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La nostra analisi della Citroën C4 Cactus, “be different, feel good”

La Citroën C4 Cactus è il modello che ha dato il ritmo al primo semestre 2018 della Casa francese. Il Ceo Linda Jackson e “signora dell’auto”, dal primo giorno in cui assunto questo ruolo ha sempre puntato sulla filosofia “be different, feel good”, ossia essere diversi e trasmettere positività. E l’ha seguita anche nella mossa che ha cambiato in corsa la C4 Cactus con un’operazione che la stessa Jackson considera “puro pragmatismo, senza visioni particolari”. Detto, fatto: il design è stato aggiornato, oltre lo spostamento in basso di quanto resta degli airbump, modificando molti elementi del frontale, della fiancata e della coda: il risultato rende onore allo sforzo, visto che sono tangibili un equilibrio e una leggerezza superiori. Sono stati effettuati anche aggiornamenti ai propulsori e portate importanti innovazioni legate al comfort come gli ammortizzatori con smorzatori idraulici progressivi e i nuovi sedili Advanced Confort che sono realmente al top del segmento.

La nostra analisi della Citroën C4 Cactus, la gamma

Quella italiana è costituita da ben dieci versioni ottenute dalla combinazione di tre allestimenti (Live, Feel, Shine) e di tre motorizzazioni: il PureTech 110 S&S, (anche con cambio automatico EAT6), il PureTech 130 S&S e il BlueHDi 100 S&S. I prezzi partono da 17.900 euro per la versione Live meno potente mentre la Feel parte da 19.250 e la Shine da 21.100. L’equipaggiamento è già buono a livello base, mentre la lista optional è adeguata al segmento. Con tempi di consegna tra i 60 e i 90 giorni.

La nostra analisi della Citroën C4 Cactus, i valori residui e i costi di gestione

Detto che è un modello radicalmente nuovo rispetto al precedente, è facile pensare a un valore tra i migliori del segmento. La Casa ha una divisione Citroën Select (www.citroenselect.it) che si occupa dell’usato selezionato, attraverso 87 controlli e fornendo una garanzia di 48  mesi. Al di là della garanzia base di due anni, Citroën propone diversi contratti di estensione quali Essential Drive, Ideal Drive e Free Drive con differenti livelli di attenzione per il cliente. Ben curate sia la manutenzione ordinaria (con forfait per vetture da 0 a 2 anni di vita e oltre i 3) sia l’assistenza della rete puntando in quest’ultimo caso alla rapidità del servizio come evidenziano i nomi di Service Racing e Servizio Express, sempre a prezzi piuttosto interessanti.

Le formule finanziarie o le modalità di Noleggio a Lungo Termine per avere una Citroën C4 Cactus

Sono quattro, messe a punto direttamente da Banca PSA: Simply (rateale classico), Simply Leasing (canone personalizzabile da 24 a 48 mesi), Tu Zero (senza alcuna spesa accessoria) e Tu Zero Rateale (da 12 a 84 mesi, con grande possibilità di personalizzazione). Non mancano servizi assicurativi per la persona e il mezzo, basati sulla Card Deluxe, sempre di Banca PSA, che offre vari livelli di protezione. Mentre per il Noleggio a lungo termine per tutto il Gruppo si chiama Free2Move Lease (leggi qui la presentazione milanese) e prevede un pacchetto di servizi “all inclusive” per il corrispettivo di un canone fisso mensile, eliminando il rischio di dover sostenere spese non programmate (come la manutenzione), allungando la garanzia e fornendo anche polizze d’assicurazione comprensive di RCA e Kasko con tre livelli di franchigia in opzione, con auto sostitutiva fino a 60 giorni.

I pregi e i difetti della Citroën C4 Cactus

Sicuramente il comfort della C4 Cactus è da vettura di categoria superiore: c’è tanto spazio in rapporto alle dimensioni esterne, il baule è ampio, i sedili risultano comodi. Le sospensioni riescono a filtrare con grande efficacia lo sconnesso mentre l’insonorizzazione è valida. Un altro pregio è rappresentato dai motori: tutti regalano prestazioni apprezzabili, più del prevedibile. E ancora sono disponibili gli ultimi Adas del gruppo PSA ed è stato migliorato l’infotainment, con comandi vocali, navigazione aggiornata e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto. Nel passaggio alla nuova configurazione, invece, non ci convince il cruscotto (un pannello digitale soggetto a riflessi, povero di informazioni e con l’indicatore del livello del carburante microscopico). E le finiture non sono all’altezza della fama Psa. Comunque rimane un caso di mercato, visto che ha subito una radicale trasformazione a soli tre anni dal lancio. Ha perso qualcosa in chiave di originalità ma al tempo stesso ha guadagnato punti in termini di personalità e di maturità.

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