American Express Global Business Travel passerà presto di mano. Long Lake Management ha annunciato l’acquisizione della più grande agenzia di viaggi corporate al mondo in un’operazione da 6,3 miliardi di dollari, offrendo 9,50 dollari per azione — un premio del 60% rispetto alla chiusura di venerdì.
Grandi nomi come Expedia, Qatar Investment Authority e BlackRock hanno già espresso il proprio sostegno alla transazione.
La notizia non è sorpresa: già a fine novembre circolavano voci su una possibile vendita, dopo un anno in cui il titolo GBTG aveva faticato a decollare sul New York Stock Exchange. Quotatasi nel maggio 2022 tramite una SPAC, l’azienda non è mai riuscita a convincere davvero i mercati, con le azioni ancora circa il 31% al di sotto del massimo degli ultimi 52 settimane al momento dell’annuncio.
Chi è Long Lake e cosa vede in GBT
Fondata nel 2023, Long Lake è una realtà giovane ma ben sostenuta: alle spalle ha Alpha Wave — che ha investito in OpenAI, Anthropic, SpaceX e TikTok — e General Catalyst, fondo con un portafoglio che spazia da Airbnb a Stripe. Il suo modello si concentra su tecnologie “di frontiera” applicate ai settori dei servizi, e in Amex GBT vede soprattutto un vettore per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale nel mondo dei viaggi d’affari: prenotazioni più rapide, gestione automatizzata dei disservizi, amministrazione semplificata.
Non è un dettaglio secondario che Ken Chenault, ex CEO di American Express e oggi presidente di General Catalyst, sia direttamente coinvolto nell’operazione. American Express, che deteneva ancora una quota del 30% dalla quotazione in borsa, cederà l’intera partecipazione — ma il nome resterà: GBT manterrà la licenza d’uso del marchio per garantire continuità ai propri clienti. Paul Abbott rimarrà al timone come CEO.
Un percorso in borsa travagliato
La storia recente di Amex GBT è quella di un’azienda che ha fatto mosse ambiziose senza riuscire a tradurle sempre in valore di mercato. L’acquisizione di CWT, chiusa a settembre per 540 milioni dopo quasi 18 mesi di scrutinio regolatorio in UK e USA, e la partnership tecnologica con SAP Concur — un progetto congiunto chiamato Complete — avrebbero dovuto segnalare forza e visione. I mercati non hanno risposto con entusiasmo.
A pesare sul titolo, oltre alle incertezze macroeconomiche e ai rischi geopolitici legati ai viaggi internazionali, c’erano domande legittime sulla complessità gestionale dell’azienda: integrare CWT, sviluppare Complete, più Egencia e Neo in parallelo è un programma impegnativo. I dubbi sulle piattaforme tecnologiche legacy non hanno aiutato, così come la crescita delle spese di marketing — salite oltre 440 milioni — che comprimeva i margini proprio mentre i risultati nel segmento PMI mostravano segnali di rallentamento.
A febbraio, con il titolo vicino ai minimi, il consiglio di amministrazione aveva raddoppiato il programma di riacquisto azionario fino a 600 milioni.
I numeri che convincono Long Lake
Eppure, i fondamentali raccontano un’altra storia. Nel primo trimestre del 2026 i ricavi sono cresciuti del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, spinti anche dall’integrazione di CWT. I nuovi contratti hanno raggiunto un valore di 3,4 miliardi di dollari — tra i clienti acquisiti figura Pfizer — con un record di 2 miliardi nel solo segmento PMI. Il tasso di retention dalla chiusura dell’acquisizione CWT si attesta al 96%.
Sono numeri che raccontano un’azienda solida nel suo core business, anche se il mercato azionario non ne ha tenuto conto. Ed è esattamente questa la scommessa di Long Lake: che una gestione privata, libera dalle pressioni trimestrali e rafforzata da investimenti mirati in AI, possa sbloccare un valore che la borsa non ha saputo — o voluto — riconoscere.
Nel frattempo, il confronto con Navan — il concorrente più tech-forward, sbarcato in borsa nell’ottobre 2025 con risultati alterni — ricorda che nemmeno i player più agili hanno trovato vita facile sui mercati pubblici. Forse, almeno per ora, il settore dei viaggi corporate si valorizza meglio lontano dai riflettori di Wall Street.












