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I controlli delle spese aziendali inefficienti costano il 2% del fatturato

I controlli delle spese aziendali inefficienti costano 347 miliardi di euro all’anno all’Europa. Di essi, 34 miliardi sono da imputare a mancati rimborsi Iva, di cui 10 miliardi nella sola Italia. Ma le “perdite di fatturato” complessive per il Belpaese sono il triplo: 30 miliardi in confronto ai 62 delle imprese tedesche, ai 42 delle francesi e ai 37 mld di sterline delle inglesi. «Questo dato preoccupante corrisponde al 2% di fatturato per ogni azienda del Paese – commenta Carlo Gualandri, Ceo di Soldo –. In un momento senza precedenti per le aziende italiane obbligate al lockdown, è arrivato il momento di affrontare il problema di controlli di spesa inefficienti che costano denaro alle imprese».

La fintech europea, fondata dal manager italiano nel 2015, ha commissionato una ricerca a Coleman Parkes per misurare l’impatto della trasformazione digitale sulla funzione finanziaria all’interno delle Pmi di Italia, Regno Unito, Francia e Germania.

Ne emerge un quadro di spese aziendali poco digitalizzate, pertanto di una gestione inefficiente. E dispendiosa.

Controlli delle spese aziendali: rimborsi Iva non reclamati

Prendiamo il caso dei rimborsi Iva non reclamati: un problema di errori nell’elaborazione delle ricevute. All’interno di un processo troppo complicato. Gualandri: «Di fronte a pratiche così complesse, è certamente degno di nota il fatto che le aziende non reclamino denaro dallo Stato, cosa che tutto sommato spetterebbe loro di diritto per reinvestire nella crescita aziendale».

Secondo il Ceo di Soldo, gestire le spese aziendali in maniera più efficiente e con strumenti digitali dovrebbe essere una priorità dei team Finance aziendali. «Sono proprio loro che dovrebbero pianificare la strategia d’impresa per la crescita (o la sopravvivenza) nell’epoca Covid».

Interviste a 950 manager finanziari aziendali

Dalle interviste ai 950 manager finanziari aziendali emerge che solo 13% reputa le misure di controllo delle note spese adottate “molto efficaci”. Le criticità abbracciano diverse aree: i team Finance sostengono che l’eccessiva centralizzazione stia causando rallentamenti, una parte inutile di lavoro d’ufficio e, ancora, una scarsa visibilità sugli scontrini.

Ancora più grave il fatto che quasi un dirigente d’azienda su due (49%) non ha certezza sull’effettivo ammontare del capitale circolante.

Aggiunge Gualandri: «Le aziende dovrebbero investire in soluzioni digitali per avere un quadro completo del proprio capitale circolante e controllare meglio le spese». Tutt’oggi la manualità e la carta imperano: nelle attività di tenuta dei libri paga (45%), in quelle di rilascio e gestione di ricevute/fatture (49%) e di integrazione dei dati nei sistemi contabili (41%).

Il sistema di gestione delle note spese Soldo

Soldo realizza una tecnologia che consente a dipendenti e dipartimenti di effettuare acquisti, dalla pubblicità ai software, dalle spese di viaggio all’e-commerce.

Controlla i costi impostando budget personalizzati e monitora le transazioni in tempo reale.

Inoltre, si integra con i software di contabilità per automatizzare i report e risparmiare ore di lavoro. Soldo offre carte prepagate aziendali e il sistema ad esse collegato di gestione completo dei pagamenti.

Soldo e le carte prepagate dai Comuni per le famiglie in difficoltà

Dal primo lockdown, Soldo è stata contattata dai Comuni che volevano mettere a disposizione dei cittandini dei fondi di supporto per beni di prima necessità.

Grazie alla fintech, i vecchi “buoni spesa” sono stati tradotti in strumenti di pagamento che hanno fornito dati e tracciabilità dei bisogni. “Una scelta che hanno fatto 62 enti locali in tutta Italia, tra Comuni e Caritas, per un totale di 40mila carte distribuite e più di 16 milioni di euro caricati”, scrive il settimanale specializzato nel Terzo Settore, Vita.it.

Il 96% delle risorse caricate è stato speso in food, il 3% in servizi come farmacie, parafarmacie e utenze, l’1% in ferramenta e negozi di arredamento. Tutti i nuclei familiari hanno speso l’intero importo ricevuto, ma facendolo durare nel tempo.

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