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La digitalizzazione delle aziende italiane galoppa con il Covid19

La digitalizzazione delle aziende italiane galoppa con il Covid-19. Il 42% ammette che l’emergenza legata alla pandemia, con i conseguenti lockdown, ha fatto balzare in primo piano l’esigenza di migliorarne il livello di adozione. E tra le forme più diffuse della digitalizzazione c’è la connessione tra i reparti aziendali, per lavorare da remoto, un po’ per tutti gli uffici. Non solo quelli che facilmente comunicano in rete, ad esempio l’amministrazione. Anche la produzione e gli acquisti ormai non possono prescindere da funzionalità digitali ampliate. Che stanno salvando la business continuity aziendale. Una ricerca di Sap Concur in collaborazione con la Cgia di Mestre mette in evidenza interessanti aspetti.

Subito la metodologia: il sondaggio è stato condotto tramite interviste telefoniche (sistema Cati) a 500 titolari/soci, direttori/dirigenti, quadri/funzionari di imprese con almeno 50 addetti tra giugno e luglio 2020. In tutta Italia.

L’indagine vuole rispondere alle domande:

Nel 2020 qual è il livello di digitalizzazione delle aziende italiane?

Quanto ha influito il lockdown a dare una spinta in termini di “cambiamento tecnologico”?

Quanto è diminuito il fatturato nei 3 mesi di fermo dovuto alla pandemia?

Digitalizzazione delle aziende italiane: la ricerca di Sap Concur

Oltre all’esigenza di migliorare il tasso di digitalizzazione, l’emergenza Covid-19 ha scaturito quella del telelavoro e dell’e-commerce. Non in ultimo la necessità di una gestione automatizzata dei rapporti con il personale (8,1%), strettamente legata alle forme di lavoro da casa.

digitalizzazione delle aziende italiane

Alessia Poletti

A causa della chiusura delle frontiere, passano in secondo piano la gestione digitalizzata della nota spese del personale (1,1%) e l’implementazione di tool di prenotazione viaggi (0,5%).

Commenta Alessia Poletti, senior field marketing manager per Italia, Malta e Grecia di Sap Concur: «La situazione in cui tutti noi ci troviamo ha ridefinito pesantemente il modo di operare delle aziende italiane. Il Covid-19 ha portato alla luce un bisogno già ampiamente noto, quello della digitalizzazione, facendolo passare da ciò che talvolta si considerava un “qualcosa in più” fino a considerarlo un fattore chiave per la sopravvivenza delle imprese».

Digitalizzazione dei processi aziendali

Per la società specialista di expense management nel business travel, oggi diventano fondamentali processi completamente integrati, soprattutto nella spesa aziendale.

In definitiva, da parte del campione la percezione del livello di digitalizzazione delle imprese si attesta su soglie elevate. Nell’80% dei casi supera il 50% dei processi. In Centro Italia ben 86 imprese su 100 dichiarano di avere più del 50%.

Le forme della digitalizzazione in azienda

Il primo dato: 9 medie-grandi imprese su 10 con più di 50 addetti sono digitalizzate. Guida la classifica il Nord con percentuali del 92%, ma nel Mezzogiorno si scende all’82%.

Tra le forme di digitalizzazione, le più diffuse riguardano la connessione delle aree aziendali (56,1%) e la gestione automatizzata dei rapporti con il personale (38,6%).

Con riferimento a quest’ultima, 2 imprese su 3 utilizzano forme di smart working (66%).

A seguire, la gestione digitalizzata della nota spesa del personale per il 33,4% e dei viaggi aziendali per il 20,1%.

In più della metà (56,1%) delle imprese intervistate le aree aziendali sono connesse tra loro digitalmente.

Le aree di connessione considerate riguardano i comparti di produzione, acquisti, amministrativo/contabile, gestione magazzino attraverso software.

Il 38,6% delle aziende utilizza procedure di gestione automatizzata dei rapporti con il personale. Con l’impiego di software dedicati per attuare lo smart working. Spiega la ricerca: «In particolare, il telelavoro è molto diffuso nel Nord del Paese con un picco a Nord Est dove è stato applicato da più di 3 imprese su 4, mentre al Sud ne ha fatto ricorso una impresa su due».

Nell’ambito della gestione automatizzata del personale, le parti relative ai viaggi aziendali e alla corrispondente nota spese sono ancora poco utilizzate in maniera digitale. In particolare per l’organizzazione di trasferte di lavoro in maniera digitale si evidenzia un 25,5% di utilizzo al Nord Ovest con quote sensibilmente più basse per le altre ripartizioni geografiche.

E-commerce ed e-procurement

La ricerca di Sap Concur ha poi indagato altre forme di digitalizzazione, come le vendite online. Poco più di 3 imprese su 10 utilizza sistemi integrati di vendita/marketing con i quali si monitorano i clienti e si instaura con loro una relazione per la soddisfazione dei bisogni (Crm)

Al Centro e al Nord d’Italia, 2 imprese su 10 si sono “lanciate” nell’e-commerce. Le frequenze di utilizzo salgono leggermente al Nord Ovest (34,8%) e Nord Est (31,5%) e si attestano invece al di sotto del dato nazionale al Mezzogiorno (27,2%) e al Centro Italia (26,1%).

Invece, negli acquisti di beni e servizi con piattaforme digitali prevale il Centro con una impresa su 3 che se ne avvale.

Nella media generale, poco meno di 3 imprese su 10 utilizzano delle piattaforme digital di E-procurement.

Fatturato delle aziende durante il lockdown

Nei tre mesi di lockdown l’87% delle imprese con almeno 50 addetti ha subito una riduzione del fatturato.

Più di 1 su 2 (52,7%) ha subito perdite di almeno il 30%, mentre l’11,3% segnala di non averne riscontrato.

La riduzione del fatturato è maggiormente diffusa al Nord Ovest (88,9%) e al Nord Est (85,8%), mentre nel Centro Italia si segnalano per il 61% aziende con un calo di almeno il 30% del fatturato.

Approfondisci sulla ricerca di Sap Concur e Cgia di Mestre

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