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Controlli di sicurezza in aeroporto, Sita porta in Europa i lettori dei dati biometrici

Le nuove tecnologie vengono in aiuto dei controlli di sicurezza nei voli da o per l’area Schengen. In pochi anni, chi entra o esce dall’Europa sarà sottoposto a verifiche più rapide e sicure grazie alla tecnologia messa in campo dagli specialisti di Sita. Un tema di grande attualità in questa fase difficile di viaggi d’affari. Una più evoluta gestione digitale delle frontiere può consentire un rapido tracciamento dei contatti, tanto per fare un esempio facilmente intuibile.

Sita è un fornitore di tecnologia per l’industria del trasporto aereo e degli aeroporti, che entro il 2022 lancerà nel continente i “TS6 Automated border control (Abc) kiosks”. Tradotto: postazioni automatiche in grado di leggere i documenti biometrici, le impronte digitali dei passeggeri o altri dati-chiave come il riconoscimento facciale. Questa misura verrà gradualmente introdotta per far fronte alle richieste di modernizzazione e di velocizzazione da parte dei passeggeri, viaggiatori d’affari in primis, e dalle forze dell’ordine.

Il sistema di nuovi EU entry-exit systems (Ees, in termini tecnici) è stato voluto dall’Unione per compiere accurati controlli sui viaggiatori che attraversano i confini. Rientra nell’agenda della sicurezza e delle migrazioni e risale al 2016. Adottato nel novembre 2017, dovrebbe entrare in funzione a metà 2022.

La soluzione di nuova generazione messa in campo da Sita utilizza i dati biometrici presi negli Abc Kiosks per ridurre la congestione degli aeroporti. Questo significa snellire il flusso di passeggeri e, al tempo stesso, fornire dati di alta qualità a governi e forze di polizia in servizio in dogana.

Visita il portale Sita.aero.

Controlli di sicurezza con riconoscimento facciale

Controlli di sicurezza

Sita ha una lunga esperienza nel realizzare sistemi hi-tech da impiegare nelle dogane di aeroporti e porti. Queste soluzioni si applicano a 360 gradi, in modo che forze dell’ordine, agenzie doganali o istituzioni possano gestire l’identità dei passeggeri attraverso i dati raccolti con la tecnologia della società fondata nel 1949 da undici compagnie aeree. Tra loro Air France-Klm e British airways che vollero efficientare i costi attraverso infrastrutture condivise, combinando le loro reti di comunicazione.

Jeremy Springall, vice-president del Border management ha commentato l’introduzione dei nuovi strumenti. «La novità degli EU entry-exit systems porterà sì significativi benefici. Ma anche importanti sfide operative per gli operatori, che dovranno snellire le operazioni di controllo alle frontiere. Gli stati membri della Ue hanno un’unica opportunità per trasformare le proprie attività di frontiera integrando tecnologie vecchie e nuove».

Con quanto messo in campo da Sita, i viaggiatori in arrivo nell’area Schengen potranno confermare la loro registrazione nel sistema centrale degli Abc Kiosks. Poi potranno aggiornare i propri dati di viaggio con qualunque documento in loro possesso e confermare i valori biometrici. Questi ultimi, possono essere utilizzati ai gate per identificare i passeggeri che potranno così imbarcarsi anche solo col riconoscimento facciale.

Studio Sita: la gestione del viaggio avviene via smartphone

Controlli di sicurezza ai gate con un transito ogni 5 secondi

La necessità di raccogliere dati biometrici e biografici per tutti i cittadini di paesi terzi alla UE in ingresso nell’area Schengen farà aumentare i tempi di attesa ai desk del controllo passaporti. E ai controlli di sicurezza. Le autorità dovranno far fronte a questo problema, soprattutto in tempi di emergenza Covid-19.

Sita risolve così il problema: mentre la scansione facciale di un passeggero inizia quando questo passa attraverso il gate, il viaggiatore successivo può iniziare a scansionare il proprio documento. Questo accelera il processo e fa sì che ci sia il transito di un passeggero ogni 5 secondi.

Questo va incontro alle richieste di chi viaggia, che chiede più snellezza in fase di partenza. A tal proposito, a gennaio e febbraio 2020, Sita ha raccolto le risposte di circa 7.000 passeggeri in 27 Paesi. Il 34% di essi ha affermato che la tecnologia di identificazione è la cosa che renderebbe migliore il proprio viaggio. Molto più del 5G e dell’intelligenza artificiale negli aeroporti.

E questo è ancora più vero durante la pandemia di Coronavirus, visto che l’interazione tra i passeggeri e chi lavora in aeroporto sarebbe minore. Fino a oggi, Sita ha installato oltre 5.000 Abc Kiosks in paesi EU ed extra europei. Il network di manutenzione è presente in maniera capillare per garantire il corretto funzionamento degli stessi.

Approfondisci sulla biometria negli aeroporti statunitensi: Emirates l’ha provata per prima.

Bagagli smarriti: nel 2019 solamente 25,4 milioni su 4,5 miliardi di viaggiatori

Sita realizza anche tecnologie per il tracciamento dei bagagli. Ad esempio, Lufthansa utilizza il suo “Worldtracer self service”. Si tratta di un’applicazione mobile che permette di segnalare in pochi minuti anomalie nella riconsegna di borse e valigie. Presentando i dettagli su volo, bagaglio e passeggero in quattro semplici passaggi, evitando code ai banchi lost and found.

Dopo il successo riscosso da un test all’aeroporto di Monaco di Baviera, Lufthansa ha attivato il servizio a Francoforte. L’intenzione è di estenderlo in tutto il mondo e anche per Swiss e Austrian Airlines. Le compagnie aeree risparmiano in media 10 dollari per ogni segnalazione di bagaglio disguidato grazie a questa app.

Questo know how permette a Sita di realizzare ogni anno la ricerca Baggage Insights che nel 2019 ha contato 5,6 valigie danneggiate, smarrite o rubate ogni mille passeggeri. L’analisi è stata presentata recentemente e mostra uno dei valori più bassi dell’ultimo decennio.

In 12 anni abbiamo registrato il 70% di disguidi in meno tra i bagagli grazie alla tecnologia. A fronte dell’aumento dell’80% dei passeggeri negli aeroporti.

Nel 2019 i bagagli disguidati sono stati 25,4 milioni a fronte di una cifra record di 4,54 miliardi di viaggiatori. L’81% imbarca almeno una borsa, per un totale di 4,3 miliardi di “valigie in volo”. Il 95% viene restituito al proprietario – seppur in ritardo o danneggiato – e solo il 5% risulta smarrito.

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