Elenco accise benzina

Elenco accise benzina 2023: il Governo taglia lo sconto

Una decreto legge dell'Esecutivo taglia gli sconti su benzina e gasolio, aumentando de facto di 10-12 centesimi al litro il prezzo alla pompa

Il governo di Giorgia Meloni taglia lo sconto sulle accise sui carburanti. Dal 1° dicembre, infatti, è entrata in vigore la norma che appesantisce il carico fiscale su benzina e gasolio, il cui prezzo era cresciuto notevolmente negli ultimi mesi.

Una crescita dovuta sia al rincaro del prezzo del petrolio – quadruplicato tra aprile 2020 e settembre 2022 – sia a un carico fiscale composto da numerose voci.

Con D.L. n. 179 del 23 novembre 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, l’esecutivo ha stabilito le nuove aliquote di accisa della benzina. Se fino al 30 novembre erano di 478,40, dal 1° dicembre sono salite a 578,40 euro per mille litri. Almeno fino al 31 dicembre 2022.

Per il gasolio, se le vecchie imposte pesavano per 367,40 euro per mille litri, a decorrere dal 1° dicembre 2022 e fino al 31 dicembre 2022 saranno di 467,40 euro per mille litri.

Cambiamento anche per il GPL. In questo caso le accise sui carburanti passano da 182,61 euro per mille chilogrammi, a 216,67 euro.

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Accise benzina e gasolio, tornate nel 2023

Secondo i dati settimanali del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), appena pubblicati, il prezzo della benzina in modalità self service sale a 1,689 euro al litro. Il gasolio a 1,765 euro al litro.

Il Gpl costa tra 0,772 a 0,790 euro al litro mentre il metano oscilla tra 2,124 e 2,413.

Per ora, la misura in oggetto non riguarda i mezzi pesanti e le aziende di autotrasporto, sottoposti ad altre norme.

Importanti le ricadute sui conti dello Stato, visto che questo pur piccolo rialzo – si parla di 10-12 centesimi in più al litro – si tradurrà in un extragettito di 317 milioni di euro. Solo per il mese di dicembre. Moltiplicando per 12 mesi, ecco che questa piccola moneta aggiuntiva da 10 centesimi diventa 3,8 miliardi in più nelle tasche del Fisco.

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Quante e quali sono le accise sui carburanti?

Questo taglio sullo sconto delle accise sui carburanti ha fatto storcere il naso a diverse associazioni, dall’Unione Nazionale Consumatori ad Assoutenti fino al Codacons. Oltre naturalmente ai partiti dell’opposizione.

Le associazioni paventano un aggravio per la spesa degli automobilisti e un possibile aumento dell’inflazione. Allo stato attuale, le accise sui carburanti pesano per oltre il 50% del prezzo finale alla pompa.

L’accisa, vale la pena ricordarlo, è una imposta sulla fabbricazione e sulla vendita di prodotti di consumo. Come la benzina, il gasolio e il gas da autotrazione. Le accise sono presenti in tutto il mondo, anche se con modalità e percentuali che variano da paese a paese.

Queste le 16 voci che fanno parte dell’elenco delle accise sulla benzina e gasolio ripristinate nel 2023. Da inizio anno infatti, il governo ha deciso di non rifinanziare lo sconto, introdotto dal governo Draghi.

  • Finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936.
  • Finanziamento della crisi di Suez del 1956.
  • Ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963.
  • Ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966.
  • Per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968.
  • Ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976.
  • Ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980.
  • finanziamento della missione in Bosnia del 1996.
  • Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
  • Acquisto di autobus ecologici nel 2005.
  • Per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009.
  • Finanziamento alla cultura nel 2011.
  • Per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011.
  • Per far fronte all’alluvione che ha colpito Liguria e Toscana nel 2011.
  • Ricostruzione dopo il terremoto in Emilia del 2012.
  • Per il decreto “Salva Italia” del 2011.

Quanto pesano le accise sui carburanti nel 2023

Secondo l’ultimo monitoraggio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, la somma di imposte (Iva) e varie accise, ammonta addirittura al 58,2% del prezzo che si paga per la benzina e al 51,1% di quello del gasolio, per diesel. Molti automobilisti e lavoratori che usano veicoli termici, puntano anche ai risparmi di prezzo delle pompe bianche. Una prima revisione delle accise avviene con il nuovo decreto di gennaio che attiverà la cosiddetta accisa mobile, a vantaggio degli utenti quando i conti dello Stato lo permettono, in automatico.

13 comments

Ma noi del veneto all’ora ci siamo già pagato di tasca nostra la ricostruzione del Polesine del 1951 visto che nel elenco non si trova più

Caro amico Alfredo, se passi una mano nella tua memoria, riuscirai a sentire anche il bravo Matteo Renzi che qualche giono prima di venir eletto presidente del consiglio dei ministri, in una intervista alla TV, diceva le seguenti parole:” Ma che,le accise??? vanno tolte immediatamente, specialmente quella sulla guerra d’Etiopia. Se dovessi venir eletto io, subito via tutte”. infatti il bravo Renzi le ha lasciate per non offendere i suoi colleghi che le volevano.

Cari amici Italiani, le accise della guerra d’Etiopia del 1935/36 se le stanno intascando i nostri parlamentari, di destra, centro e sinistra, a prescindere dal colore del partito…quindi non sperate che venga tolte, altrimenti farebbero la fame. Idem per tutte le altre accise.

Purtroppo i governanti sono esseri quasi umani, Nel senso che se fossero umani agirebbero onestamente come tutti, o quasi, noi. Vedi quello che sta succedendo al parlamento europeo… D’altronde se a loro mancano i quattrini non riescono ad andare avanti. Mentre noi, povera gente, abbiamo un cervello più completo del loro, e riusciamo a trovare il modo di sopravvivere in qualsiasi situazione.. Ricordate che ci sono que cose che vanno avanti senza muovere un dito per lavorare: laPOLITICA e la RELIGIONE.

BEH MA QUESTI POLITICI POTREBBERO ANCHE CAMPARE CON UN PO MENO SOLDINI TANTO LA FAME NON LA FANNO DI SICURO E ABBASSARE ALMENO DELLA META’ QUESTE ACCISE ANDREBBERO TOLTE LO SO MA CHISSA’ FORSE PRETENDIAMO TROPPO VISTO CHE NON LE TOLGONO A ALMENO LE DIMEZZINO E FACCIANO RESPIRARE UN PO ANCHE NOI

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