiamo informazioni sui tempi e sui dati che riceviamo circa la pandemia. Prevediamo un lento piano di rientro perché dobbiamo gestire gli spazi dal punto di vista del distanziamento. Anche per i luoghi comuni negli edifici. Il focus è rientrare in ufficio in autunno. Il lockdown è finito, ma la pandemia va gestita con prudenza poiché è ancora in atto».

Business travel non può aspettare

Da parte di International Sos arrivano alcuni consigli su come impostare la ripresa dei viaggi d’affari sul piano della travel policy. «Come prima cosa ripetiamo sempre che il supporto al viaggiatore deve essere prima, durante e dopo la trasferta – così Gautier Porot, security director di International Sos-. Il dopo è particolarmente importante: va misurato l’impatto critico».

il business travel non può aspettare

Pier Mauro Dallasta

Altri punti fondamentali alla ripresa dei viaggi d’affari in un contesto dove la volatilità, l’incertezza, la complessità e l’agilità di reazione diventano autentici must to do.

  • assicurarsi che il principale partner industriale sia pronto: gli allentamenti nei Paesi europei sono attivati, le compagnie aeree ricominciano, conoscere le regole
  • l’anticipazione e le misure proattive sono quelle chiave per ripartire
  • favorire i voli diretti invece dei transiti
  • preferite catene alberghiere con programma di pulizia certificata, anche per l’auto
  • coprite con roaming perché si dovrà essere spesso online
  • fornire supporto psicologico
  • favorire i pagamenti online con carte di pagamento aziendali

Come cambia la travel policy dopo il Covid19

Cft Group sta apportando variazioni alla policy di viaggio: «La nuova edizione sarà pronta per luglio, avrà un nuovo approccio con più formazione sui dipendenti e la rassicurazione che siano consapevoli della ricezione delle informazioni. Lo sforzo deve essere anche loro. Oggi parliamo di sicurezza sanitaria ma domani il contesto potrebbe essere ampliato».

business travel non può aspettare

Pier Mauro Dallasta, Francesca Viliani e Gautier Porot durante il webinar di International SOS

La sicurezza è reputation aziendale

Francesca Viliani chiede se vengono presi in considerazione indicatori e parametri che permettano di fermare i viaggi se tornano picchi di epidemia, anche perché il 70% degli intervistati ha menzionato la seconda ondata come il rischio principale per la business continuity dell’azienda. Dallasta risponde che «iIl monitoraggio sulla mobilità internazionale è settimanale e che i business traveller devono avere la contezza di dove vanno e come proteggersi da tutti i rischi per la salute mentre sono in quel luogo. Anche i clienti che visitano si aspettano una certa professionale sicurezza. Il che significa ridurre le interruzioni di servizio il piu possibile, cosi come proteggere la reputazione aziendale».

Nelle aziende è importante individuare i ruoli per dare le risposte esatte. Gautier Porot solleva una questione essenziale, quella delle fonti delle informazioni. «Dove cercate le informazioni?». Interessante notare che per l’impresa vige la regola dell’ufficialità.

Dallasta: «Le prendiamo da fonti certe, istituzionali, certificate, ministeriali. Siamo in continuo contatto con le ambasciate e le strutture sanitarie internazionali. Evitiamo tutto ciò che può essere soggettivo. Possono certamente essere informazioni verificate, ma noi dobbiamo offrire fonti ufficiali».

Ripresa dei viaggi d’affari dopo il lockdown da Coronavirus

Sulla sicurezza dei viaggi d’affari ai tempi del Covid19, un altro approfondimento qui.

Approfondisci su International Sos e il Coronavirus, la società è stata la prima in Italia a portare in un evento l’argomento, allo scoppio della pandemia.

LINK al webinar per rivederlo

TABELLA

Sondaggio condotto su 203 intervistati

Dal 41% al 36% ha espresso una necessità critica di riprendere i viaggi d’affari entro 1/3 mesi in Europa

Al di fuori dell’Europa la percentuale va dal 32% al 33%

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