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Il Gruppo Accor riapre il 70% delle strutture entro luglio

L’emergenza Covid19 ha rallentato il giro d’affari anche del Gruppo Accor, che ha chiuso il 62% dei suoi 5.085 hotel. Entro il mese di luglio il 70% delle strutture tornerà operativo. Subito prima del blocco delle attività, tuttavia, la catena francese era riuscita ad aprire 58 nuovi hotel e 8.000 camere aggiuntive. Un risultato soddisfacente, data la situazione attuale. Con la fase 3 e nei mesi successivi, il gruppo ha in programma altre 208.000 camere e 1.202 alberghi, di cui il 76% in mercati in via di espansione.

Gruppo Accor

Sébastien Bazin CEO del Gruppo ACCOR

«Quella che il mondo sta affrontando è una crisi sanitaria senza precedenti», ha detto Sébastien Bazin, presidente e Ceo.

«Ci troviamo oggi di fronte ad una duplice sfida: gestire l’emergenza ed essere pronti a ripartire. Il gruppo può fare affidamento su una posizione stabile per affrontare la situazione mentre stiamo mettendo in campo misure drastiche per adattarci».

Nel primo trimestre 2020, Accor ha registrato ricavi in flessione del 17% e un Revpar (fatturato per camera disponibile) a -25,4%.

Leggi della partnership tra Accor e Sabre

Gruppo Accor, estesa la validità delle carte business

Nelle ultime settimane, il Gruppo Accor ha visto un nuovo interesse nella domanda di viaggi. Al punto che le prenotazioni alberghiere sono raddoppiate. In Francia, sono aperti 900 hotel su 1.573 con trend in crescita. Intanto, l’azienda alberghiera transalpina ha puntato sulla flessibilità delle prenotazioni estendendo la possibilità di cancellazione. Ma anche dando la possibilità di mantenere i benefit guadagnati con l’accumulo di punti.

Con il programma “All-Accor Live Limitless“, i clienti che hanno prenotato con una tariffa flessibile possono cancellare la camera fino al giorno stesso di arrivo. Senza supplementi.

Come regola generale, poi, chi ha prenotato a una tariffa non flessibile direttamente dal sito della compagnia fino al 30 giugno può cancellare e riservare per una data successiva gratuitamente. Entro 18 mesi e nello stesso hotel. Oppure può ricevere un voucher per un utilizzo successivo.

Novità anche per quanto riguarda lo status di “cliente abituale”: se raggiunto nel 2019 sarà esteso al 31 dicembre 2021. E i punti guadagnati potranno essere spesi con più comodo, grazie al programma prorogato.

La validità delle card Business Plus e Ibis Business sarà estesa di 6 mesi.

Hotel e sicurezza durante il Covid19

In tutto il mondo, l’azienda ha messo in campo nuove misure a tutela della sicurezza dei propri ospiti. E dei dipendenti. Come? Attraverso il marchio “Accor’s Allsafe”, e con il supporto di Bureau Veritas, ha varato un protocollo molto stretto che, prima di essere esteso, è stato testato presso l’Ibis budget Marseille l’Estaque, l’Ibis Laon e l’hotelF1 Louviers.

Su cosa si basa la sicurezza?

Per quanto riguarda i front office, si è incoraggiato il pagamento con carte di credito. E si sono ridisegnate le hall, dove vengono effettuati frequenti pulizie nei punti di maggior affollamento. Le camere: nuove procedure di pulizia e di sanificazione. Nelle aree della colazione è stato modificato il buffet e viene incentivata la consumazione in camera o il “take away”. In cucina: distanziamento del personale e nuovo protocollo di pulizia e disinfezione.

Siccome la pandemia non è terminata, il Gruppo Accor ha siglato un accordo con l’istituto Pasteur per supportare la ricerca e le iniziative per combattere il Coronavirus. I clienti che partecipano alla raccolta punti di fidelizzazione possono fare una donazione al centro di ricerca.

Gruppo Accor: Revpar nei mercati

  • In Francia, si è registrato un fatturato a -22,4%. Il lockdown, iniziato il 17 marzo, ha comportato una chiusura temporanea di più del 75% degli hotel Accor francesi.
  • Nel Regno Unito, il Revpar è sceso del 22,1%. Londra è stata la città maggiormente colpita, con un -23,9%. La maggior parte delle strutture inglesi è chiusa dal 25 marzo.
  • In Germania, dove le misure sono state adottate a partire dal 22 marzo, è stata generata una decrescita simile a quella francese, del 24,5%.
  • La Spagna, entrata in lockdown il 14 marzo, ha registrato un decremento del 29% nel primo trimestre.
  • In Cina, il Revpar ha registrato una decrescita del 67,7% nel primo quarter 2020. Nel paese cominciano ad avvertirsi e primi segnali di miglioramento. I prezzi medi rimangono bassi, dal momento che la maggior parte delle camere sono state messe a disposizione del personale medico per misure di contenimento.
  • In Australia, dove il Covid-19 ha avuto un impatto minore, la decrescita del Revpar è stata meno sentita, con un -18,2%. Il dato è stato mitigato anche dal fatto che gli hotel sono qui stati utilizzati per le quarantene.
  • In Africa e Medio Oriente, il Revpar è sceso del 21,4%. Il trend è stato qui simile a quello europeo, a causa della chiusura delle Città Sante, a partire da fine febbraio.
  • In America del Nord, Centrale e ai Caraibi, il Revpar è stato condizionato dalla chiusura di numerosi hotel dalla metà di marzo, e si assesta su una decrescita del 22,2%.
  • Infine, il business si è dimostrato essere resistente in Sud America, dove il Revpar è sceso dell’11,2%. Questo dato va considerato in relazione a ritardo della pandemia nell’arrivare a toccare questa area geografica.

 

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