Alberto Viano Aniasa presidente

Alberto Viano è presidente di Aniasa

Aniasa nomina Alberto Viano presidente, con incarico per il quadriennio 2022-2025. Il Ceo di Leaseplan in Italia succede a Massimiliano Archiapatti, che ha guidato l’associazione della mobilità a noleggio dal 2018.

«La pandemia ha ribadito la centralità della mobilità individuale e impresso un’ulteriore spinta all’innovazione tecnologica e al graduale passaggio dalla proprietà all’uso dei veicoli – commenta Viano -; un processo che, terminata l’attuale fase critica, tornerà a procedere a ritmi elevati anche in Italia».

Aniasa nomina Alberto Viano presidente

 Gli operatori economici rappresentati in Aniasa rappresentano il 25% dell’immatricolato nazionale.

Percentuale che sale al 30% considerando le sole vetture elettriche e al 47% comprendendo le ibride plug-in immesse sul mercato.

“La sfida più stimolante per l’associazione nei prossimi anni sarà accompagnare le nostre aziende e il Paese nel processo di evoluzione dell’intera mobilità, mettendo a disposizione del decisore politico e delle istituzioni le nostre competenze», continua il neo presidente.

L’obiettivo è promuovere l’aggiornamento del quadro normativo alle attuali condizioni del mercato. Al primo posto c’è la riforma fiscale dell’auto aziendale.

Aniasa rappresenta l’industria dell’autonoleggio, la mobilità condivisa e le tecnologie dell’automotive in Confindustria.

Il settore del noleggio nel periodo più buio

Il settore della mobilità condivisa ha affrontato il periodo più buio tra il 2020 e il 2021.

In particolare, il noleggio a breve termine ha perso il 56% dei contratti rispetto al 2019 e vede il giro d’affari crollare del 37%.

Gli operatori del rent a car stimano un ritorno ai livelli pre-pandemia solo nel 2023-2024.

Il lungo termine versa in condizioni meno peggiori.

Forte della stabilità del business basato su contratti pluriennali e della continua espansione anche nel mercato dei privati, il Nlt ha consolidato la crescita del giro d’affari. La crisi dei chip ha frenato le immatricolazioni (-4,7%), ma la flotta è continuata a crescere (+10% e a quota 977.000 veicoli).

Ciò grazie a un più ampio ricorso, concordato con la clientela, alla proroga dei contratti, prima motivata dall’incertezza economica e ora sostituita dall’assenza di prodotto.

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