Autovelox

Autovelox, le proposte al governo da parte dell’Unione Consumatori

In 12 punti, l'Unione Nazionale Consumatori lancia delle proposte al ministro Salvini in merito al ventilato cambio di norme sugli apparecchi che controllano la velocità dei veicoli

Dal governo potrebbero arrivare modifiche al codice della strada e agli autovelox. O meglio: una revisione ai dispositivi che misurano la velocità e fotografano le targe dei veicoli che superano i limiti.

L’annuncio viene dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il responsabile del dicastero ha pronto un decreto legge che è stato esaminato dalle regioni  e dai comuni, da cui ora stanno arrivando richieste di cambiamento.

Soddisfatto anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha commentato in maniera equilibrata. «Bene, ottima notizia. Ma il ministro deve sentire anche le associazioni di consumatori. Abbiamo depositato da anni in Parlamento le proposte di modifica al codice della strada per aumentare la sicurezza, evitando al tempo stesso abusi».

Il tema degli autovelox fissi

Il discorso del presidente ha toccato poi il tema degli autovelox fissi. «Chiediamo da anni che siano i prefetti a fissare i limiti di velocità, visto che già li devono autorizzare con un loro decreto. Chiediamo anche che sia una loro responsabilità decidere l’esatta posizione e non il semplice km delle postazioni di controllo. I comuni, infatti, troppo spesso le piazzano in modo nascosto subito dopo una curva e non li segnalano correttamente e in modo visibile come prevede il Codice».

L’Unione Nazionale Consumatori tocca poi il tema dei “semavelox”: spesso alcuni sindaci riducono la durata del giallo sotto i 4 secondi. «Questo complice il vuoto normativo che non fissa la sua durata minima».

Altra brutta abitudine stigmatizzata da Massimiliano Dona è quella di piazzare un autovelox e poi ridurre il limite di velocità in modo ingiustificato da 90 a 70 Km/h o 50 km/h. «Tanto per fare cassa».

Le 12 richieste dell’Unc: rimuovere i falsi cartelli

Sempre in tema di autovelox, l’Unione Nazionale Consumatori avanza alcune richieste.

  1. Che siano i prefetti a fissare, nel decreto autorizzativo, i limiti di velocità, in modo che siano congrui rispetto al tipo di strada.
  2. Siano i prefetti a stabilire, essere responsabili e controllare se la segnaletica sia conforme al Codice della Strada e che sia ben visibile. Anche l’autovelox non deve essere nascosto ma essere ben visibile.
  3. Sia compito dei prefetti far rimuovere tutti i falsi cartelli che indicano la presenza di un autovelox, quando questo non è effettivamente presente e/o attivo.
  4. Le postazioni di controllo, laddove sono possibili i sorpassi, vadano preventivamente segnalate su entrambi i lati della carreggiata, parallelamente, sia a sinistra che a destra della strada. Questo affinché chi sorpassa o è sorpassato possa vederli.
    Altrimenti il comma 6 bis dell’art. 142 secondo il quale “le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili“, viene vanificato se il cartello è solo a destra e si sta sorpassando, dato che viene oscurato dal veicolo sorpassato.
  5. Insieme a tutti i cartelli che segnalano la presenza dell’autovelox ci sia sempre, obbligatoriamente (pena nullità della multa) anche quello del limite di velocità previsto. Questo perché troppo spesso l’automobilista vede il cartello “controllo della velocità” ma non ricorda più quale sia il limite di velocità in quel punto.
  6. Dove c’è la postazione di controllo, che sia ripetuto sia il cartello che indica la presenza dell’autovelox sia il limite di velocità.

La distanza tra cartello che segnala i controlli e autovelox

7. Che tra il primo cartello che segnala l’autovelox e l’autovelox ci siano obbligatoriamente tra i 300 e i 400 metri (non quindi le distanza variabile minima indicata, per ciascun tipo di strada, dall’art. 79, comma 3, Reg. Esec. C.d.S. per la collocazione dei segnali di prescrizione), durante i quali il limite di velocità non possa cambiare.

8. Che il segnale con il limite di velocità posto insieme a quello che segnala l’autovelox, non sia il primo ad indicare quella velocità. Si tratta di evitare, cioè, che in poco spazio si passi da un limite di 90 Km/h a uno di 50 Km/h. E che poi tra questo limite di 50 e l’autovelox ci siano magari pochi metri.
Da notare che in un secondo (il tempo utile per poter mettere il piede sul pedale del freno) a 90 Km/h si percorrono già 25 metri. Ovvio che su questa richiesta si può anche soprassedere se si accettano sia la proposta 7) che la 5). Altrimenti, in subordine, si chiede che tra il cartello che indica la velocità rilevata dall’autovelox e l’autovelox stesso debbano esserci almeno 400 metri.

9. Tra il segnale e la postazione non devono essere presenti intersezioni o immissioni laterali di strade, altrimenti il segnale va ripetuto (mantenendo sempre le distanze del punto 7).

L’uniformità dei cartelli che segnalano i controlli

10. Troppe le tipologie dei cartelli che indicano la presenza dell’autovelox. Si chiede che i cartelli siano resi tutti uniformi. Siano fatti rimuovere dai Prefetti tutti quelli non conformi e che i cartelli siano ingranditi almeno del 50%.

11. Ci sia l’obbligo, attualmente non previsto, di indicare se si tratta di autovelox o di un controllo della velocità media, tipo tutor. I cartelli dovranno essere differenziati a seconda del tipo di rilevazione.

12. Le regole dai punti 2) a 10) devono valere sia per i controlli da remoto, ossia le postazioni fisse, sia nel caso di controlli occasionali con la presenza di un organo di polizia stradale.

[Leggi delle altre possibili modifiche al Codice della Strada]

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Massimiliano Dona

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